L’inaspettato Rex

Fine marzo 2017, io e la mia fidanzata lavoriamo per un’azienda di caffè e tra i vari consulenti ci sono due ragazze di una associazione animalista. Ci si avvicinano per presentarsi e ovviamente si finisce col parlare di qualcosa che tutte noi amiamo: gli animali.

Natascia, una delle due ragazze, si avvicina a noi per mostrarci un video che riprende un enorme labrador color miele con sopra due gatti. Questo video è particolare, mi ha trasmesso talmente tanto amore che quasi mi scende una lacrima, ma sorrido. Un sorriso che presto svanisce, appena mi viene detto che questo cagnone dovrà separarsi dai sui due amici felini. La cosa che più mi intristisce è che la giustificazione della loro separazione sono i proprietari degli animali. Vogliono portare Rex in canile, se ne vogliono sbarazzare solo perché devono rifarsi il giardino nuovo e lui gli sarebbe di intralcio. Ma che significa? Non è mica un oggetto, è un cane, dovrebbe far parte della loro famiglia. Voi abbandonereste mai vostro figlio, vostra madre o chiunque altro vi abbia donato amore? Io no.

Mi distacco un attimo dalle due ragazze insieme alla mia compagna. Le dico che devo assolutamente chiamare mia mamma per sapere se conosce qualcuno disposto ad aiutare Rex prima che finisca in gabbia.

La risposta di mamma è negativa, nessuno vuole un cane, nessuno vuole un grosso labrador di 3 anni. Ma io sì, io voglio aiutarlo, così cambio tattica e le propongo l’adozione di Rex.

Inizialmente non vuole, è ancora provata dalla morte del nostro povero Teo, morto a 16 anni, tutti passati con noi. Mamma lo trovò in un bidone della spazzatura che aveva sì e no 4 mesi. Effettivamente anche a me manca tantissimo il nostro piccolino ma questo non mi impedisce di poter amare un altro cane.

Lei tira fuori la scusa dei nostri 7 gatti, che potrebbero aver paura ed altro, ma io ho visto quel video dove Rex da e riceve amore.
-“Mamma Rex adora i gatti, ora ti mando un video.”-
Stacchiamo la chiamata, le mando subito il video e poco dopo mi richiama, sta piangendo.
3 aprile 2017, Natascia e la sua amica Barbara ci portano Rex a casa. Sono accompagnate da uno dei proprietari, un ragazzino di 16 anni. Rex scende dalla macchina ed inizia ad annusare ovunque, il vialetto di casa, il giardino ed anche l’interno di casa. Intanto i gatti sono spariti tutti, sicuramente impauriti.
Quel giorno dovevamo andare in pineta con delle amiche così carichiamo Rex in macchina ed andiamo con lui. Questa è la nostra giornata di prova. In macchina è tranquillo, non abbaia, non si muove e ha gli occhi tristi.
Finalmente arriviamo ed iniziamo a camminare, tutte le altre si inoltrano a cercare asparagi, cosa che qua fanno in molti, ed io rimango sul percorso principale con Rex e la mia fidanzata.

Cammina un po’ storto e ogni tanto tira il guinzaglio, si vede che non è abituato a camminare. Natascia ha detto che stava tutto il giorno su una poltrona da solo, non lo vedeva mai al di fuori di quel cancello, e lei abitava proprio di fianco ai vecchi proprietari di Rex.

La nostra giornata di prova, dopo il lungo pomeriggio passato insieme in pineta, si trasforma in un “benvenuto in famiglia, Rex!”.

I giorni passano ed i gatti iniziano ad avvicinarsi a quel cagnone che li riempie di baci. Lo sguardo di Rex è già cambiato, ora sembra più felice. Abbiamo scoperto che ha uno strano modo di comunicarci le cose. Quando ha fame, quando vuole uscire o per qualsiasi altro motivo, si siede, ma non come gli altri cani, lui si siede come un canguro, è la prima volta che vedo un cane in questa posizione. Fa ridere, ma allo stesso tempo ti riempie di gioia, è incredibile come in così pochi giorni io mi sia innamorata di lui.
Passano anche i mesi e Rex è sempre più parte di noi. Purtroppo viene a mancare una delle nostre gattine, qualcuno l’ha investita. La trovo morta in giardino, è straziante, e tutto quel dolore che ho provato, l’ha provato anche lui. Mentre stavo a terra sconvolta vicino al piccolo corpo di Alaska, Rex è venuto lì e si è steso vicino a me. Sapeva che era successo qualcosa di brutto, non faceva come sempre, che si stendeva e si rotolava a terra finché non lo degnavi di una carezza. Ora stava lì, vicino a me, fermo.

Arriva ottobre e mamma, avendo capito che poteva continuare a donare amore, decide di adottare una cagnolina di 4 mesi per far compagnia a Rex e ravvivarlo un po’. La cosa funzione, lui adora la piccola Penny e come coccola i gatti, coccola anche la nuova arrivata.

