
Motivazioni e presunzioni sui gusti musicali di un boomer
Premetto che questo scritto non è un racconto ma una divagazione sulla musica (la mia musica) e quindi solo considerazioni di un povero boomer. Lo dedico comunque a un caro quasi coetaneo conosciuto in questa “area protetta” che si chiama Edizioni Open. Ciao caro Fabius! Se proprio lo trovate inutile e noioso fischiatelo!
Nella mia famiglia la musica era un accompagnamento che iniziava dalla colazione e si protraeva fino al dopo cena quando alla televisione, dopo il telegiornale, iniziava il programma di prima serata che poteva essere un film, uno sceneggiato di ottima fattura (Il mulino del Po, Belfagor, La freccia nera), un varietà (Studio uno, Canzonissima), un quiz televisivo (Rischiatutto indimenticabile), un dibattito politico senza maleducazione (Tribuna elettorale) oppure un programma di approfondimento culturale (ricordo con nostalgia Studio 7 e Almanacco).
Ma torniamo alla musica. La mattina aleggiavano nell’aria le note tradizionali del bel canto italico che accompagnava mia madre nelle faccende domestiche. Ho ancora ben presenti voci come quelle di Nilla Pizzi e Claudio Villa. La musica classica, tanto amata da mio padre, si diffondeva nel primo pomeriggio e serviva a conciliargli il sonno a cui, immancabilmente, dedicava almeno un paio d’ore. Seguiva quindi la consueta disputa tra le sorelle e mio fratello che, novello e bravo elettrotecnico aveva assemblato un giradischi stereo per niente male, e vantava, per questo suo genio creativo, priorità sulla composizione della scaletta musicale. Mio fratello, che aveva “solo” sette anni più di me, godeva del mio assoluto appoggio che però, a fronte della compattezza del clan femminile, veniva considerato poco più di niente. Comunque fosse gli riusciva sempre di imporre le sue scelte ed io gongolavo nell’ascoltare Beatles, Bee Gees, Animals o gruppi beat italiani come l’Equipe 84 o i Dik Dik. Le sorelle, imbronciate, dovevano attendere che ci stancassimo o, come accadeva spesso, le grida degli amici non ci richiamassero in strada. Trovo giusto però nominare almeno due dei loro cantanti preferiti, peraltro anche questi da considerare degli innovatori nell’ambiente musicale degli anni 60 e cioè Mina e Adriano Celentano. Questa era la variegata colonna sonora che ha accompagnato la mia adolescenza fino agli anni ’70.
Nel 1971 ero già un ragazzotto un po’ ribelle, ma non troppo, che portava i capelli lunghi, ma non troppo, e studiava ragioneria, anche questo non troppo.
Fu nel 1971 che mi innamorai irrimediabilmente del Prog quando nei Jukebox si cominciò a trovare un titolo curioso per una canzone, suonato da un gruppo dal nome altrettanto improbabile per i tempi: era La carrozza di Hans della Premiata Forneria Marconi, poi abbreviata in PFM, che entrò nelle mie corde e mai più mi abbandonò! Poche settimane dopo, Lucky Man degli Emerson, Lake & Palmer, anche questi semplificati in EL&P, (gruppo tanto caro al mio nuovo amico triestino, scrittore ironico impareggiabile, ciao Fabius!) sancì, in un dolcissimo lento, l’inizio del mio grande amore adolescenziale con Lucia, poi risolto, nel tempo, in una amicizia che anche oggi, geograficamente lontani, è ancora viva.
Il Prog fu un’onda travolgente ed esclusiva: musicalmente non consideravo altro, tranne qualche gruppo di Hard Rock, Led Zeppelin più che Deep Purple, e pochi (ma buoni) cantautori nostrani. Inizialmente preferivo il Prog italiano: la PFM con Storia di un minuto e Per un amico e il Banco con Darwin! e Io sono nato libero hanno letteralmente consumato il piatto del mio stereo. Altri, come Orme, Osanna e i New Trolls di Concerto grosso arricchivano la mia collezione di vinili.
