Le colonie terrestri

Serie: Una nuova Terra


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Matthew, tornato da Nuova Terra, racconta, scrive e denuncia i fatti lì realmente accaduti. Si è trasferito dal Wisconsin in Italia, a Roma, dove ora fa il portiere di un grande palazzo in un quartiere romano.

Apocalisse o neocolonialismo? Nel 3020, le colonie terrestri erano due. Nuova Terra, sull’esopianeta Tiger 72, era la colonia più grande, ormai autosufficiente, che contava già oltre cinquantamila abitanti che popolavano le città di New Rome, Georgia e Cooper. Century, invece, era una piccola città di circa cinquemila abitanti, costruita nel sottosuolo lunare “terraformando” un preesistente “tunnel di lava”. Autosufficiente e fonte di ricchezza per la Terra da un punto di vista energetico dipendeva ancora da quest’ultima, (nonostante lo sviluppo di nuove coltivazioni idroponiche), per quanto riguardava gli approvvigionamenti alimentari mentre era quasi indipendente sotto il profilo medico-sanitario. L’acqua veniva estratta dal ghiaccio acqua, (il ghiaccio dei crateri polari), da sistemi di riciclo delle acque reflue, dall’urina e persino dal sudore degli abitanti della colonia. Il ghiaccio acqua rappresentava una importantissima fonte non solo di acqua ma anche di ossigeno per la colonia. Prima dell’insediamento sulla luna, al fine di aumentare il ghiaccio acqua lunare, alcune comete ed asteroidi furono “catturati” e fatti schiantare sul nostro satellite naturale: a causa delle elevate temperature sviluppatesi nel luogo dell’impatto, le rocce di silicio fondendo formarono delle sfere di vetro sulla cui superficie porosa, per effetto del vento solare, rimaneva intrappolata l’acqua in continua formazione. L’energia per la colonia era ottenuta da panelli solari dotati di batterie in grado di conservare l’energia, da reattori a fusione nucleare e da generatori termici a radioisotopi. Le fonti energetiche erano, dunque, l’energia solare, e l’elio-3, un isotopo dell’elio, presente sulla superficie lunare utilizzato come combustibile nei reattori a fusione. Inoltre, dallo sfruttamento del nucleo lunare ancora fuso si otteneva energia geotermica.

Il Gruppo dei Dieci, Organizzazione Internazionale che riuniva i Paesi di maggiore rilevanza economica, grazie ai finanziamenti di Edward Stanton, il CEO di New Lands In Space, aveva ormai già realizzato la tanto auspicata “terraformazione” di due pianeti del nostro sistema solare, Marte e Venere. Verso la fine del 3030, quindi, sarebbero iniziati i lavori di costruzione di altre due colonie, la colonia terrestre di “Life on Mars”, sul suolo del pianeta rosso e quella di “Venus” sul pianeta Venere.

I “colonialisti”, che facevano capo a partiti della destra sia nazionalista che capitalista, auspicavano e sostenevano le due colonie esistenti e la creazione di altre, come soluzione di salvezza per l’umanità in un futuro prossimo non così troppo lontano. Il Comitato Scientifico Internazionale del Gruppo dei Dieci, infatti, aveva stimato, entro il 3050, il collasso di tutti gli ecosistemi, con ondate di calore letali, l’ulteriore desertificazione della superficie terrestre, una crisi idrica e un’implosione dell’agricoltura senza precedenti, con il conseguente crollo dei raccolti e il vertiginoso aumento dei prezzi. Altre guerre e nuove carestie per la sopravvivenza, avrebbero portato alla definitiva scomparsa della civiltà umana sulla Terra.

Gli “anti-colonialisti”, che facevano capo a partiti di sinistra, erano, invece, decisamente contrari alle colonie. Essi sostenevano la necessità di adottare, prima che fosse troppo tardi, misure atte a frenare i cambiamenti climatici come unica soluzione di salvezza del genere umano.

Vi erano poi i “bunker builders”, chiamati volgarmente “bunkeristi”. Essi, erano milionari che avevano costruito sulla Terra bunker, dei veri e propri lussuosi villaggi sotterranei dove poter sopravvivere anche oltre un anno dopo un’apocalisse, sia essa provocata da disastri climatici o da guerre nucleari. I “bunkeristi”, in realtà, erano perlopiù ricchi imprenditori “colonialisti” che, con un’apocalisse sempre più possibile e realistica ma comunque sempre alle porte, vedevano nelle colonie la possibilità di realizzare ingenti somme di denaro da poter investire, in toto o in parte, nella realizzazione di bunker personali.

