..Nonno..

Sin da quando ero piccolo, mio nonno (Enzo), mi diceva sempre: “Devo capi? non capisco”.

Mamma mia quante volte mi sono sentito dire questa frase….  per un riposino pomeridiano non fatto, per una merenda saltata, per aver fatto cadere il gelato.

Il vero segreto di questa piccola frase, detta e ridetta penso si trovi non nel significato di quest’ultima, ma nel trovare il coraggio di andare a scoprire il SENSO!

Dopo ogni arrabbiatura, dopo ogni alzata di occhi al cielo, dopo ogni sbuffata che veniva preceduta da quella frase non ho mai trovato un intensione da parte sua di tenere il punto, ma al contrario ci trovavo un nonno più bello di prima, ci trovavo una speranza, come penso facciamo un po tutti nei rapporti più importanti e profondi anche se non sempre accade.

Ma comunque………..

Pirati, cavalieri, forzieri d’oro, castelli incantati, principesse da salvare, non si è mai risparmiato sino all ‘ultimo di guidarmi, attraverso i suoi racconti, verso la creatività e la fantasia.

Giornate brutte con lui non potevano accadere, aveva sempre quel asso nella manica pronto al mio primo cenno di solitudine o tristezza, per farmi subito riprendere il filo; e questa credo che sia stata la sua arma più bella, non assentarsi mai, non venire mai meno, trovare in se quella vitalità che permette agli altri di trovare una certezza, alla quale ci si può solo lasciare andare.

Ricordo un giorno, stavamo al parco, io con la mia macchinetta elettrica nuova nuova rossa fiammante, e lui alto alto con quei pochi capelli bianchi rimasti, mocassino blues color cuoio, occhiali da sole e la sua pipa, quando sul più bello mentre io guidavo tutto fiero ed impettito,  si scaricò la batteria della macchinetta elettrica. Che ve lo dico a fare, scoppiai in un pianto greco che non finiva più…..

Si chinò davanti alla macchinetta, apri la sua borsa e tirò fuori una fune che  legò al piccolo paraurti.

Asciugandomi gli occhi tra un lacrimone e un altro, lo guardai e mi disse: ANDIAMO CAPITANO! e facemmo tutto il giro del parco con il mio eroe che trainava la mia scintillante macchinetta rossa con me sopra.

Detto ciò, da quel bellissimo giorno sono passati più di vent’anni, e ora, davanti a uno dei suoi “devo capi? non capisco, gli vorrei solo rispondere, GRAZIE CAPITANO!

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Discussioni

  1. Sono toccanti le emozioni che descrivi, forse perchè i nonni sono davvero qualcosa di molto particolare. Mi piace molto come quindi tiri fuori questa emozioni, però migliorerei la punteggiatura, in modo che il racconto risulti più fluido e composto. Bravo, bel racconto!