Poi, inevitabilmente, il mio orecchio si è spinto oltre Manica e con immenso piacere ho acquistato, ascoltato e diffuso musiche per me celestiali: John Barleycorn Must Die dei Traffic, Tarkus, Trilogy e Brain Salad Surgery degli EL&P e poi King Crimson, Gentle Giant, Jethro Tull, Genesis, Van der Graaf, Procol Harum e ancora altri che non sto ad elencare altrimenti non finirei entro sera. Era un amore appagante, pienamente corrisposto e sono felice e nostalgico di quegli anni pieni di magici cambiamenti.
Un po’ più maturo, diciamo attorno ai diciotto anni, ho scoperto i Pink Floyd. Meglio tardi che mai! Mi è sempre riuscito difficile considerarli Prog: semplicemente sfuggivano agli schemi, ai miei schemi. Li collocavo, talvolta, vicini alla musica classica contemporanea sulla quale però ero, e sono, immensamente ignorante e non mi riesce proprio di farmela piacere. Dopo aver ascoltato qualcosa di John Cage, di Nono, di Berio e di Ligety ho pensato bene di lasciar perdere e non me ne pento. No, i Pink Floyd per me sono unici e inarrivabili e parlo di quelli ante The Wall che, per carità, è notevole ma non paragonabile agli album che lo precedono: Ummagumma, Atom Heart Mother, Meddle, The Dark Side of the Moon e Animals… Capolavori assoluti! In mezzo ce ne sono un altro paio ma fanno solo numero. Fanatico? No ma quasi! Giustamente vi domanderete se valesse la pena fare questo elenco di personali gusti musicali e vi do ragione se lo considerate un personalismo evitabile ma tant’è: volevo celebrare la musica di quegli anni meravigliosi per me e la mia generazione e l’ho fatto non parlando male e rispettando i gusti di quei giovani che oggi ascoltano quella musica (?) oscena (il termine esatto era diverso ma esagerato) derivante dall’ Hip Hop, detto anche Rap, che con molta originalità si chiama Trap. Un parlare con l’ausilio dell’auto tune e con basi che definire musicali è un eufemismo.
Scusa figliola mia che apprezzi il trap ma tuo padre è un boomer e come tale si sente depositario del buon gusto musicale. So che mi vuoi bene egualmente! 😘
Benedetta arrogante presunzione!
Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Ciao Giuseppe! Mi piace sempre tantissimo il tuo modo di raccontarti senza filtri, con un grande stile che lascia perfettamente trasparire l’umanità che ti contraddistingue. A differenza mia, che mi nascondo continuamente dietro a una storia per parlare di me, o del contrario di me, tu riesci a rendere qualunque tuo scritto come una piacevole chiacchierata. Ho tanto da imparare!👏🏻
Ciao Nicholas, ti ringrazio per le belle parole che mi riservi. Voglio dirti un paio di cose: tutti abbiamo da imparare e per tutta la vita, pensa che per ultima cosa dovremo imparare a morire, scherzo ma è vero! Ma imparare è bello, sapessimo tutto sai che palle vivere! L’altra cosa è il più semplice dei consigli: non nasconderti mai, goditi l’unicità che rappresenti: non c’è al mondo nessun altro Nicholas, sii fiero di te stesso, bastonati quando ti devi bastonare e premiati per le cose belle e… ama, sempre, perché è l’unica cosa che può dare serenità. Ti abbraccio!
Giuseppe che dirti, davvero bello questo tuffo in un passato che non c’è più. La carrellata proposta che, come tu stesso premetti, non è scritta in forma di racconto, ha però la forza della pagina di un diario in piena regola. Ci sono persone per cui la musica non è solo un passatempo ma, come nel tuo, nel nostro caso, la colonna sonora di una vita intera.
