Lo Scaz(zato)

Serie: Bambini nel tempo


«Scrivere, scrivere, scrivere, sempre scrivere è una vita che scrivo!… 

E per cosa poi? Per ritrovarmi qui, a trenta anni suonati, seduto davanti a una scogliera, con un panorama mozzafiato a decidere cosa fare della mia vita!

Eh no così non va, cosa ho sbagliato nella mia vita?

Ma chi sono io? Cos’è la mia vita?

Un CRETINO sono! Ecco cosa sono!

Avevo in mano la possibilità di una vita e cosa ho fatto?

Ovvio mi sono fatto fregare!

FREGARE! Fregare, sì. Sì! Sì, proprio come uno scemo. Come un bambino piccolo cui rubano il giocattolo appena comprato. E come reagisco io? Come un lattante che non sa far altro che mettersi a piangere.

Piangere! Sì almeno ci riuscissi! Vorrei piangere, urlare, sbraitare, come dice la canzone, pure rinnegare il cielo!

Invece niente. NIENTE! Cosa faccio io? Neppure urlare so, nemmeno piangere.

Resto qui come un tonto, un inebetito a guardare il mare e decidere cosa fare. 

Ma che devo decidere poi? Come se avessi scelte!

Due scelte sole mi restano: restare qui a osservare il mare o ritornare a casa, al mio paese. Che mi sembra ora così lontano.

Tornare non è poi così difficile. Il difficile sarà dover ammettere con tutti: sì avevate ragione, sono uno stupido, non combino mai nulla nella vita.

Forse però ho una terza possibilità: restare e combattere!

In fondo che mai mi è successo? Mi hanno solo soffiato il MIO manoscritto, l’hanno copiato e pure pubblicato e ovviamente è pure diventato un best seller internazionale.

E che sarà mai? Che sarà mai successo se adesso il mio migliore amico, con il mio scritto è diventato milionario, se da quel testo ci trarranno la sceneggiatura di un film? A Hollywood? Con Brad Pitt?

Che vuoi che sia se io invece di partire per le assolate spiagge della California, per comprarmi il biglietto che mi riporterà a casa, dovrò fare il cameriere. In fondo che mai mi sarà successo, sono pure fortunato, mi hanno pure assunto! Qui in uno dei locali più belli e ricercati della costa! Qui sulle scogliere, dovrò servire gamberetti a ricchi, stanchi per la partita di golf!

Kevin lui sì che è felice. Lui è quello furbo! Lui è a Los Angeles a firmare contratti a sei zeri. Ma d’altronde che ci posso fare se a me questa storia è sempre sembrata banale, stupida e pure già vista.

Che potevo immaginare io che quella partita a poker in cui ho scommesso il mio romanzo l’avrei persa? Come potevo io credere che una partita a poker potesse cambiare la mia vita?

Ma come potevo pensare di risolvere tutti i miei problemi giocando a carte? Io che a poker non avevo pure mai giocato!

In fondo Kevin che ha fatto? Ha soltanto vinto una partita a poker con uno stupido! Che a poker non sapeva giocare. Poi di che lo posso accusare? Di aver creduto nella mia storia più di me? Di averla tradotta in inglese? Di averla limata un po’ qua e là e di averla spedita a un editore?

Come potevo immaginare che sarebbe piaciuta? Tanto da diventare un bestseller? Pure in America?

Chi sono io? Uno stupido! Chi posso accusare? Nessuno! Sì, uno posso accusarlo. Posso anche picchiarlo, prenderlo a schiaffi, potrei pure dargli un calcio e buttarlo giù dalla scogliera?

Chi Kevin?

No, lo stupido da prendere a calci sono io!

Ma sai in fondo a me questa storia non piace!

No, non piace, non mi è mai piaciuta; non riesco a farmela piacere, neppure oggi, e non mi piacerà mai. Anzi sai che ti dico, ne sono sicuro non mi piacerà neppure il film.

Allora sai che ti dico ancora? Io questi fogli li lancio a mare, li disperdo quassù dalla scogliera, li abbandono. Magari li troverà qualcun altro e li raccoglierà e sarà ispirato a fare lo scrittore. Magari diventerà pure bravo e milionario, magari dalla mia storia nascerà il nuovo Charles Dickens! Allora sì la mia storia e il mio racconto avranno avuto un senso!

No. No. Io me ne torno a casa! Basta, sono stanco di questa vita, sono stanco di fare lavoretti saltuari, di servire gamberetti al circolo del golf!

Voglio cambiare… scoglio. Voglio tornare al mondo vero! Voglio scrivere della mia vita, di quello che conosco, di ciò che amo! Voglio raccontare della mia terra, della mia famiglia!

Io nulla so di Fbi, Nasa, Stati Uniti, spie, California. Io non voglio scrivere racconti per Hollywood, non voglio Brad Pitt protagonista dei miei film!

Io ritorno a casa, scogliere accogliete il mio lascito! Raccogliete i miei scritti, dateli al mare, fateli trovare a chi saprà cosa farne.

Io finisco qui e rinasco a nuova vita!»

Serie: Bambini nel tempo


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa, Fiabe e Favole

Discussioni

  1. Ciao Lorenza, lo sai che mi hai gettata nella confusione? Quello che hai descritto è un vero incubo per uno scrittore e di getto mi sono ritrovata a parlare con il “tuo protagonista” dicendogli di non mollare: dicendo a me, di non mollare di fronte alle difficoltà. Poi il tono è cambiato e ho pensato che la felicità viene prima di tutto. Anche di Hollywood!

  2. “In fondo che mai mi è successo? Mi hanno solo soffiato il MIO manoscritto, l’hanno copiato e pure pubblicato e ovviamente è pure diventato un best seller internazionale.”
    Oh mio Dio!!!

  3. AHHH one shot, two kills. Bravissima Lorenza che con un brano rendi giustizia a ben due iniziative di Open, dando forma all’incubo più oscuro di ogni autore.
    Un bel racconto, mi è piaciuto.
    Alla prossima

  4. “In fondo che mai mi è successo? Mi hanno solo soffiato il mio manoscritto l’hanno copiato e pure pubblicato e ovviamente è pure diventato un best seller internazionale.”
    Eh no. No. Direi che di fronte a questa circostanza il salto dalla scogliera mi sembra una soluzione ragionevole. Oserei dire anche moderata.

  5. Ciao Lorenza, che sfortuna il protagonista di questo racconto! Devo dire che il suo monologo (skaz) scorre bene. Ci sono alcune ripetizioni, ma aiutano a sottolineare il suo stato d’animo, la sua frustrazione. E la rabbia!
    Una lettura piacevole.

    1. Ciao Dario, in effetti l’idea era proprio quella di creare un scazz…(tura) vera e propria, con ripetizioni volute. Il protagonista parla con se stesso ed è pure arrabbiato. Volevo dare l’idea di quello e io quando sono arrabbiata mi ripeto sempre le stesse cose…