PAGINA DI DIARIO – GIORNI DI CASINO MENTALE – GIOVEDI’ 25 NOVEMBRE 2021

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: è questo episodio il riassunto, per chi non ha capito cosa è successo. E per me che devo riassumere per capire, perché sono penosamente e tormentatamente confusa.

Diario, ma che cazzo ho nella testa? Una grandissima confusione. Scusa ma devo mettere ordine. Non capisco più niente!

Ho conosciuto Benedetta, o meglio sono stata conquistata da una invasione di passione, da una tromba d’aria devastante, da Benedetta! Sono stata soffocata fino ad affogare con i bronchi annegati in una alta marea di sesso e sentimento. Ho dimenticato tutti, parenti e amici, ho dimenticato anche la mia me stessa destra. Totalmente drogata in un totale appagamento di cuore e di volgarissima dolcissima fica. “Andiamo via.” “Andiamo via in camper io e te.” “Un camper per sempre. Io e te per sempre.”

“Ti sposo!” Me l’ha detto nel caldo bollente della sauna con i rigagnoli di sudore che mi scorrevano eccitandomi lungo tutto il corpo nudo. Un cocktail fra il mio ed il suo sudore mischiati insieme mentre gli occhi esplosi e inutili di Brigitte, vagavano nervosi nella penombra verde-azzurra senza vederci. Non ci vedevano ma ci sentivano. Cortocircuitati con quelli di Benedetta. Le energie contrastanti che si addensavano vorticando in quell’angusto spazio bollente di novanta gradi, si stropicciavano sui nostri corpi completamente nudi.

era un test analitico sperimentale. Ma io non lo avevo capito.

Eppure non servivano gli occhi per vedere, ma le percezioni tattili di quelle gelatinose entità protoplasmatiche, densi pensieri, consistenti sensazioni, che si scontravano vorticando in quella atmosfera nebbiosa e bollente. E urlavano chiaramente che io non ero pronta, che non sarei mai stata pronta. Ma io non le sentivo, non ero in possesso dei codici per la lettura. Forse troppo superficiale o forse troppo emotiva.

In quel destino già segnato il Fato si è intromesso per ingarbugliare la matassa.

Il fato è cieco? No!

Brigitte è cieca ma il fato ci vede benissimo ed ha montato la sequenza di fuoriprogramma, iniziando con il guastare la caldaia della vecchia mia fittavola, che a sua volta ha guastato me, costringendomi a svolazzare lontano da Benedetta, sola e impedita.

Ma un principe-angelo, anche lui in volo, prima mi ha resa meno impedita e poi mi ha resa più confusa con la mente sfrugugliata a tre metri sopra il cielo.

E’ inutile che ti meravigli caro diario. Un angelo è un angelo. E io sono una merda!

Geograficamente nel mio cervello c’è sempre stata Benedetta? E dove cazzo era posizionata quando ho baciato Samuele? Quando l’impettuosità animale mi ha spinta corpo ed anche anima contro le labbra di Samuele senza che nessuna forza contraria si opponesse a trattenermi.

E’ vero che poi è stato totale silenzio e nessuna notizia dalla Corsica.

“Benedetta è così”, ne ero convinta, e mi faceva naturale convincermene. Il silenzio era una pentola.

Tito ha aperto il coperchio della pentola. E non so ancora adesso se lo ha fatto di sua iniziativa o se è stato sottilmente condotto. Ma nulla cambia.

Quanto male mi hanno fatto le decine di foto trovate da Tito quando me le ha messe violentemente sotto gli occhi? Benedetta e Brigitte. Loro due felici. Abbracciate accoccolate. E io? E io da elegante merda, impassibile e di circostanza. Me ne rendo conto ora. Nessun male. Assurdo!

Quale e quanta identità di genere ho consumato in così poco tempo? E assolutamente senza averne coscienza!

Benedetta sei tanto grande quanto io sono tanto piccola!

Il coraggio la passione, la sensibilità e l’amore di Benedetta hanno fatto tutto. E anche più di tutto.

Io ho bisogno di Benedetta. Ma ho bisogno anche di Brigitte.

E poi Samuele c’è.

La realtà è che sono sola in un corpo a metà. Una metà buona che trascina incazzata a fatica una metà puzzolente storpia e cattiva sia nel corpo che nell’anima.

Vorrei essere Tito, chiuso nel suo prepotente autismo che raggiunge livelli ineguagliabili di originale genialità. Tito c’è! Tito c’è per me e non per tutti. Se un giorno riuscirai ad uscire dal tuo buio gabbio mio caro Tito, ti bacerò in bocca con passione.

Un dono ad Isa perché non dimentichi.         Firmato Tito.

Non so se, quando e come rivedrò mai Benedetta, ma tranquillo Tito, non dimenticherò, non posso, per tutto quello che ho ricevuto in ineguagliabili orgasmi fisici e sentimentali.    Ciao Diario.

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


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Discussioni

  1. Ben tornata. Qualcuno va, qualcuno torna e altri restano. L’importante è che chi rimane sia in grado di contenere e contenerci con tutto ciò che chi se n’è andato ci ha lasciato nell’anima. Sempre una narrazione efficace la tua, con velocità, ironia e collegamenti tra i protagonisti e le loro dinamiche interiori molto azzeccati.