Ordini

Serie: Wiccats.


Il passaggio di categoria non è mai qualcosa di scontato. Da insignificante ostacolo utile solo a scrostare i muri, ad amore eletto per una vita di dolci attenzioni, non è uno scambio facile da digerire, ma Mele aveva fatto un voto sacro: chi fosse riuscito a batterla, avrebbe ottenuto il suo cuore.

Per un secondo lo stregone rimase interdetto dalle parole del piccolo primate. Doveva evitare possibili cause di stress in una psiche dalle convinzioni quanto meno fondamentaliste come quella della gigante culturista.

Davide esordì con ciò che considerava vero: «Gli ordini di Inanna sono chiari…» la ragazzina bionda non gli aveva dato alcun ordine, si era limitata a consigliare la necessità di rimettere a posto la distruzione lasciata in giro onde evitare ulteriori spiacevolezze.

«…ha richiesto la sistemazione di tutti i danni causati dalla lotta con Matil… Muihnak.»

«Inanna?» Nadille si girò con una strana espressione tra l’incredulità e la preoccupazione.

«Sì, una ragazzina, forse una strega… bionda, bassina, molto carina. Non sono riuscito a mentirle in nessun modo ed emanava una strana sensazione di potere, ma non era magia.» Davide aveva splendidamente chiari quei due fanali verdi che la bimbetta puntava direttamente nella sua anima.

«Inanna è solo una cazzo di antica leggenda. Favolette per spaventare noi streghe.» Tagliò corto Melanippe, che nel frattempo stava tornando ad una colorazione normale del volto.

«Inanna è il nome sumero di Ishtar. La dea di questo mondo, la dea di ogni cosa…» Nadille stava riflettendo con un timore antico malcelato.

«Eh già… la Signora del Cielo, la Splendente. Tsk! Ma tu ci credi davvero Vania?» Melanippe appariva nervosa, quasi infastidita.

«Non ho avvertito il segno di incantesimi, non ho visto neanche colori o gesti che rivelassero la presenza di mana. Ve lo ripeto, era davvero strana… sicuramente saggia e potente, ma non riuscirei a dire se fosse una strega o meno. Ma di sicuro non era una ragazzina ordinaria.»

Dentro di sé rivide tutti i film che, con il tocco elettrico sul petto, lei era riuscita a trasferirgli, erano ordinati come pile di DVD e Blu-ray immaginati con un preciso ordine, ma c’era qualcos’altro celato in una zona poco illuminata nell’acciaio al carbonio della pallina da flipper, sembravano delle vecchie videocassette VHS, con le etichette scritte con un pennarello blu dalla punta grossa, dicevano: “Sensi”, “Rivoluzione”, “Caccia grossa”.

«Dicci cosa fare… e i tuoi genitori? Li lasciamo ancora pietrificati?»
La strega delle tempeste appariva entusiasta nel dare una mano.

«Ai miei, ci penseremo una volta sistemato tutto il casino. Come te la cavi con gli incantesimi di riparazione Mele?» chiese Davide risoluto.

Rosso fuoco. Per l’ennesima volta quello strano ometto aveva il potere di metterla in crisi: l’aveva chiamata Mele.

«Io sono brava a spaccare le cose…» disse sottovoce.

«L’ho capito, “Hulk spacca”, ti ho chiesto se li conosci.» lo stregone indicò con la testa ai suoi gatti la strega priva di sensi sul letto, cercando di far capire loro di darle un occhio in sua assenza.

Thanos e Snupy scossero la testa comunicando il loro parere negativo.

«Sì, li conosco. Usati pochissimo, ma ricordo i segni.»

Melanippe aveva preso i suoi guanti d’ottone, pronta a indossarli.

«Ok, ok. I guanti d’arme non ti serviranno, lasciali qui. Tu verrai con me Mele, Otto rimarrà con Nadille. Ti va bene?» Il lemure sgranò gli occhi preoccupato, poi guardò la sua padrona per capire cosa fare.

«Senza la mia fonte, io sono inutile. Ho esaurito i due amuleti caricati con il mana per curare le ferite di quella specie di polpo rompicazzo… Non puoi chiedermi di restare indifesa.»

Sembrava contrariata, ma stava sorridendo all’idea di passare del tempo con l’unico uomo che l’aveva battuta.

Il lemure dagli occhi arancione rivolse la sua attenzione alla bella strega dai lunghi capelli lisci con l’intenzione di scusarsi.

«Userai me come catalizzatore e dato che Otto garantisce un ottimo apporto di mana, preferisco lasciarlo a Nadille per la modifica delle memorie di tutto il quartiere.» Davide tagliò corto afferrando la mano della strega Spaccaossa.

«Vai pure Otto!» Gridò Ingrid sorpresa e con una strana voce fin troppo acuta, il volto appariva incandescente.

Il primate scese in fretta e si arrampicò sulla schiena della strega delle tempeste senza la minima esitazione.

«Io ti avviso. Voglio essere chiaro, così non puoi incolparmi di niente, il mana che trasmetto io, è un’onda molto violenta, se non sei abituata l’incantesimo può prendere una brutta piega, te lo dico perché, perché nessuna strega si aspetta una tale esplosione di energia da un famiglio tanto striminzito. No? Certo che no.» Otto guardò la strega cui era stato affidato temporaneamente.
«Ho la stessa età della tua padrona, più o meno… E conosco il valore del potere della vostra specie, Otto. Non preoccuparti per me.» La voce di Nadille aveva il sentore di un sorriso e di una gentilezza rari, il lemure socchiuse gli occhi gustando quei buoni sentimenti non comuni.

«Scusa se mi permetto, perdona la mia impertinenza, ma sei proprio una bella strega… meglio di Mele, eh?» l’ultima parte la sussurrò.

«Nadi, occupati dei ricordi delle persone coinvolte rimaste in vita. Non so quante siano le vittime esattamente, ma dalla quantità del resti umani che sono riuscito a intravedere, superano almeno le trenta persone. Io invece andrò con Mele a Jayapura, prima che si scateni il panico… Adesso lì sarà quasi l’alba, mi pare ci siano otto ore di differenza. Vado. Ci vediamo dopo aver sistemato tutto.»

Strinse la mano di Ingrid che non aveva smesso di emanare vampate di rossore e i due sparirono, creando uno spostamento d’aria tale che i capelli di Nadine si mossero come colpiti dal soffio di un ventilatore puntato nella direzione dove prima stavano i due maghi.

«Otto, abbiamo un bel daffare rognoso questa notte: mi aspetto una buona collaborazione.» la strega delle tempeste sorrise al suo nuovo animaletto da compagnia temporaneo.

«Juno tu ritorna nel nostro appartamento e fammi una lista di ciò che manca, in ogni caso non sforzarti troppo, sei già abbastanza provata dal combattimento.» Nadille si rivolse alla giovane mustelide visibilmente ciondolante.

«Credo di poterti ancora aiutare Nadi, magari facendo qualche pausa in più.» la furetta avvertiva tutta la stanchezza, ma sarebbe svenuta volentieri pur di non abbandonare la sua padrona.

«Tranquilla Jù, sfrutto la disponibilità di Otto.»

I due sparirono, lasciando Juno e i gatti in compagnia di una pericolosa strega svenuta, due statue di granito e un enorme senso di colpa nel cuore del piccolo mammifero per il poco vigore che la sua specie possedeva.

Continua...

Serie: Wiccats.


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