
Nebbia e Maiden Voyage
Serie: IL SETTIMO BICCHIERE - I sussurri del diavolo
- Episodio 1: Ade
- Episodio 2: Regalo di quasi compleanno
- Episodio 3: Attesa
- Episodio 4: Nebbia e Maiden Voyage
STAGIONE 1
Il rumore di passi che si trascinano pesanti la scuote dal sonno. Resta in attesa, lo sguardo spalancato sul buio.
«Shandra, dove shcei finita?»
Adelmo è ubriaco. Non che sia una novità.
«Shei già nel letto pronta per me?»
La mancanza della cena non rappresenterà un problema.
Sandra allunga un braccio. La luce fioca dell’ abat jour illumina la camera. Le lancette dell’orologio appeso alla parete indicano le tre e mezza.
«Shandra?»
Non risponde. Si rannicchia sotto il lenzuolo. Chiude gli occhi. Dal piano inferiore, il borbottio confuso di Adelmo sembra non avere mai fine. Quelle che prima erano parole diventano un tutt’uno con i rutti e le scoregge. Sandra sospira. I gradini delle scale scricchiolano.
«Shpegni queshta luce!» Adelmo è davanti a lei, un lembo della camicia sfugge dai pantaloni. La sta fissando con occhi che sfumano dal giallognolo al violaceo.
Sandra non fa in tempo a raggiungere l’interruttore che il marito crolla sul letto. É convinta che si sia addormentato, quando le afferra le cosce con violenza.
«Adelmo…»
«Che c’è?» Le mani salgono fino alle natiche. «Non possho shcopare con mia moglie?»
Non avrebbero scopato. Dopo tanti anni, ha fatto pace con se stessa.
«É tardi».
Adelmo non ascolta. La travolge con il suo peso. La pelle cascante della sua pancia le si appiccica alle anche. Vorrebbe urlare, ma il respiro le si spezza in gola. Conosce l’epilogo: schiaffi sulle gambe e sulle braccia. A volte, ma non troppo di frequente, anche segni sul viso che deve nascondere con il Fard.
Quando il marito si allontana lasciandola in un bagno di sudore, si prepara all’inevitabile.
Ma, nonostante sia pronta a riceverle come la più devota delle mogli, le botte tardano ad arrivare. Al loro posto, arrivano le lacrime. Seduto ai bordi del letto, i pochi capelli grigi sparati in aria, Adelmo sta piangendo.
Non dovrebbe andare in questo modo. Non conosceva la sensazione del cuore che ti si stringe nel petto. Una sofferenza molto più feroce di quella che avrebbe potuto infliggerle qualsiasi atto fisico. Davanti a lei non c’è più il marito violento a cui, nel bene e soprattutto nel male, è abituata. Ora c’è un ometto sbilenco che tira su il muco dal naso. Sente la necessità di abbracciarlo. Forse c’è qualcosa di sbagliato in quel desiderio. Qualcosa di malato. Non le importa. L’Eterno li aveva uniti “nella buona e nella cattiva sorte”; nessuno può ribellarsi a questa verità.
«Non è colpa mia».
«Lo so, Adelmo. Tranquillo. Una bella dormita ti farà bene, vedrai».
«Shtai zitta!» Le parole feriscono. «Tu non shai un cazzo. Penshi che shia colpa mia, ma shei tu il problema. Shei tu».
Sandra spegne la luce.
«Hai ragione. Sono io».
Adelmo singhiozza nell’oscurità. Sandra non ha lacrime da versare: piange dal cuore.
***
Il primo sorso è una botta d’Inferno.
Le parole dell’uomo nero risuonano nella testa di Adelmo. Ma se l’Inferno è speculare a quello che sta provando adesso, forse non è così male. Forse l’Inferno non è altro che vuoto. Vuoto come il sapore del liquore che ha appena bevuto. Lo sprazzo di un misero fuoco.
Un altro penny. Un altro bicchiere. Lo solleva all’altezza degli occhi. Il bourbon ondeggia seguendo vibrazioni che Adelmo percepisce in ogni singolo atomo del proprio corpo. La sete non si è placata. La sete lo divora.
D’ improvviso una patina opaca gli copre la retina. Un dolore lancinante alla parte bassa della schiena lo piega. Pensa che, alla fine, gli effetti dell’ alcol siano arrivati. Diversi dalle aspettative. Appoggia il bicchiere sul tavolo un istante prima che gli scivoli dalla mano.
«Tutto bene, amico?» La voce di Geremia è lontana, o forse sono le orecchie di Adelmo a sentirla distante.
«Lo butti giù quel cazzo di bourbon, sì o no?» Lady Mary è dietro al bancone del bar e allo stesso tempo non è lì. Adelmo non saprebbe spiegarlo, ma ogni cosa è lontana. Estranea.
Il dolore alla schiena lo sta dilaniando. L’urlo che aveva sulla punta della lingua muore sulle labbra. Secche. Assetate.
Una strana nebbia invade il locale e, con essa, il male sparisce. La sete si placa. Gli sembra che lady Mary stia sogghignando. Mettere a fuoco non è semplice. La realtà è fumo.
Qualcuno sta suonando un pianoforte. Maiden Voyage, soave armonia. Adelmo non ricorda di aver visto un pianoforte, eppure la musica è nelle sue orecchie e al di là di esse.
«Bevi e dimentica, Ade.» I clienti del bar hanno preso a recitare una sorta di cantilena stonata con bocche che paiono cariche di terra umida. «Sette bicchieri per l’ Abisso in cui ogni anima cade.» L’incontro tra le voci sofferte e il suono del pianoforte crea un’amalgama perfetta. Sbagliato, terribile e meraviglioso.
