Luci dell’alba

Serie: Pensieri della Notte

  • Episodio 1: Luci dell’alba

Stanotte non voglio chiudere gli occhi, non voglio smettere di pensare. Al momento, nel momento in cui sto scrivendo, sono quasi le due, ma la stanchezza, come al solito, viene automaticamente cancellata dalla mia mente. Ho bisogno di esprimermi, di parlare. Di essere quella persona che solo in questi orari riesco ad essere. Non so perché oggi lo stia scrivendo… potevo farlo molte altre volte. Praticamente ogni sera da quando, un anno e mezzo fa, ho smesso di innaffiare una rosa ormai morta. Non sarà quella rosa appassita il soggetto delle mie parole. A dir la verità non so se le mie parole avranno un soggetto. Forse saranno lette da qualcuno. Forse ti ho acceso solo per tenermi compagnia, computer. In quel caso me ne dispiaccio. Sarai stanco di venire usato. Forse sarai stanco di non provare sentimenti, di non avere un’anima ed in parte ti capisco. Guardami, cara pagina bianca che fin troppe volte mi hai fatto capire cose di me che da solo sicuramente non avrei compreso. Mi hai sempre accompagnato nei miei viaggi fantastici alla scoperta di ciò che mi era più ignoto, il mio ego. Ti chiedo ancora questo sforzo. Ti chiedo di parlare un poco. Ti chiedo di trattenermi dal fare quel grande errore che troppe volte, in passato, ho già commesso. Oggi i miei sentimenti li scriverò a te e te soltanto. Sempre che io riesca a srotolare un filo logico dal groviglio che ho in testa.

Ho appena finito di vedere un film. A dirla tutta non mi è nemmeno piaciuto. Surreale per certi versi, seppur volesse rappresentare una fetta di realtà. E se questa semplicemente fosse una realtà lontana dalla mia? Quante volte ho reputato assurdi pensieri solo perché privi di senso per me? Forse sto sbagliando tutto, mia cara pagina bianca. Forse dovrei imparare ad usare il cuore. Forse dovrei lasciarmi andare al rischio di perdere quella parte di me che con tanta cura nascondo dietro una teca di vetro. Certi giorni non sono nemmeno sicuro che batta ancora e corro subito a controllare. Ma lui è lì, continua a pulsare. Questo mi fa incazzare. Continuo a voler perdere ciò che ho paura mi ferisca. Continuo a voler perdere ciò che in realtà ho paura di perdere. Cazzo Riccardo, hai perso così tante cose nella vita. È stato perdendole che hai capito quanta poca importanza avessero per te. Eppure di questo continui ad avere paura. Forse è per questo che non riesco a dormire. Ho paura di sognare. Ho paura di trovare qualcosa, anzi, qualcuno per cui valga la pena rischiare. Non so se lo farei, pagina bianca, non so se romperei quella teca. Non so se avrò mai il coraggio di farlo.

Meno dormo e più penso, più penso e meno dormo. Sta diventando una fottuta routine del cazzo questa. Passo continuamente dalla penna alla tastiera, dalla tastiera al chiudere gli occhi, stringerli il più possibile, cercare di sopprimere questo profondo dolore che non voglio ammettere di provare.

Voglio innamorarmi. Non so se dire che voglio farlo di nuovo o voglio farlo davvero. Non so se avrò mai la certezza su quello che ho provato. Non so nemmeno se amerò mai qualcuno o se esiste l’amore. Perché dovrebbe esistere poi? Un sentimento che mi costringe ad essere felice solo in cambio della mia vulnerabilità. Sorridere ad un killer dopo avergli consegnato una pistola carica. Però forse è semplicemente questo ciò che devo fare. Forse devo riuscire a puntarmi la pistola addosso. Forse quel colpo ben piazzato romperà la teca senza scalfire il cuore. Forse lo distruggerà.

Una vita senza rischi non è una vita degna di essere vissuta.

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