Leggendoti mi sono reso conto che non si tratta solo di considerazioni sparse. La malinconia soffusa, una nostalgia silenziosa ma profonda ci fanno intendere che quelle note rispecchiavano l’anima della gente di quell’epoca… non sono solo loro a essere cambiate, ma il cuore delle persone, il modo di parlare, guardare, sognare, corteggiare. Amare. Qui l’età gioca un ruolo minore, è sull’assoluto che ti muovi, non nel relativo.
Entrando poi nel discorso musicale vero e proprio, il Prog italiano ha spopolato, i nostri musicisti incidevano negli studi stranieri: e che musicisti. Non posso esimermi, su questo punto, dal fare i complimenti a @fabius p il cui commento andrebbe incorniciato insieme al tuo scritto. Fabius ho letto, complimenti sinceri. Permettimi solo di aggiungere, e parlo per gli altri non per te che già sai: sì, un insano gesto quello di Keith, ma chi vuole vada a leggere della malattia… che incredibile storia.
Molto centrate anche le osservazioni di @biro , soprattutto sull’unicità dei Pink Floyd che, non a caso, hanno fatto del concept album un “must” che ha tracciato la strada, per il mio modesto parere, verso l’epoca dei video musicali. A Francesco anche una menzione di merito per aver menzionato il “crollo culturale”, a cui vorrei far eco, con tutto il pessimismo possibile tollerato su questa piattaforma sprizzante di ottimismo, con un sonoro: vite al ribasso in nome dei migliori principi.
A @ianni67 un grazie per avermi riportato un nome che avevo completamente dimenticato, i Popol Vuh… avevo bisogno di un punto di accesso al magico maelstrom 60/70 e lo trovo appropriato.
Ma in realtà l’elenco di gruppi e solisti sciorinato da te, Giuseppe, e dai colleghi sia citati che non, è impressionante. Mi inchino a tanta competenza, non c’è molto da aggiungere. O forse sì: nessuno ha nominato i Dire Straits e allora eccomi qui, con il mio modesto contributo. Tra i tanti pezzi, un Ride Across The River farà al caso attuale, e intendo ora, intendo qui.
Infine permettimi di “tirare dentro” @luisgroove9 , a cui ho indirizzato più di qualche recensione. Da lui prendo in prestito, poiché lo trovo pertinente, quel tocco di “bianco e nero” così unico, drammatico e profondo, proprio ciò di cui, credo, stiamo parlando. Ma vado dritto al bersaglio: il suo episodio “La scomparsa”, nel mio commento il link alla sigla di un celebre sceneggiato anni 70… sono certo ti farà piacere sentire ancora quelle note che lo splendido testo mi ha evocato.
Grazie davvero, Giuseppe… per oggi potrai fare a meno del mio cuoricino.
Direi che anche questo tuo commento meriterebbe una cornice: profondo, esaustivo e competente. Sono in parziale disaccordo solo sul pessimismo che esprimi citando “vite al ribasso in nome dei migliori principi” perché, se è vero che stiamo assistendo a un crollo culturale, è altrettanto vero che non è generale e che la possibilità di invertire la rotta esiste. La superficialità, la banalità e la creazione di modelli inconsistenti sono cose già viste, cicliche, le supereremo e lo step successivo sarà interessante ma probabilmente l’età non mi permetterà di viverlo. Peccato!
Ah! se volevi aggiungere tristezza ad una giornata che ancora non è lieta, ‘obbligandomi’ ad ascoltare A Blue Shadow facendomi sprofondare nella nostalgia, ci sei riuscito perfettamente.❤️
Caro Giuseppe, solo il Tempo ci dirà. Potrei magari raccontarti di quante volte nella mia vita avrei voluto non avere ragione…
Pensa che pochi giorni fa riguardando le immagini del film “Brutti sporchi e cattivi” ho pensato: questo regista è stato un vero precursore dei tempi.
Ma il tuo ottimismo positivo non può che dare benessere, quindi che dirti: spero davvero che tu abbia ragione.
Dal mio punto di vista, che è quello di un Millennial, posso dire che odio il rap, il trap e l’hip hop. Condivido molti dei tuoi gruppi musicali preferiti, tra i quali i Pink Floyd, mentre altri mi sono completamente sconosciuti.
