
Peonia
Serie: Le novelle della Luna: il canto solitario della Sirena
- Episodio 1: Il canto solitario della sirena
- Episodio 2: Rivalità fraterne (Capitolo speciale)
- Episodio 3: De-Sideria
- Episodio 4: Peonia
- Episodio 5: Lume della speranza
- Episodio 6: “Il vero amore è scritto nel destino”
- Episodio 7: Fatalità
- Episodio 8: Lieto fine
- Episodio 9: Il volo della farfalla e l’attesa del ragno (Capitolo speciale)
- Episodio 10: Brutti incontri (Capitolo Speciale)
- Episodio 1: Tradimenti (Capitolo speciale)
- Episodio 2: L’inizio della tragedia (Capitolo speciale)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Elia guidò per circa un quarto d’ora, fino a raggiungere una villetta poco lontano dal mare. Era un posto tranquillo, lontano dal caos della città. Aveva un giardino ben curato, con tanto di alberi, siepi, e in un’aiuola notai anche dei tulipani.
Com’era bella fuori, lo era anche dentro. Elia aveva proprio buon gusto: l’arredo era d’epoca, dalle poltrone fino ai soprammobili, doveva essere anche un collezionista poiché vi era di tutto, piccoli fossili, pietre preziose, oltre che una libreria immensa. Era un uomo davvero interessante.
“Che bella casa! Ma quanto sei ricco?” dissi io scherzando, intanto, senza farmi vedere toccavo un po’ di tutto, giusto per curiosità. Aprii piano una scatolina, era in latta, e questa cominciò a suonare, dentro al carillon si muovevano delle ballerine. Io rimasi incantata, intanto che lui parlava.
“Non lo sono affatto, ma sto bene. Ho le mie passioni, la mia vita, non ho né moglie né figli, ma se Dio ha scelto questo come mio destino lo devo accettare” si lamentò, gettandosi sul divano per rilassarsi.
“Fai la vita perfetta insomma! Dedicata interamente a te stesso!” risposi, chiudendo il carillon e andando a sedermi al suo fianco.
“Ma che vita perfetta! Che ne sarà di me poi? Alla mia età ancora non ho fatto nulla… Ma si può sempre migliorare, no?” cominciò a dire, sbottonando la camicia e togliendosi il crocifisso al collo. Si spogliò anche dei bracciali, ne aveva uno blu con la testa di un leone, ed uno in pietra, poggiandoli poi sul tavolino di fronte. Stavo notando ogni minimo suo particolare, e grossomodo era l’uomo che avevo immaginato a primo impatto: era sensibile, e probabilmente aveva ancora un suo lato bambinesco che non l’ha mai fatto smettere di sognare che la vita potesse andare meglio. Lo ammirai così tanto, io invece mi ero già rassegnata a tutto, forse perché non ero così forte come credevo?
“Invece di parlare di me, Sirena, ho un paio di domande da farti” si fece serio tutto ad un tratto rivolgendosi verso di me “Come ci sei finita in questa situazione?” chiese non pronunciandosi direttamente, ma sapevo cosa intendesse.
Io però la presi alla leggera, e risposi ridendo, siccome ero abituata a non prendere più nulla sul serio “Sei un poliziotto, non mi metto a cantare!” ma lui era scrupoloso, e così per una volta dovevo esserlo anche io.
“Non sai quanto mi distrugge dentro vedere una ragazzina come te fare questo, hai una vita davanti! E tu la stai buttando in modo tanto penoso”. Chinò il capo e mi mise una mano sul ginocchio, stava nascondendo gli occhi lucidi, non volevo certo che piangesse per me…
“Questo è l’unico modo che ho per guadagnare qualcosa. Tra poco è settembre, vorrei finire almeno la scuola superiore e mettere qualcosa da parte. Mia madre e mio padre non mi danno una lira, e io devo anche mangiare, comprare i vestiti, qualche sfizio ovviamente. Ho provato a lavorare, faticavo e guadagnavo molto di meno rispetto ad ora. Mi bastano un paio di notti a settimana, faccio qualche favore, e fra soldi e regali direi di essere soddisfatta” risposi in modo onesto. Forse ora che mi ero posta a voce alta notai quanto potessi essere superficiale, ma cosa mai potevo farci se quello è stato il mio destino? Per la prima volta, tenni lo sguardo basso di fronte a qualcuno per la vergogna.
