Luce e ombra

Capitolo luce

«Ci vedo, ci vedo! Vedo delle bellissime cose… cosa? Be’, ma non lo vedete da voi? Ho davanti a me unicorni, pozze d’acqua cristallina… anche un drago a sette teste… ma forse… che sia il Giardino dell’Eden? No, non ci posso credere. Sono sul serio nel Giardino dell’Eden? Mi sembra strano… eppure… Sì, accidenti, è questo! Sono nel Paradiso Terrestre!».

Capitolo buio

«Adesso invece non vedo nulla. Intorno a me c’è solo buio, oscurità… c’è mia madre, ma è morta. Anche mio padre, e pure lui è morto. Penso che nulla stia andando per il verso giusto. Oh, no, cosa potrò mai fare per andarmene da qui? Devo per caso togliermi la vita? Spero di no… io mi auguro sempre che tutto migliori… solo che davanti a tutto questo… cosa posso mai fare?».

Capitolo luce

«Ora invece vedo tutto e mi sembra di essere tornato nel Giardino dell’Eden… gli unicorni sono così belli. Solo che adesso mi annoio… anzi, ho paura che tutto sfumi nella disperazione di prima. Dovrei trovare una maniera per risolvere questo problema, però proprio non ho idea di cosa fare. Devo mettermi a pregare? Sciocchezze, io non ci credo a queste cose anche se forse… forse… forse…».

Capitolo buio

«Eccomi di nuovo qua, in queste tenebre. Sì, mi sto proprio annoiando anche se i miei sono morti… che poi lo sono da anni. Dovrò pur trovare una soluzione a questo stato di cose. Un attimo fa mi stavo chiedendo come risolvere tutto… dunque, stavo pensando a una soluzione. Pregare no. Altro ancora? Non credo che serva altro. Magari l’unico modo per uscirne è aspettare che…».

Capitolo luce

«Infatti, ecco qua, sono tornato nel Paradiso Terrestre, accanto a questo drago a sette teste. Devo decidermi ad andare avanti. Ma non solo avanti, anche a fare qualcosa di utile. Voglio dire, non posso restare qua per sempre a perdere tempo e ad aspettare il momento di luce e poi quello di buio. Una soluzione… giusto, infatti. Ma qual era quel che avevo pensato? Ricapitolando, stavo giocando a Twilight Struggle, stavo mettendo dei punti influenza in Siria e in Iraq, poi…».

Capitolo buio

«Tutto ciò ha del noioso. E va bene, sto qua. Cos’altro posso fare? Certo, mi metto a sedere. Ecco, vedi? Chiunque tu sia che stai giocando con me, mi sono messo a sedere e me ne sto buono buono a non fare nulla. Sto qua e non muovo un dito, che tanto ci pensi a tutto te. Solo, a parte questi pensieri inutili, stavo parlando di quel gioco sulla Guerra Fredda. Ebbene stavo impegnandomi in una partita e stavo provando a vincere, all’improvviso c’è stata questa irruzione…».

Capitolo luce

«Sì, okay, non perdo più tempo a vedere ‘ste cose. Sì, vabbe’, sono tornato nel Paradiso Terrestre e sto iniziando ad annoiarmi sul serio. Devo più che altro trovare una soluzione e… sì, in effetti c’è stata questa irruzione e io mi sono spaventato. Mi sono messo a gridare e a domandare pietà. Quei tipi si sono messi a ridere e io allora sono scoppiato a piangere. Più chiedevo pietà, più loro ridevano e a quel punto uno di loro…».

Capitolo buio

«Devo dire la verità? Questi cambiamenti così drastici non mi fanno più né caldo né freddo. Sì, stavo dicendo: chiedevo pietà, poi uno di loro mi ha dato una botta in testa e… Non ci posso credere!, che io sia morto? Ma no, mi sembra tutto così assurdo. Io che ho sempre visto Twilight Struggle come un modello di vita… anzi, addirittura sto notando adesso la traduzione dall’inglese del nome del gioco: “Lotta del crepuscolo”. Possibile che abbia una rilevanza? Mi domando…».

Capitolo luce

«Okay, okay. Tanto, qualunque cosa faccia starò sempre qui e poi a fare avanti e indietro da quell’inferno al Paradiso Terrestre. Pensavo alla faccenda curiosa di quell’analogia e… no, non ci posso pensare. Sarebbe così assurdo! Voglio dire, una cosa del genere è impensabile! Che sia tutta una mia invenzione?».

Capitolo buio

«Bene, questo capitolo lo intitolo in questa maniera: capitolo buio. Okay, ma… ma… Ehi, lasciatemi stare!».

***

Respiro forte, sputo, batto le palpebre che quasi non credo più a nulla. Annaspo, poi cerco di guardarmi intorno ma vedo delle figure bianche, non credo siano angeli!, questo non è né il Paradiso Terrestre né l’inferno, è solo… non lo voglio ammettere, ma giuro che è proprio questo!

Io a dire il vero vorrei tornare in quel paesaggio di luci e ombre, così provo a staccarmi la maschera dell’ossigeno, però mi si avvicina un tipo cattivo.

«Ragazzo» mi dice, «da adesso la finisci di spacciare droga!».

«Ma… ma…».

«E soprattutto di consumarla» si aggiunge qualcun altro che non riesco a vedere.

«No, guardate che c’è un errore. Io stavo giocando a Twilight Struggle…» vorrei dire, però non ce la faccio e quei due mi ridono in faccia.

Mi rattristo, non so più cosa dire. Che, forse quella partita di Twilight Struggle era la metafora della mia vita? Voglio tornare alla luce e all’ombra, e a non vedere più nulla allo stesso modo.

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Discussioni

  1. Ciao Kenji, molto orinale questo lab, interessante l’alternanza di luci e ombre che si riflettono nei pensieri e nello stato d’animo. Non conosco il gioco ma immagino che condizioni veramente molto. Bravo alla prossima

    1. Ciao Virginia e grazie per i complimenti! A dire il vero il gioco in questione l’ho citato solo per il nome, Twilight Struggle, che significa “Lotta del crepuscolo”, ma lo svolgimento di questo gioco da tavolo non ha nulla a che fare con la luce e l’ombra se non per il nome… 🙂

    1. Ciao Alessandro! Grazie…
      L’idea… boh, mi è venuta durante uno dei miei momenti di estasi in cui ho i nervi eccitati dopo aver scritto… se non ricordo male.

  2. Non conoscevo quel gioco da tavolo, sono andata ora a informarmi (mi succede spesso quando leggo i tuoi racconti). Quando ho iniziato a leggere ho frainteso del tutto: ho trovato l’alternarsi fra luce e ombra struggente, pensavo ad una persona bipolare (sotto effetto di psicofarmaci) in continua lotta con la depressione. Poi il clima, per così dire, si è alleggerito. Estraniarsi dalla realtà per troppo tempo può fare brutti scherzi

    1. Diciamo che ci ho messo un bel po’ di elementi per elaborare il racconto. Grazie per il tuo commento, Micol!