«L’ho ammazzata!» Adelmo osserva gli omuncoli di nebbia che lo circondano. «Non me ne frega un cazzo di quella puttanella e non me ne frega un cazzo di tutti voi pezzenti.» Con un calcio rovescia il tavolo. Il bicchiere finisce in frantumi e Il bourbon si spande sul pavimento.
Qualcuno sta applaudendo. Lady Mary.
«Avete sentito, ragazzi?» Il donnone ha afferrato uno straccio da uno scaffale. «L’ha ammazzata, dice… Quella puttaneeellaaa!»
Adelmo si alza. La porta è vicina; riesce a intravederla. La nebbia si sta facendo più fitta, ma l’uscita è a pochi passi. Uno. Due. Tre…
«Ade!» esclama Geremia. «Dove diavolo stai andando? I Sette attendono».
Afferra la maniglia.
«Ade!»
«Lascia che vada, negro» ribatte lady Mary sprezzante. «La scelta è sua. Se il diavolo se lo deve pigliare, che se lo pigli, ‘sto cazzo moscio».
Adelmo ha esaurito la pazienza. Una volta tornato alla concretezza della Zona Alta, avrebbe preso a pugni Marco; lui e il suo maledetto regalo di quasi compleanno.
Spingi più a fondo
Stavolta è la porta che deve spingere; la via verso l’esterno. Lontano da questa fumosa follia. Eppure, nonostante la mente sappia quello che bisognerebbe fare, il corpo esita.
«Cazzo moscio… Cazzo moscio… Cazzo moscio…» Le parole sono nella sua testa, come lame lo feriscono. Sta impazzendo. Forse è già pazzo. Forse quanto gli sta capitando è la punizione di Dio per aver ucciso la ragazzina. Non importa; avrà tempo per fare i conti con le proprie azioni. Ora deve darsi una mossa e andarsene.
Un nuovo ululato si leva. Adelmo non saprebbe dire quanto vicino; di certo più di quello che aveva sentito in precedenza. La paura gela i suoi sensi.
«Avanti amico, se è quel che vuoi, vattene!» Percepisce il tocco rugoso delle mani dell’ uomo nero sulle spalle. Di serpe è la voce che gli sussurra nelle orecchie. «Lo senti? Sembra che Cerbero non veda l’ora di incontrarti. Hi hi hi. Vecchio cagnaccio bastardo».
Serie: IL SETTIMO BICCHIERE - I sussurri del diavolo
- Episodio 1: Ade
- Episodio 2: Regalo di quasi compleanno
- Episodio 3: Attesa
- Episodio 4: Nebbia e Maiden Voyage
Ciao Dario, continua a segnarmi dentro questa figura di donna, tremendamente rassegnata e al contempo accogliente, senza nulla chiedere in cambio. Contrapposto a lei, il male in persona e forse l’inferno non gli sta attorno, ma dentro. Scritto benissimo, ogni termine scelto con cura, ogni parola pesata. Un inchino
Carissima Cristiana, grazie per la fiducia che dai alla mia scrittura, alle mie storie sempre un po’ folli. Sandra ci riserverà delle “belle” sorprese, fidati…
Altro episodio please! Non puoi lasciarci appesi così.
Grazie per esserci ancora una volta, boss. Sai com’è, adoro i cliffhanger… 😉
“Quelle che prima erano parole diventano un tutt’uno con i rutti e le scoregge”
😂
Ahahah. Quattro risate all’inferno. 😅
Credo che non ci fosse un modo migliore per narrare questa storia se non con il tuo stile crudo e tagliente. Molto belle e vivide le immagini evocate dal testo, che fanno immergere nel racconto.
Ciao Giuseppe, sicuramente un modo migliore per scrivere questa storia c’è. Fatta questa premessa, mi tengo stretto il mio stile, magari imperfetto, però mio.
Grazie mille.🙂
Shei bravissimo, mi shono ca***o addosso, c’horror via.
Ahahah. Bravissimo è una parola troppo grossa. Diciamo che l’impegno non manca. Grazie mille!
Mi ha colpita tantissimo l’indagine psicologica che sei in gradi di fare con i tuoi personaggi. Il nodo in cui Ade è sia vittima, sia carnefice, sia nel rapporto con la moglie, sia nel resto della vicenda.
Molto bella anche la confessione, un urlo quasi liberatorio. Mi piace molto il tuo modo scrivere!
Carissima Dea, sei troppo troppo troppo gentile.
La storia prosegue bene. L’atmosfera è raggelante. Complimenti.
Grazie mille, Giancarlo. Devo ammettere che questo è stato un episodio difficile da scrivere. Questa serie nasce come spin off (o meglio versione alternativa) dell’ebook “Il settimo bicchiere-eterno oblio” pubblicato da Edizioni Open nel 2021. I sussurri del diavolo può essere letto tranquillamente senza conoscere Eterno oblio, e sto facendo il possibile perchè ciò sia possibile.
Grazie mille per il tempo che hai dedicato alle anime perse della Zona Bassa.
“Di serpe è la voce che gli sussurra nelle orecchie. «Lo senti? Sembra che Cerbero non veda l’ora di incontrarti. Hi hi hi. Vecchio cagnaccio bastardo».”
Decisamente inquietante, mi ha generato un brivido. Bravo.👏
Alla fine stiamo parlando di un horror, per quanto giocato più sull’atmosfera che su descrizioni splatter.
Generare inquietudine è il mio secondo lavoro. Ma tranquillo, Giancarlo, Cerbero è un cagnetto tanto simpatico…