Matthew non si definiva né di destra né di sinistra, la politica, almeno quella “partitica”, non lo aveva mai interessato. Egli, tuttavia, era un deciso “anti-colonialista”.

Si era svegliato presto per andare a lavorare come portiere di un grande palazzo in un quartiere di Roma. Aveva appena smistato la posta, ascoltato le chiacchere dell’anziana Signora Silvia del terzo piano e, adesso, si sarebbe fatto un meritato caffè e letto il giornale, fino a che non avrebbe nuovamente incontrato dalla guardiola lo sguardo della Signora Silvia che rientrava in casa, sempre che non ci fossero delle telefonate per guasti o problemi di natura condominiale. Aprì il giornale. Si soffermò sulla pagina degli annunci di lavoro. La Food and Drinks cercava un rappresentante commerciale per il nuovo lancio sulla colonia Nuova Terra di una bibita analcolica, la “Green Drink”. Requisiti richiesti: forte motivazione e capacità organizzativa, capacità di lavorare da soli in un grande Gruppo. Durata del contratto un anno, alloggio nella colonia compreso, base fissa più percentuale sulle vendite. Vi era riportato un numero di telefono e un indirizzo e-mail per informazioni e contatti.

Si era imposto di non pensare più a quel pianeta ed era persino riuscito a smettere di pensare a Lura e a Trevor! Ma adesso, quell’annuncio tornò a formulare nella sua testa le domande di sempre: come era cambiata Nuova Terra da quando l’aveva vista e conosciuta lui in quegli anni? E come se la passavano Lura e Trevor oggi? Li avrebbe potuti rincontrare e riconoscere? E loro avrebbero riconosciuto lui? Lasciare il suo attuale lavoro a tempo indeterminato per un contratto di lavoro della durata di un anno sarebbe stato da folli! Sei mesi di tempo per raggiungere il pianeta, un anno di lavoro e altri sei mesi per ritornare sulla Terra, ammesso che i tempi di volo in questi ultimi anni non si fossero ancora accorciati, in tutto sarebbero passati due anni! E poi, cosa avrebbe fatto dopo? Si d’accordo da cosa poteva nascere cosa, aveva poi sempre tutta l’eredità ricevuta dalla morte di suo zio da poter investire nell’apertura di una qualsiasi attività. Aveva, però, anche un’età nella quale bisognava iniziare a pensare ad una pensione, ma tanto ci sarebbe stata l’apocalisse a scongiurare quel problema! Si scoprì a sorridere da solo! Ma quale azienda avrebbe assunto un’anti-colonialista dichiarato come suo rappresentante commerciale in una colonia? Quando era tornato da Nuova Terra, prima che questa fosse divenuta una colonia terrestre, aveva trascorso due anni a denunciare i fatti lì realmente accaduti, schierandosi in prima linea nella difesa della causa dei popoli che abitavano quel pianeta. Successivamente, però, dopo la militanza in associazioni e movimenti anti-colonialisti, negli ultimi anni, si era ritirato da ogni forma di attivismo politico. La società si ricordava ancora di Matthew Garroso? Per la Signora Silvia, ad esempio, lui era semplicemente Matteo, il Portiere! E per la politica chi era lui oggi? Decise, comunque, che avrebbe inviato alla Food and Drinks quella sera stessa il suo curriculum, magari evitando di scriverci che aveva già abitato per due anni su Nuova Terra! A questi tipi di annunci di solito rispondevano giovani alla ricerca di una loro prima esperienza lavorativa. Vi era una sola probabilità su un milione di essere chiamato soltanto per un colloquio!

«Salve Signora Silvia, rientra in casa?»

«Si, Matteo, si è annuvolato e magari tra poco piove. Fino a domattina non riuscirò più di casa!»

Su Nuova Terra ogni giorno era così! Avrebbe voluto risponderle.

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Discussioni

    1. Di nulla!
      Mo’ ti spiego: evidenzia con il mouse la frase che vuoi commentare, e clicca su “commenta questa frase”, puoi commentare oppure inserire un messaggio predefinito come ho fatto anch’io con “applauso”, ma io lo faccio dal PC. Se frequenti Edizioni Open dal cellulare non posso esserti d’aiuto!

    2. Io, purtroppo, frequento EO quasi sempre per non dire sempre da cellulare. Pubblico pure da cellulare, facendo copia e incolla dal blocco note dello stesso. 🙂