La triste imboscata quando Bosch dipinse il Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio

Serie: Le avventure di Gobleto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Bosch continua le sue avventure dopo aver incontrato alcune creature mostruose

Aveva rubato dei vestiti da uno spaventapasseri.

Secondo i suoi calcoli non mancava molto a Hertogenbosch, avrebbe dovuto soltanto costeggiare il mare.

Allora sentì un odore strano, come di putrefazione.

Strinse le spalle. È soltanto l’odore della natura, non posso storcere il naso.

Mentre stava passando accanto a una roccia gli sembrò che la puzza fosse molto più forte.

Si guardò attorno e vide sbucare da dietro il masso delle creature vestite di stracci e che avevano lineamenti scimmieschi. Sembravano i demoni del lavoro che stava ultimando: il “Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio”.

Non erano troll o altre amenità simili, erano uomini, ma avevano lo stesso un che di bestiale.

Agitando spade infrante e picche ridotte a monconi, lo circondarono, lo minacciarono.

Malmenarono Bosch. Lui li supplicò: «Sono un povero artista, non ho nulla di che darvi».

Sbraitando e minacciandolo ancora con le armi gli legarono polsi e caviglie a un bastone, dunque lo condussero via.

La piccola colonna raggiunse il mare e presso una scogliera si infilarono in una grotta umida. A Bosch non sfuggì che, una volta arrivata l’alta marea, il passaggio sarebbe stato bloccato dall’acqua.

Dopo una salita in quello che sembrava un cunicolo viscido di alghe e popolato di granchietti, Bosch sentì una puzza nauseante. Vide resti di animali oltre che umani. Guardò i suoi rapitori sotto una nuova luce: briganti antropofagi.

Lo liberarono delle corde, tentarono di stordirlo a colpi di clava ma Bosch gli sfuggì. Dalla carcassa di un asino strappò una mandibola e, sentendosi combattuto fra la personalità di Gobleto e l’ispirazione per Sansone, agitò la mazza improvvisata per poi spaccare il cranio a uno degli aggressori. Anche quello dopo subì la stessa sorte.

Bosch avanzò e cercò di inseguire i briganti antropofagi. Uno di loro lo morse a sangue e lui lo respinse mandandolo a sbattere contro una parete facendogli rompere l’osso del collo.

Bosch cacciò un urlo indemoniato, le sue personalità erano in conflitto, esprimeva la giustificata rabbia a causa di quel dissidio lacerante.

Gli ultimi briganti antropofagi, terrorizzati dalla reazione di Bosch, fuggirono nella direzione da dove erano venuti.

Il cunicolo era già pieno d’acqua, forse Bosch era svenuto e c’era stato tutto il tempo perché accadesse quel che era accaduto.

I briganti provarono a nuotare, Bosch li inseguì. Loro annasparono fino a scomparire nell’acqua, lui tentò di colpirli con la mandibola ma l’attrito dell’acqua non glielo permise.

Cercò di nuotare lontano dal budello e uscì all’esterno. Quando poté tornare a respirare l’aria, salmastra ma era pur sempre aria, lanciò un urlo di sollievo. Ripensò ai demoni a forma di pesce del suo ultimo trittico e al pesce volante del pannello destro.

Nuotò lontano dalla scogliera per evitare di finirci contro, guadagnò la spiaggia. Ci si accasciò sopra, ma l’avventura non era ancora terminata: Manca poco.

Serie: Le avventure di Gobleto


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Una narrazione suggestiva, con elementi originali e un ritmo vivace che rende leggera la lettura. Un fantasy con tante buone idee fantasiose. Una fra tante la mandibola strappata dalla carcassa di un asino come arma di difesa contro i briganti antropofagi.
    Bravo.