Personalmente, non ho un genere musicale preferito, perché, semplicemente, mi piace la musica (a parte quei tre di cui sopra, ai quali vanno a fare compagnia anche l’house, il techno e tutte quelle pseudo-musiche rompi-qualcosa che andavano di moda a cavallo fra i ’90 e i 2000).
Capisco molto bene quello che dici, ma credimi, quando tu eri giovane i membri della tua precedente generazione definivano oscena la musica che ascoltavi. Quando io avrò la tua età, i miei coetanei definiranno oscena la musica che i giovani ascolteranno
Carissimo boomer, meglio baby boomer, e amico di penna, sono felice di aver trovato un amante della musica prog, a quanto pare la colonna sonora che ha accompagnato entrambi per tutti gli anni ’70. Io sono un modesto tastierista, ho iniziato con la fisarmonica di mio padre per poi studiare pianoforte e organo senza risultati eccelsi, ho accompagnando le funzioni religiose con un coro e tante spose all’altare con le marce nunziali. In gioventù ho suonato anche in un complessino. Ma il vero è unico grande amore è stato l’organo Hammond di Keith Emerson, un vero colpo di fulmine per le mie orecchie. In pratica per tutta la vita ho tentato di suonare la sua musica, unica e complicatissima, all’inizio solo a orecchio: mission impossible, col registratore geloso a bobina a velocità ridotta per decifrare le note una ad una ci ho messo una vita senza mai emularlo. Ho cercato per anni gli spartiti degli EL&P, poi, grazie a internet ne ho trovato diversi rendendomi conto di trovarmi davanti un genio insuperabile. Tarkus è stato il mio primo LP che ho ascoltato migliaia di volte, ancora oggi a distanza di 50 anni, quando sono solo a casa, l’ascolto a volumi improponibili. Ho detto a mia moglie che se dovessi entrare in come di farmi ascoltare Tarkus Eruption, chissà che non mi riporti in vita. Oltre a tutta la discografia degli EL&P, compresi gli ultimi CD quasi sconosciuti (Keith Emerson Band featuring Marc Bonilla), il mio archivio musicale ha un occhio di riguardo per quei complessi dove le tastiere hanno un ruolo importante, così non mancano tastieristi fenomenali quali Jon Lord dei Deep Purple, Tony Banks dei Genesis, Rick Wakeman (il vero antagonista di Keith ascoltato dal vivo nel 2018 a Trieste) degli Yes col disco cult “Le sei mogli di Enrico VIII”, Jordan Rudess dei Dream Theater, un degno emulo di Emerson che a distanza di decenni ha riproposto una sua versione moderna di Tarkus e per finire Lyle Mays con Pat Metheny Group. Seguono a ruota Santana, Jethro Tull, Pink Floyd, Queen, la PFM il Banco, Le Orme, New Trolls, Goblin (Profondo Rosso), Mike Oldfield (Tubulars Bells). Con l’avvento del punk e il declino del prog per anni sono rimasto orfano musicalmente cercando conforto nella musica classica, prediligendo il pianoforte sia da solo che con l’orchestra (Mozart col Requiem, Chopin, Liszt, Beethoven, Brahms, Prokof’ev, Gershwin) e la musica organistica di Bach. È Emerson che mi ha fatto amare la musica classica. Non si contano le elaborazioni in chiave prog. Ho comprato anche una Workstation Korg Pa5x dove non mancano i suoni vintage del Prog, sintetizzatori, moog, hammond, ma quello che manca è la tecnica, se non ce l’hai a questa età non l’avrai mai più. Così mi sono arreso all’evidenza. “Fabius” mi sono detto, “è ora di cambiare.” Detto fatto ho iniziato a scrivere, e finché avrò fantasia continuerò con le mie piccole follie. Questi che ti ho elencato sono i miei veri amori. Amando la musica mi aggiorno anche con i gusti musicali più recenti, li ascolto ma non mi danno più quel fremito che provavo da giovane tranne che con Elio & le storie tese, forse perché Elio è un po’ matto come lo sono io, pensa che ascolto Sanremo dal 1967 in poi. Da tanto anni non ci sono più assoli di chitarra, pianoforte, organo hammond che mi mandavano in visibilio, ora la musica è insuonabile perché costruita al computer, il ritmo è ossessivo e sempre uguale, nessuno è in grado di ripeterla. In conclusione viva la musica prog., chissà che questo amore non sia semplicemente una questione di imprinting? Grazie ancora Giuseppe per questo revival inaspettato. Un saluto particolare anche a Keith che non è più tra noi dal 2016 e che, con il suo insano gesto, ha lasciato in me un vuoto incolmabile.