“Un giorno ti pentirai di tutto questo Sirena, te lo assicuro… Ma se io non ho perso la speranza in una vita migliore non devi farlo neanche tu, credimi” mi strinse forte a sé, baciandomi sulla fronte. Io nascosi il viso fra il suo petto, e lo abbracciai. Questa frase la ripetevo spesso a mio fratello… Quando era piccolo e piangeva per la fame, gli dicevo che un giorno sarebbe andata meglio, non avremmo sofferto più e saremmo stati felici.
“Mi sono messo in un guaio” sussurrò lui ad un certo punto, notai intanto che il suo tocco si era fatto più “insistente”. Le sue mani si poggiarono sui miei fianchi, mi strinse leggermente, poi le sue dita scivolarono giù. Sentii poi le sue labbra poggiarsi piano sulla mia spalla e risalire fino a dietro l’orecchio. Io socchiusi gli occhi per il piacere, ed infilai le mani sotto la sua camicia. Elia allora mi sollevò e mi portò in camera da letto. Credevo che fosse molto più difficile, ed invece l’avevo già conquistato.
Mi fece distendere sul letto, intanto che tolse la camicia e sbottò i pantaloni, calandoli leggermente. Io mi morsi il labbro, ed aprì leggermente le gambe. Lui mi salì addosso, carezzando piano le mie cosce e baciando delicatamente l’inguine. Sentii che mi sfiorò l’intimo con la lingua, quando all’improvviso scattò in piedi. Mi coprì subito con un lenzuolo e con aria sconvolta si lamentò fra sé e sé, sedendosi sul letto di spalle con le mani fra i capelli.
“Vatti a fare una doccia e metti questa!” mi prese una sua canotta, poi si fermò sulla soglia della porta, voltandosi un’ultima volta “Oggi dormi qui, e non facciamo nulla!” mi sgridò, chiudendo la porta ed andandosene in salotto. Io mi misi a ridere, alla fine avevo ragione io, con gli uomini non sbaglio mai, se volevo divertirmi con lui c’era da lavorare un bel po’!
Presi la sua canotta e la portai vicino al naso, aveva un odore dolcissimo. Mi alzai e feci come mi aveva detto. Prima di andare in camera da letto mi affacciai nel salotto, lui era lì, sdraiato sul divano a leggere qualcosa, senza maglietta con indosso solo l’intimo. Aveva un petto largo e forte, i capelli scompigliati, dato gli anni non aveva un fisico perfettamente scolpito, ma era più attraente di tanti altri marmocchi. Tornai a letto, pensando a quello che avremmo potuto fare quella notte, ma devo dire che anche solo stare in sua compagnia non mi dispiaceva affatto. Era la prima persona con cui mi era capitata una cosa simile.
Mi addormentai subito quella notte, caddi in un sonno profondo, non ricordo cosa sognai, ma sono sicura che c’entrasse Elia. Comunque, non aprii gli occhi fino al giorno seguente. Mi svegliarono dei rumori, non so che ora fosse. Inizialmente non aprii gli occhi, poi sentii Elia entrare in camera, ed allora lo feci. Ancora assonnata mi alzai a sedere e dissi mentre mi stiracchiavo “Buongiorno!”. Notai dalla finestra che aveva appena aperto il cielo limpido ed il mare cristallino. Doveva essere bello alzarsi ogni mattino e vedere il mare ad augurarti una buona giornata, io di fronte casa mia avevo solamente la malavita.
“Buongiorno, come hai dormito?” mi chiese, anche lui era un po’ assonnato. Io sorrisi, mi faceva tanta tenerezza “Molto bene. Che facciamo oggi?” risposi, poggiando il viso fra le mani.
Lui si voltò ed inarcò un sopracciglio, forse non si aspettava che fossi tanto invasiva, però sembrò non dargli fastidio, e mi rispose “Oggi è domenica, dopo la colazione vado in chiesa… Non credo tu voglia venire con me”
“Invece voglio venirci! Su, sbrighiamoci a fare colazione così andiamo!” dissi entusiasta, scattando in piedi. Non era per la chiesa che lo stavo facendo, non avevo nulla in contrario, solamente delle volte penso che se il buon Dio mi avesse dato un po’ meno disgrazie nella vita gliene sarei stata certamente più grata. Solo che con lui sono sicura che ogni posto sarebbe stato divertente.
Prima di portarmi in cucina Elia si avvicinò a me. Io pensai per qualche strana ragione che volesse darmi un bacio, così mi alzai sulle punte e socchiusi gli occhi, invece sentì che sciolse il nodo che avevo fatto alla sua canotta per lasciare l’intimo in bella vista, poi la abbassò più che poté, quasi a farmela arrivare alle ginocchia.