Un mese dopo circa io e la mia ragazza ci lasciamo, fortunatamente per poco, ma in quella situazione, qualcosa tra me e Rex si è intensificato.
Avevo perso il lavoro, avevo perso lei, mi sentivo di aver perso tutto. Mia mamma e mia zia, che abita con noi, lavoravano e spesso mi ritrovavo a star sola. In quelle ore di solitudine i pensieri ed i ricordi mi laceravano, piangevo e mi disperavo. Il malessere mi tappava gli occhi e non mi faceva vedere che in realtà non ero affatto da sola. Con me c’erano sempre i miei animali, soprattutto Rex. Noto che non mi lascia un attimo sola, mi segue anche in bagno ed ogni volta si stende vicino ai miei piedi, e come quando è morta Alaska, sta lì, fermo. Lo accarezzo, lo coccolo e gli parlo. Non avevo mai fatto qualcosa di simile. Mi chiedo se sia normale parlare dei propri problemi con gli animali. Sicuramente non lo è, ma in quel momento è l’unica cosa che mi fa stare bene. In particolare con Rex, che sembra capire ciò che dico ed ogni volta che mi fermo a parlare per piangere, lui si avvicina ed appoggia il suo grande muso sulla mia gamba. Questo gesto mi fa sorridere, lo trovo davvero incredibile e mi viene spontaneo abbracciarlo forte a me. Mentre lo faccio gli dico “abbraccio”, non so perché, so solo che quando mi abbasso per stringerlo a me, lui posa il muso sulla mia spalla e sta fermo. Proprio come se volesse ricambiare, proprio come se sapesse che io ne ho bisogno.
T
ra me e la mia fidanzata le cose si sistemano, torna a vivere con me e Rex l’accoglie come se non se ne fosse mai andata.
Da quando lui fa parte della mia famiglia, ho imparato tante cose. Pensavo fosse rischioso adottare un cane già cresciuto, con abitudini completamente diverse e con una storia di maltrattamento alla spalle. Ma avevo torto,  Rex mi ha fatto capire che è qualcosa di totalmente diverso. Aiutare un animale in difficoltà ti regala tante emozioni. Con lui sorrido, con lui piango, con lui corro e mi diverto ed ogni volta che il suo sguardo felice si incrocia col mio sembra volermi ringraziare. Ogni volta che rientro in casa mi riempie di coccole e prima di andare a dormire, mentre scrivo e viaggio nella mia mente, lui è con me, steso nella sua cuccia. Proprio come in questo momento, che mi giro, lo guardo e sorrido.

Questo è quello che mi ha regalato l’inaspettato Rex, un sorriso vero, un sorriso spontaneo e pieno d’amore. Un sorriso che al giorno d’oggi è difficile sfoggiare in una società sempre più priva di veri sentimenti. Una società che avrebbe bisogno di un Rex, proprio come me.

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Commenti

  1. Nicola Ronald

    Brava, complimenti per il bellissimo che hai lasciato trasparire nel testo. Eh no, un cane come dici veramente non lascia soli… È sempre un ottima compagnia, come una persona… Veramente complimenti… Dovresti migliora magari la punteggiatura… Ma è solo un parere personale, prendilo come vuoi… Ciao Sofia 😝

    1. Sofia Tarlazzi Post author

      Grazie Isabella, per me la cosa più importante è trasmettere emozioni a chi legge!
      Grazie anche per il sostegno, sapere che c’è qualcuno che apprezza i miei racconti mi riempie il cuore e mi da forza per continuare ad inseguire i miei sogni!

  2. Marta Borroni

    L’amore che riesce a dare una cane e l’amore che ad esso si riserva è qualcosa di immenso, spesso per chi non ha questo tipo di sentimento verso un cane, viene difficile immaginare esso come qualcosa di molto simile ad un affetto fra persone umane, ciò che tu racconti è molto importante, l’unica cosa su cui mi sento di consigliarti è la punteggiatura, diluiscila i più all’interno della struttura del racconto, in modo che la trama sembri più storia e meno sfogo personale, comunque brava davvero, bella storia!

    1. Sofia Tarlazzi Post author

      Grazie mille Marta! Sono pochi mesi che scrivo e sono consapevole di non avere una grammatica molto ferrata, proprio come il lessico. Purtroppo ho smesso gli studi troppo presto e mi porto dietro le conseguenze, se puoi consigliarmi come sistemare al meglio la punteggiatura scrivimi pure.
      In compenso mi fa piacere che la mia storia ti abbia trasmesso l’amore che provo per il mio cagnone, questa per me è la cosa più importante!

    2. Marta Borroni

      Sofia non devi scusarti e neanche scoraggiarti, ognuno ha il suo percorso e con quello ci si crea la propria forza e il proprio stile che vanno oltre tutto il resto, se è pochissimo che scrivi, hai già tirato fuori molto e quindi doppiamente BRAVA!!!
      Ti scrivo in privato così parliamo meglio e viva gli animali, sempre 😀