Ciao Fabius, bellissimo excursus. E grandissima musica. Felice di sapere che siamo ancora in tanti ad amare il prog.
Trentacentimetri di dimensione artistica, è Il diametro di un 33 giri.
John Holmes… 😁una vita per il cinema…😂😂😂
“Scusa figliola mia che apprezzi il trap ma tuo padre è un boomer e come tale si sente depositario del buon gusto musicale. So che mi vuoi bene egualmente! 😘”
Fantastico 👏
Ce ne vorrebbero di più di papà boomer come te Giuseppe!
Alcuni dei nomi che hai citato li conosco, altri no, ma mi hai fatto venire voglia di andarmeli a ascoltare, e approfondire. Grazie!
Grazie Dea!!! Per fortuna godo dell’affetto e della comprensione delle mie ragazze. Mi ascoltano, mi leggono e mi apprezzano. Qualche volta mi prendono in giro ma ci sta. Si va d’accordo ed è un bel vivere.
Bazzicando le piattaforme come EO da anni ho potuto notare – e questo tuo scritto ne è ulteriore conferma – che tanti autori anagraficamente un po’ più avanti di me sono accomunati dalla passione per la musica prog. Secondo me un legame tra la vostra età, quella musica e il senso artistico c’è. 🙂
A me la prog risulta difficile da digerire, salvo qualche pezzo qua e là. Gruppi come i Beatles e Animals sono molto più nelle mie corde, cosi’ come – cioè, ancora di più – l’hard rock e il metal dei primi anni ottanta. Sui Pink Floyd hai ragione, non sono prog, ma una cosa a sé stante. L’altro giorno ne abbiamo pure parlato di The wall e si, sono altri i loro capolavori. Il primo album è monumentale e poi praticamente tutta la loro discografia anni settanta, escluso The wall. Spezziamo una lancia anche per le tue sorelle: certe cose di Celentano hanno resistito al tempo e non sono male nemmeno oggi.
Definire i gusti musicali delle nuove generazioni è sempre difficile, credo. La loro musica ha forse un linguaggio comunicativo che non possiamo recepire pienamente, o forse è figlia del crollo culturale che da anni viviamo. Voglio dire, se la gavetta dei musicisti è diventata il talent show è chiaro che non ci va in TV chi è bravo, ma chi si pensa possa piacere. Il meccanismo è diverso rispetto al passato, dove accanto ai musicisti pop emergevano sempre gli artisti che “prima pubblico il lavoro e poi vediamo se alla gente piace”. Ora questo non è possibile e il risultato è che il meglio del rock italiano sono i Maneskin. Gli artisti trap proprio non li capisco. Cioé, se dicono che derivano dal rap perché non si prendono in mano un vocabolario e si mettono a fare rime? E dai, ci sono più rime nel mio ultimo lavoro che in tutta la discografia di Ghali 🙂 Concludo che mi sono dilungato troppo: MORTE ALL’AUTOTUNE!
