L’alba della battaglia

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


Scena 1

Vagò per parecchi minuti nel palazzo reale, poi improvvisamente uno strano odore gli giunse. Aroma dolce eppur fatale.

Sollevò le palpebre stordito. La Lama del Solstizio era sul tavolo di legno. La stanza di marmo era in penombra. Klemon deglutì, era prigioniero.

Daharim: Sei giunto nel palazzo reale spavaldo, fu questo probabilmente a renderti ceco riguardo le trappole.

Aveva le braccia legate dietro la schiena. Osservò Daharim del Ferro sedersi dinanzi a lui. L’uomo era membro del Consiglio dei nobili, suo padre proveniva da una lunga stirpe di fabbri ed ottenne il titolo nobiliare dopo aver combattuto nell’ultima guerra.

Daharim: Dove hai preso questa?

Lo vide impugnare la Lama del Solstizio.

Scena 2

Sbarrarono le porte. La parte posteriore della chiesetta di Hagem’hdal sembrava stranamente incolume e senza radici oscure. Hubert vide Fret e Gladem utilizzare il tavolo per tenere bloccata l’ultima finestra.

Fret: Dobbiamo elaborare un piano.

Oromat: Un piano per cosa? Pensate veramente che ne usciremo vivi?

Il terreno tremò fino a scuotere le fondamenta. Hubert vide qualcosa emergere oltre le piante oscure.

Fret: Golem? Sono i Golem donati dai nani…

Gladem: Sembrano proteggere qualcuno.

Osservò attentamente, l’uomo stringeva qualcosa nella mano destra ed una strana energia lo pervadeva.

Hubert: Derim con la Lama della Radura. – deglutì – Corrotto dall’arma, distruggerà tutto e tutti.

Scena 3

Il piano era stato attuato. Era stato semplice finire di distruggere quella parte del pavimento. Duncan ed Hamuf correvano lungo i corridoi del piano inferiore, l’uscita dalla prigione era poco distante. Un sibilio sembrava seguirli.

Hamuf: Credo abbiano mandato il Calcolatore a prenderci. Uno dei più pericolosi assassini di Hagem’hdal, fu lo stesso Consiglio dei nobili a farlo arrestare.

Raggiunsero l’uscita. Le piante oscure ricoprivano ogni cosa. Qualcosa colpì Hamuf alle spalle. Duncan lo vide ruzzolare a terra, in lontananza scorse una figura muoversi fra gli alberi. Incappucciata e quasi invisibile. Il sibilio li circondava. Suono magico in grado di rendere le vittime paranoiche. Duncan tentennò, vide Hamuf guardarlo negli occhi.

Hamuf: Devo rialzarmi, tutto questo è nella nostra mente. Prodotto del suono.

Scena 4

Li videro distruggere le finestre. I golem avanzarono distruggendo ogni cosa sotto l’ordine di Derim. Al suo fianco vi era lui.

Gerehem: Potrebbe essere ovunque. La bieca corruzione ci circonda.

Derim: Il potere. Solo esso può salvarci.

Hubert era nascosto assieme ai propri uomini. Avevano optato per mimetizzarsi fra le piante lasciando la chiesa. Vide Derim con occhi vuoti avanzare fra i golem intenti a sradicare gli alberi.

Scena 5

Gli bastò qualche istante. Vide Daharim distratto. Klemon percepì il potere della Lama e distrusse la corda spezzandola. L’arma gli si materializzò in mano. Vide il nemico estrarre uno spadone bianco.

Daharim: Brami veramente questo scontro? Sehema verrà ritrovata e condotta al mio cospetto che ti piaccia o no!

Comprese che l’amata fosse fuggita dal palazzo reale. Si volse afferrando la sedia e spingendola. Distrasse nuovamente il nemico fiondandosi verso l’uscita, doveva ritrovarla. Qualche istante dopo si fermò di colpo. Daharim non lo stava seguendo e non vi era traccia degli altri nobili, perché?

Scena 6

Fece sollevare le catapulte. Gli uomini corteccia avevano raggiunto le foreste a nord di Hagem’hdal. In lontananza vide Hankia e Furuten. Marekad diede l’ordine ai nani. I massi stritolarono gli uomini corteccia al suolo. Dalle piante oscure emergevano sempre più nemici. L’uomo tentennò, doveva trovare un modo.

Scena 7

Osservò il nemico emergere dalle piante con due pugnali tesi. Duncan afferrò Hamuf salvando entrambi. Qualcosa lo preoccupava, si sentiva consapevole della propria inferiorità. Non riusciva ad estrarre l’arma. Si accorse dell’espressione di Hamuf, sembrava terrorizzato. Videro il Calcolatore estrarre un arco e del sangue macchiare il terreno.

Successe tutto in pochi istanti. Duncan scorse la ragazza dai lunghi capelli castani legati estrarre la spada dal torace del Calcolatore, erano stati salvati da lei. Aveva lineamenti delicati ed un armatura di ferro.

Heselia: Prigioniere fuggito suppongo.

Hamuf: Heselia del Vento, una delle guardie della prigione. Pensavo foste tutti deceduti o fuggiti.

Heselia: Siete rimasti in quella prigione troppo a lungo, fuggire è impossibile, oramai si può solo sopravvivere o almeno tentare.

Scena 8

Avanzò fra gli elfi. Alaghen abbassò il braccio destro dando il segnale. Le frecce si conficcarono nei toracii degli uomini corteccia facendoli crollare al suolo. Le porte sud di Hagem’hdal erano difese fin troppo bene dai guerrieri di Gadgarat il Minore. Il terreno iniziò a tremare, Alaghen osservò le piante oscure ergersi come a prendere vita e gettarsi sugli elfi schiacciandoli. Comprese che fosse arrivato il momento, doveva mobilitare i tre generali.

Scena 9

Vide Heselia lucidare la spada. Duncan si sedette.

Hamuf: Avrà già saputo della sconfitta del Calcolatore, Dovotam ci raggiungerà a breve.

Heselia: Ti correggo. Lui è già qua, qualcuno ci osserva.

Ombre scure aleggiavano fra le piante oscure. Spettri delle prigioni. Melodie colmarono gli uditi dei tre. Come mossi da qualcosa iniziarono ad avanzare scavalcando le enormi radici. L’enorme Quercia bianca di Hagem’hdal era rimasta tale, simbolo della crescita cittadina. Gli uomini corteccia circondavano i tre e la melodia cessò.

Heselia: Perché mai Dovotam ci ha condotti qua?

Scena 10

Si accasciò nascondendosi. Vide i golem in lontananza allontanarsi dalla chiesa. Klemon aspettò qualche istante, la distruzione causata dalle creature imperversava. Poi li vide poco distanti, Hubert e gli altri. Finalmente si era riunito con i vecchi compagni.

Fine atto.

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


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