Notti a Raquira

Serie: Notti a Raquira

Era tutto pronto, tre grandi zaini da incastrare sulla nuova e fiammante Harley Davidson Electra Glide. Una moto costata tanti sogni infranti, sacrifici e sopportazione. 354 kg di sogni su due ruote e un viaggio in Sudamerica.
 Nell’aria c’era qualcosa di strano. Non sentiva quella magia che precede il viaggio ma predizione di tempesta. Qualcosa di brutto sarebbe successo e lui lo sapeva sempre quando il temporale arrivava.

Marco, uomo comune, 40 anni sulle spalle e sul viso, i capelli stavano lasciando posto ad una lucida nuca, mentre la pancia prendeva posto sotto le camicie di flanella che indossava solo la domenica. Carattere docile e per questo facile preda dei manipolatori, come sua moglie. Elsa, l’amore della sua vita. Si chiese come avesse fatto a provare quei sentimenti per una donna così cattiva. Gli aveva garantito un lavoro come manager nell’azienda di famiglia, una catena di ristoranti siciliani, De Laurenti’s, all’americana, ma gli aveva portato via la vita. Da quando si era innamorato di lei, i suoi sogni si erano infranti come si infrangono le onde sugli scogli, con la stessa violenza.

« Maaaaarcooooooooooo » una voce gracchiante interruppe i voli pindarici della sua mente. Era lei. Eccola, nella sua vestaglia firmata mentre scendeva le scale. Elsa, l’amore della sua vita, severa e viziata, algida, come il biondo che portava sui capelli.

« Non penserai davvero di partire senza conseguenze per il nostro matrimonio ». Marco avrebbe voluto rispondere con un sonoro “Vaffanculo”, ma si limitò ad annuire, come faceva da 20 interminabili anni della sua vita. Già, si erano innamorati a 20 anni e da 20 anni stavano insieme. Per Elsa era la scusa buona per non farlo partire “questo è il nostro anniversario”, ripeteva petulante appena le parlava del viaggio. Eppure questo viaggio era in programma da quando si erano conosciuti quella sera. Parlarono per ore di questo fantastico sogno: da Panama al Venezuela, passando per la Colombia. Zaino in spalla, alberghi di fortuna o sonni all’addiaccio. Avrebbero fatto tutto insieme, si sarebbero sposati sulla spiaggia con una cerimonia di quelle da film romantici, quei film che entrambi odiavano amaramente.

Poi qualcosa si ruppe.

Serie: Notti a Raquira
  • Episodio 1: Notti a Raquira
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    Discussioni

    1. Alcuni simboli di questo incipit, l’Harley in particolare (chi non ha mai visto Easy Rider?), richiamano inequivocabilmente la sete di evasione da una vita ordinaria che non si è scelta fino in fondo; una vita da cui piuttosto si è stati scelti; un contesto che ha scelto per noi. Forse, peró, non è mai troppo tardi. O forse queste inversioni di rotta si vedono solo nei film (e nei LibriCK). Lo scopriremo solo leggendo.

    2. Il quadro è chiaro e si riesce a fotografare la situazione all’istante.
      Io già tifo per il marito, ovviamente, ma solo perché traspare la voglia di mollare tutto e fuggire.
      Mi piace molto questo inizio e mi chiedo: ti diverti di più a scrivere le sensazioni dell’uomo o della donna?
      Complimenti per la scrittura secca e diretta.

      1. I diverto a scrivere moooolto più fingendomi uomo! Ho sempre pensato come sarebbe stato esserlo… Grazie mille!!!

    3. Le descrizioni che hai dipinto di Elsa e Marco mi sono piaciute molto: sono secche, veloci, quasi taglienti e restituiscono al lettore un primo quadro sul tipo di storia che si andrà a delineare.

      1. Grazie mille! Amo descrivere persone e cose. Amo gli aggettivi, ma ho sempre paura di eccedere.

    4. C’è molta verità in questo inizio serie. Il viaggio può assumere diversi significati, a volte contrapposti. Un nuovo inizio o la rottura definitiva. Staremo a vedere.?(vabbè, a leggere!)

    5. In poche e significative righe hai saputo esprimere un amore mai sbocciato del tutto, e penso tu voglia descrivere non solo, o non tanto un viaggio vero e proprio, quanto un percorso psicologico che dovrà affrontare Marco tra gli intricati meandri di questo rapporto a dir poco problematico. Non mi resta che attendere il seguito!