
La Tripla H
La musica era a palla e la voce protestava. Tutti facevano su e giù con la testa e accarezzavano i medaglioni dorati.
Passò di lì un suv, si fermò e il conducente abbassò il finestrino. «Ehi, rega, siete pronti?».
Annuirono all’unisono.
Delle ragazze in stivali, short e intimo misero le mani sui loro petti, sfiorarono loro gli inguini.
Il boss era un brutto tipo con cicatrici e tatuaggi. Scese dal suv. «Basta con queste mazze da baseball, basta con le catene. Io ho di meglio». Andò al bagagliaio, lo aprì e chiamò tutti a guardare.
C’erano almeno due dozzine di AK74M.
«Me li ha venduti un mio amico di San Pietroburgo. Aveva lo zio nell’Armata Rossa». Il boss era pervaso da una gioia maligna, predatrice. «Adesso potremo darci da fare come Dio comanda».
«Sì, sì». La falange di mastini era contenta, era come se il boss stesse dando loro il regalo di compleanno.
Le mani afferrarono gli AK74M e tutti fecero i grossi. Si fecero selfie, esaltarono il loro testosterone con le ragazze che non la finivano di accarezzarli e fare le civette.
Il boss era soddisfatto, ma quello era solo il primo passo. Il prossimo sarebbe stato il controllo degli affari nel quartiere. «Saremo i più forti. Abbiamo un buon volume di fuoco… i latinos hanno solo qualche IMI Uzi e Glock o Desert Eagle, per il resto solo dei machete… ma questa non è la loro giungla, non è l’Amazzonia, questa è la nostra città, il nostro quartiere, quindi noi non vogliamo degli inca, o che siano maya o aztechi, che spadroneggiano nei nostri affari. Io ci sono, e voi? Se voi ci siete, ci sono eccome».
Quella falange di mastini mise in mostra gli AK74M, qualcuno spinse via le ragazze. «Ci sono, ci sono». E poi: «Ci siamo».
«Bene». Quel volto brutto fu percorso da un sorriso temibile. «Così mi piacete».
«Ehi, boss, ma il nome della nostra?».
«Bella domanda, amico. Mah, a me piace l’hardcore hip hop e allora… Tripla H».
«Sì, la Tripla H» gioirono. Qualcuno aggiunse: «La lettera muta, così con gli sbirri stiamo zitti».
«Evviva, evviva».
«Okay, rega, abbiamo gli schioppi, possiamo muoverci. Subito».
I mastini salirono sulle moto e i suv. Urlavano: «Il traffico di dolci e pasticcini sarà nostro».
Le ragazze sospirarono.
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Il finale del racconto è ovviamente ironico, ma si sa, presto si faranno le guerre per molto meno… grazie per essere passata!
“I mastini salirono sulle moto e i suv. Urlavano: «Il traffico di dolci e pasticcini sarà nostro».Le ragazze sospirarono.”
Questo passaggio mi è piaciuto
Ecco un buon motivo per spargere sangue ? ? ?
Ciao Raffaele! Eh, ma sai, ho sempre tantissime idee e non tutte posso svilupparle in una serie… che poi il finale di questo librick è molto ironico, quindi se ci lavorassi verrebbe fuori una storia molto bizzarra e che forse non riuscirei a gestire bene.
Se proprio vuoi saperlo sto scrivendo dei racconti brevi che vanno a formare una serie di librick (è una sola stagione), tutto pensato per EO. Finisco la prima stesura dopodomani, poi spero di poterlo revisionare sotto Natale o gennaio così lo pubblico prima della fine dell’inverno.
Grazie per avermi letto 🙂
Latinos contro HHH: si prospetta una guerra tra gang con i fiocchi.
Questa volta, più che mai, dovresti riflettere sul fatto di scrivere una serie anche piccola. Pensaci…