Pentimento

Serie: Codice morale


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tony gliel'ha fatta grossa. Ora vuole solo vendicarsi. Ci riuscirà?

 Nei successivi giorni non facevo altro che pensare e pensare: a quello che mi aveva fatto Tony, dopo tutto quello che avevamo fatto insieme. Certo ormai ero divorziato, anche se nessuno poteva saperlo. Mi chiedevo cosa avrebbe pensato di me la gente che mi conosceva, quando avrebbe visto Helena insieme a Tony. Sembrava che non avessero vergogna. Il giudizio degli altri non mi aveva mai interessato, ma ora la situazione era diversa. Se qualcuno avesse scoperto quello che avevamo fatto, rischiavamo la galera o peggio di generare un caso mediatico. A quanto ne sapevo, anche se c’erano persone che divorziavano, fino ad allora nessuno si era mai fatto scoprire, non sapevo nemmeno quale potesse essere la pena per un simile crimine.

Lavoravo svogliatamente, riflettevo su come fargliela pagare a Tony. Helena ormai non mi interessava più. Una donna per la quale la cosa fondamentale era la dimensione, non faceva per me. Aveva ragione Clara: quella donna non mi aveva mai amato. Forse amava solo il mio conto in banca.

Ma come vendicarmi di Tony?

Una sera, “per caso”, mi trovai a passare, con l’auto, di nuovo sotto casa di Helena. La macchina di Tony era là. Portavo sempre con me un cacciavite in macchina. Scesi, mi avvicinai alla sua auto, mi assicurai che nessuno mi vedesse e gli forai tutt’e quattro le gomme. Era uno scherzo infantile che non mi appagava affatto. Volevo, comunque, che tornasse a casa a piedi o in autobus al massimo. Per sicurezza forai pure le gomme della macchina di Helena che era lì vicino. Era una vendetta effimera, ma se lo meritavano. Per non destare sospetti bucai pure qualche ruota delle tante macchine lì vicino. Mentre andavo via, passando di nuovo davanti all’auto di Tony, tirai un calcio al suo specchietto staccandolo di netto. Mi sentivo una persona spregevole, ma non era niente paragonato alle porcate che facevano loro.

Mi chiedevo come facessero. Certo, a quanto avevo sentito la sera in cui mi ero nascosto, Tony sapeva trattenersi; ma come faceva Helena? Ormai non mi interessava neanche più di tanto. Desideravo una vendetta più grande, volevo rovinare la vita di Tony come lui aveva rovinato la mia.

Qualche giorno dopo, mentre lavoravo al computer sorse un’occasione favorevole. Stavo controllando delle operazioni finanziarie. Mi affidavano sempre quelle con maggiori capitali investiti, forse perché si fidavano di me. Erano ore che lavoravo speditamente, avevo quasi finito, quando sullo schermo lessi un nome familiare. Non potevo crederci: era il nome di Tony!

A quanto sembrava aveva investito una grossa somma comprando le azioni di una società informatica. Era una somma considerevole anche se risultava agli ultimi posti della mia lista. Ora era nelle mie mani. Sapevo come fare per creare degli errori che sarebbero stati notati: era il mio lavoro. Cambiai qualche cifra e segnalai delle incongruenze nell’operazione. Ovviamente mi parai il culo. Nessuno avrebbe sospettato di me, ma avrebbero indagato e probabilmente lo avrebbero accusato di illeciti: gli stava bene.

Il giorno dopo uscii per fare compere. Volevo comprare qualcosa di costoso: me lo meritavo dopo tutta la sfortuna di quei giorni. Mentre camminavo passai davanti a un negozio di acquari. Helena li aveva sempre odiati, a me piacevano, ma non avevo mai potuto comprarne uno. Entrai e diedi un’occhiata, ce n’erano di tutte le dimensioni. Chiesi quanto costasse il più grande davanti a me.

«Quello davanti a lei costa sui 5000 crediti», la stessa somma spesa per il divorzio. Me lo potevo permettere.

«Lo prendo, e anche questi bellissimi pesci che ci sono dentro».

«I pesci costano 2000 crediti».

«Va benissimo, pago subito», avvicinai il polso sinistro al lettore, dopo qualche attimo la commessa si accigliò.

«C’è qualche problema con il lettore, riproviamo».

Riprovammo due o tre volte ma l’affare segnalava sempre mancanza di fondi.

«Non è possibile, ho più di 100.000 crediti sul conto».

«Non so che dirle, forse è il mio lettore», avvicinò il suo polso e sembrò funzionare, «secondo me dovrebbe rivolgersi alla sua banca».

Ci voleva solo questa. Uscii nervoso dal negozio, presi il telefono per chiamare la banca, ma non ebbi il tempo perché mi arrivò una chiamata. Non ci credevo! Era Tony!

«Pronto».

«Ciao, sono io. Scusa se non mi sono fatto sentire in questi giorni».

«Dovresti scusarti per ben altro».

«Allora lo sai…»

«Certo che lo so! Vi ho sentiti parlare l’altra sera. Non me l’aspettavo da te. Di Helena mi importa ben poco, ma tu non dovevi farmi questo».

«Ascolta. Ti risarcirò di tutto, non importa quanto ci impiegherò».

«Risarcirmi? E come potresti? Non c’è modo».

«Dai, puoi fidarti, siamo amici da tanto tempo. In fondo sono solo soldi», rimasi perplesso, cosa stava dicendo?

«Scusa, ma di cosa stai parlando?»

«Hai detto che lo sapevi».

«Sì, lo so che sei andato a letto con Helena e per di più con la nausea».

«A letto con Helena? Ma cosa stai dicendo? Hai bevuto?»

«Non prendermi in giro, vi ho sentiti conversare una sera sotto casa sua».

«E cosa avresti sentito?»

«Lei diceva che eri riuscito a controllarti, non so come. Poi parlavate di tua moglie e del fatto che volevi addirittura tagliarle la mano per divorziare».

«No! È stato tutto un malinteso, ascoltami», non sapevo come se ne sarebbe uscito ma lo lasciai parlare.

«La sera in cui avete divorziato, siamo andati a casa di Helena, ma non c’è stato niente fra noi. Helena ed io ti vogliamo bene. Volevamo farti una sorpresa. Helena conosceva i dati del tuo conto bancario. Siamo entrati e abbiamo investito tutti i soldi su un affare sicuro di cui sono venuto a conoscenza da un mio amico. Si trattava di moltiplicare per dieci la somma investita, ci saremmo sistemati tutti. Solo che stamattina mi hanno chiamato dicendomi che c’erano degli illeciti nell’operazione e hanno bloccato i soldi. Mi dispiace, non so che dire. Per quanto riguarda quello che ci siamo detti quella sera, Helena parlava del fatto che sono riuscito a trattenermi senza dirti niente e da mia moglie volevo dei soldi per fare la stessa cosa che ho fatto con i tuoi, ma lei non ha voluto darmeli. Tutto qui. Mi senti? Sei ancora là?»

Avevo smesso di ascoltare quando aveva detto “hanno bloccato i soldi”. Per poco non mi venne un infarto. Il cuore batteva forte, la mente era una tabula rasa. Il cellulare mi cadde di mano e andò a finire oltre la griglia del canale di scolo. Rimasi lì fermo a guardare il vuoto per chissà quanto tempo. Mi ero dato la zappa sui piedi.

Serie: Codice morale


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