New York, 4 settembre 2023 – Primo giorno di scuola

Serie: L'anima della vendetta


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Sara continua a ricordare…

Daniel si alzò prima di me la mattina del suo primo giorno di scuola.

Lo sentii muoversi in cucina — il rumore del frigorifero, il tintinnio di una tazza — con quella cura esagerata che metteva per non svegliarmi. Mi fermai sulla soglia a guardarlo: era già vestito, lo zaino degli Avengers appoggiato alla sedia, un fumetto aperto sul tavolo.

«Sei mattiniero oggi» dissi.

«Non voglio arrivare in ritardo.»

«Messaggio ricevuto. Mi preparo in un baleno, non ti preoccupare.»

Daniel abbozzò un sorriso prima di bere un altro sorso di latte.

Mangiammo in silenzio per qualche minuto. Teneva gli occhi sul fumetto senza leggerlo. Lo conoscevo abbastanza da sapere che stava rimuginando su qualcosa che non aveva il coraggio di dire.

«Non ti preoccupare. All’inizio sarà un po’ dura, ma ti farai degli amici in fretta.»

Lo dissi più per rassicurare me che lui.

«Adesso vado a vestirmi.»

Non presi la macchina. Camminammo fino alla scuola per assaporare meglio quel nuovo inizio. Era una mattina limpida e fredda, il tipo di giornata in cui New York smette per un momento di sembrare ostile. Daniel guardava dritto davanti a sé, zaino sulle spalle e mani in tasca. A un certo punto mi sfiorò il braccio — un gesto rapido, quasi casuale, come chi si appoggia senza volerlo ammettere.

Lo lasciai fare.

Davanti al cancello gli sistemai il colletto della giacca solo per avere la scusa di accarezzargli il viso.

«Ci aggiorniamo a metà mattina.»

Daniel annuì. Poi si voltò, spinse il cancello e proseguì verso il portone d’ingresso senza guardarsi indietro.

Rimasi sul marciapiede finché non lo vidi entrare.

Non resistetti. Tirai fuori il telefono e gli scrissi: «Ti voglio bene. Forza capitano! Sei pronto per una nuova avventura.»

Lesse il messaggio alle 8.47.

Mi rispose alle 10.30: «Oggi non dare di testa, Scarlet Witch. Ho una missione da compiere e non posso venire in tuo soccorso.»

Quella sera il suo umore era più leggero. Mi disse che il professore di letteratura gli aveva fatto i complimenti per la sua pronuncia e che il suo compagno di banco si chiamava Noah. Era entusiasta perché parlava italiano, sua madre era di Roma e condividevano la stessa passione per le lasagne.

Mangiammo insieme. Guardammo un episodio di una serie — qualcosa con i supereroi, non ricordo quale. A un certo punto, senza staccare gli occhi dallo schermo, disse: «Il professore Cowell sa tutto di Capitan America.»

«Davvero?»

«Sì. Mi ha chiesto quale fosse il mio fumetto preferito e quando gliel’ho detto ha cominciato a raccontarmi la storia originale, non quella dei film.» Una pausa. «Ne sapeva più di me.»

Lo disse come un complimento. Con quella meraviglia che i bambini riservano a un adulto che li sorprende.

«Ti piace?» chiesi.

Ci pensò un momento. «Sì» disse alla fine. «È gentile.»

Prima di andare a dormire passai dalla sua stanza. Era ancora sveglio.

«Non leggere fino a tardi.»

«Va bene.»

«A proposito… oggi non ho dato di testa, ho fatto la brava.»

Daniel abbassò il fumetto. Mi fece un sorriso e il segno che mi teneva sotto controllo.

I suoi occhi brillavano come due stelle.

Continua...

Serie: L'anima della vendetta


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Tutto l’episodio, secondo me, è costruito su ciò che non viene detto. Daniel che fissa il fumetto senza leggerlo, la mano che in modo “quasi casuale” sfiora il braccio…
    Un episodio “piccolo” ma che contiene un mondo.
    👏🏼👏🏼

  2. Che inquietudine. Sento una tensione quasi dolorosa nel leggere, ma lo scritto è magnetico e finito il capitolo vorresti avere subito il seguito. Hai usato una costruzione inconsueta e questo è affascinante. Lieto di seguirti.

    1. Questo in effetti è molto breve. Prima scrivo i capitoli e dopo divido il contenuto in episodi. A questo giro ho pensato di procedere in questo modo per avere tutto sotto controllo.

  3. Curioso questo “dare di testa” a cui accennano i due personaggi, sembra quasi i ruoli si invertano, e sia Daniel a diventare l’adulto che deve prendersi cura di Sara. Sembra esserci un mistero sotto che non vedo l’ora di scoprire.