“Le canotte vanno indossate così!” disse soddisfatto, dirigendosi poi in cucina. Io sorrisi per quel gesto, era una piccolezza eppure mi aveva fatto emozionare tanto. Gioendo fra me e me lo raggiunsi in cucina. Anche quella ovviamente era bella come le altre stanze, ma ciò che mi attirò di più quella volta era il banchetto che c’era. Era pieno di dolci, biscotti e cioccolata.
“Hai cucinato tutto tu?” chiesi io, sedendomi di fronte a lui. Elia annui, mentre sorseggiava il tè. Notai infatti poco lontano la cucina che era un disastro, l’aveva fatto per farmi felice? O per fare colpo? Comunque sia non ero mai stata abituata a tutta quella gentilezza, mi sentivo parecchio strana, ma certamente non rifiutai nulla.
“Allora grazie mille e buon appetito” dissi, cominciando subito ad ingozzarmi, anche perché non mangiavo da un bel po’ “È tutto buonissimo” sussurrai qualche minuto dopo che avevo assaggiato già tutto.
Lui restò colpito, e mi ringraziò con il sorriso sulle labbra. Notai però che era piuttosto silenzioso, forse di norma così era al mattino.
“Sirena, da quand’è che ti prostituisci?” chiese lui all’improvviso, probabilmente quel silenzio era per trovare il coraggio.
Serie: Le novelle della Luna: il canto solitario della Sirena
- Episodio 1: Tradimenti (Capitolo speciale)
- Episodio 2: L’inizio della tragedia (Capitolo speciale)
Comprendo il pudore di Elia e mi chiedo quali siano i veri sentimenti di Sirena mentre viene coccolata come una bambina: rammarico per ciò che non ha mai avuto? In questo racconto, almeno per il mio modo di vedere, l’eros ha fatto spazio ad un bisogno molto più profondo
Esatto!😊😊
Dai dialoghi, dai gesti, dalle riflessioni, si intravede un’attrazione latente e corrisposta, trattenuta con molta fatica e mal celata dietro il suo atteggiamento paternalistico. Ma prima o poi il nostro Elia dovrà arrendersi, e visto che è un poliziotto e che conosce le regole del gioco, dovrà farlo con le mani in alto, gettando le armi, rinunciando a qualsiasi forma di difesa. E nell’attesa di questa resa incondizionata divoro ogni parola, sperando che Elia non ceda subito, ma che alla fine ceda.
Grazie mille per i commenti! 😊 Chissà se cederà mai hahaah🤣🤣
“poi la abbassò più che poté, quasi a farmela arrivare alle ginocchia.“Le canotte vanno indossate così!” “
🤦♂️ Questo è un osso duro…c’ha una volontà di ferro. Santo subito.
Hahahaha 🤣 🤣
Sirena si sta rivelando davvero un bel personaggio, complesso per via del suo passato, eppure piacevole da leggere grazie alla sua ironia ed (apparente) leggerezza, forse un’armatura per nascondere le cicatrice e non far uscire il dolore.
Elia un grande, due passi avanti ed uno indietro… Gira attorno a Sirena in un’orbita a spirale, si tiene lontano da lei, ma lentamente si avvicina un poco alla volta.
Grazie mille davvero ☺ sono contenta di essere riuscita a rendere bene un mio personaggio ❤
“Credevo che fosse molto più difficile, ed invece l’avevo già conquistato”
Voglio proprio capire a cosa punta Sirena. Se ha un debole per Elia, o se vuole solo approfittarsi di lui… Continuo
“oltre che una libreria immensa”
❤️
La cosa più importante 🤣
..mah! Moralmente Elia ha un comportamento corretto ed impeccabile.Sarebbe oltremodo disdicevole (oltretutto nel suo ruolo) che approfittasse della situazione per avere un rapporto con la giovane prostituta.Forse se ne è innamorato, la rispetta e vuole mantenere le distanze.Tuttavia non posso non rilevare come – da un punto di vista maschile – sia altamente irrealistico che un uomo avvii un cunnilingus e poi subitaneamente receda..Anche la stessa giovine avrebbe di che risentirsi per le mancate attenzioni..L’artificio, molto probabilmente,è necessario all’autrice per continuare la suspence..Ad maiora!
Mi accodo a quel che dice Alessandro. Bene così!
Hahahah esatto😁
Bravo Elia ha resistito, anche se forse è molto più sensuale l’attesso che l’atto in sé.
Fratello, concordo!
Esatto, ma forse per Sirena non è così🤣 grazie per i commenti!😁
Grazie per i commenti ☺ lo penso allo stesso modo!