L’origine degli animali
Serie: La crisi dei nomi
- Episodio 1: Volando tra le nuvole
- Episodio 2: Entrate ed uscite
- Episodio 3: L’origine degli animali
- Episodio 4: Fiori colorati
- Episodio 5: Ciano, magenta più giallo
STAGIONE 1
In cerca di odori persi l’elefante. Cercai nella boscaglia qualche bacca interessante ma d’un tratto fui rapito da quel profumo fortunato che mi prese e portò con sé. Lì poco lontano intravidi una tavola imbandita, piena di viveri e bevande, lunga tanto quanto le montagne. Avvicinatomi affamato vidi l’inizio ma non la fine. Allora a mano a mano iniziai percorrendo tutta la misura e mi fu impossibile non notare ciò che stava sopra al gran buffet: dalle mele e tutti i frutti, agli asparagi e verdure, poi cotte con la fiamma oppure col vapore, mille salse tutte diverse mi fecero scoprire ogni tipo di colore, tante torte e tanto pane, tutto il mondo in un banchetto, con ogni sorta di ricetta, fatte bene e fatte male, si passava dall’assoluta squisitezza al più pessimo sapore. Qui sostavano ordinati, seduti oppure alzati, tutti gli esseri evoluti, dai lombrichi ai pennuti, tutti i pesci eran venuti, le farfalle e le falene insieme agli insetti e le balene, poi le scimmie, zebre e gli stambecchi, si ristoravano con le bocche o con i becchi, tutti i bruchi, i ragni e gli scorpioni, anche c’erano i leoni, belle torri di coralli accanto a buchi di formiche. Ogni specie di vivente trovava qua la sua fonte, ogni cibo o nutriente era in circolo e abbondante e non c’era alcun motivo per cui essere arrogante.
Ma quello stupido elefante uno lo trovò, quando non poco distante m’accorsi ch’elli oltre al banchettare aveva di che ridire con un mesto formichiere.
“Forza formichiere, prova a cambiar colore, altrimenti puoi sputare tutta quanta la tua sete da quel ridicolo tubaccio che hai nel tuo muso sfigurato!” parlò arrogante il grosso lestofante. Muto il formichiere tapino se ne andava, con acqua e maionese che dalla bocca sbrodolava.
“Che ha che non andava quel povero formichiere? Che t’ha fatto, ora o nel passato, o che mai potrà farti nel futuro? La tua voce è musicale, calda e gioiosa, non ti si addice una parlata così dura e minacciosa.”
“Caro amico mio, non ero infuriato, quello strano animale semplicemente mi ha sfidato. Tra di noi c’è una lotta tra chi vince tra un bel naso oppure una lunga bocca. Oggi ho vinto finalmente, non è riuscito a cambiar colore! Il trucco è prender più acqua che maionese e non entrambi ugualmente.”
“Non esiste formichiere, tanto meno elefante, capace di imitare il camaleonte. Questa storia del colore mi ha scocciato. Ma piuttosto parlami di questa tavola miracolosa che mai né vidi né fama mi raggiunse.”
“Tu mi pari come quelli un po’ scemi che chiudendo gli occhi vanno a sbattere contro i muri. È un tavolo gigante, mi sembra evidente, con tutto il cibo e tanta gente.”
“Ma chi cucina? Da dove viene questa gente?”
“Oltre che un po’ scemo sei anche un po’ pazzo. Guarda, vedi lì? Ora non c’è niente e adesso si è creato uno splendido sformato, ed intorno a lui son comparsi tutti gli orsi. Nessuno viene oltre a noi, qua è dove tutto è nato.”
“Non capisco elefante, vuoi dire che tutta questa gente è nata qui in quest’istante?”
“Hahaha sei spiritoso, forse non sei pazzo ma hai comunque qualche rotella fuori posto. Su forza, ora che abbiam mangiato proseguiamo e vediamo chi troviamo!”
Serie: La crisi dei nomi
- Episodio 1: Volando tra le nuvole
- Episodio 2: Entrate ed uscite
- Episodio 3: L’origine degli animali
- Episodio 4: Fiori colorati
- Episodio 5: Ciano, magenta più giallo
Divertente e irriverente come sempre. La vicenda prosegue bene e rimane piacevole.
Aggiusterei solo un po’ la punteggiatura, in quanto ci sono alcune frasi un po’ troppo lunghe, che andrebbero spezzate. E così anche alcuni pensieri. Ne gioverebbe senz’altro la fluidità di lettura.
Però, bravo: è un racconto davvero originale! 👍😊
Ciao Giuseppe! Il tuo consiglio è prezioso quanto la fluidità… Dunque importantissimo!
All’inizio ho voluto tenere periodi lunghi volutamente. Di fatto sono due liste, una delle pietanze e l’altra dei commensali animali. In effetti se letta ad alta voce il fiato fa fatica a riprendersi..
Gli ultimi due capitoli saranno ancora peggio, l’elefante sta scrivendo da sé ormai.