“Secondo me un legame tra la vostra età, quella musica e il senso artistico c’è” Se volevi dire che siamo vecchi hai ragione!!!😁😁Eravamo già grandini nell’altro millennio! Scherzo, ho capito ciò che intendi e probabilmente la chiave è tutta nella sorpresa del passaggio dal beat al prog. Salto epocale dove le canzonette cessavano di esistere e il rock si univa alla classica mutuandone arie e strumenti. Io presto molta attenzione alla musica attuale: la figlia più giovane (24 anni) bazzica il trap, ci collabora con copertine e partecipazioni e per amor suo ho ascoltato qualcosa e, come sempre, qualcosa di buono c’è. personalmente apprezzo Madame. La meno grande vive a Bologna e tra i suoi amici ci sono, Stato Sociale e Cimini che ho il piacere, quando scendo, di frequentare: gente giovane che ha qualcosa da dire, che suona e canta senza auto tune e che non faccio fatica ad apprezzare. Sui Maneskin che dire? Ho sentito di peggio in gruppi anglofoni osannati ovunque. Ma li ho sentiti e penso non mi mancheranno. Ciao Francesco, alla prossima!
EVVÀI!
😉
Concordo. Aggiungerei i Radiohead, la mia band preferita in assoluto e i CCCP-CSI, secondo me ai vertici della musica italiana. Io e mio figlio, alla fine, abbiamo trovato un punto d’incontro musicale: Billie Eilish. Quindi, non disperare, i giovani non ascoltano solo trap…
Marco sui CCCP poi CSI e poi ancora PRG sarebbe da scrivere non una pagina ma un romanzo a parte. Però siamo già nel Punk e non mi ci addentro perché è un pantano nel quale sprofonderei. Conosco qualcosa dei Ramones (li amo), dei Sex Pistols, dei Clash e in Italia poco poco dei Gaznevada, dei demenziali Skiantos e di Ruggeri agli inizi con i Decibel. Troppo poco e poca competenza. Ci sono altri gruppi che mi piace definire post rock piuttosto che punk come Subsonica e Marlene Kuntz e anche Baustelle che, per quel poco che conosco, han fatto cose belle. Comunque “Spara Juri” sempre nel cuore!
Tua figlia certamente non ti perdonerà, né tanto meno dovrebbe, a mio avviso, caro Giuseppe. Io sparo a voce alta il mio inno: ‘Evviva la musica, tutta, soprattutto quella che si può ballare. Evviva la musica trasversale, che sconfina i generi, le epoche e i suoni. Evviva chi la musica la fa, la canta, la balla e l’ascolta’. Grazie Giuseppe per questo compendio. A ciascuno il suo 🙂 🙂 🙂
Un giorno ti confiderò quale musica non apprezzo molto… ma c’è tempo per farsi odiare😁😁
C’è tempo, c’è tempo 😅😅😅
Un tantino offeso, e un po’ più geloso,ti comunico ufficialmente che tutta (e dico tutta) la musica che hai menzionato nella tua beloved-list compone anche la mia. Le stesse band, gli stessi LP.
Aggiungerei, per me, Santana (con l’album Abraxas), i Popol Vuh, i mitici Jethro Tull, e i Tangerine Dream dei loro tempi migliori (fino a inizio anni 80). Ne scordo altri ma, come dicevi, non si possono elencare tutti.
Insomma, fatemi fare il fratello minore che si infila nella festa, altrimenti faccio il broncio.
Geloso? Ma é ovvio che ti ho pensato mentre lo scrivevo perché già mi avevi esternato i tuoi gusti musicali e si, coincidono con i miei! I Jethro ci sono, Santana manca ma del rock ne nomino solo due… mancano gruppi che mi piacciono molto: Ten Years After, Jefferson Airplane, Fletwood Mac, Cream, Ramones e tanti altri Queen compresi. Però tu, per essere un giovincello😜 , te la cavi bene come gusti!!!
… e Frank Zappa!!!!
Mi sento meglio 🤣
E dimenticavo anche i Camel!
Gli Yes! come ho potuto lasciar fuori gli Yes! 😀
Drama, splendido! E i Renaissance? E gli italiani Area e Perigeo? l’ho scritto che si arrivava a sera!😁
Hai ragione… Mio figlio alle elementari ascoltava con me l’elefante bianco degli area e the knife da trespass dei Genesis. Lo fa ancora ora che ha quasi diciassette anni.