Percezione

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


Atto primo

Iniziò a sentirsi debole. Si sedette sulla sedia. La corteccia ricopriva ogni cosa. Sehema si stropicciò gli occhi mentre Gadgarat il Minore si faceva strada nel suo pensiero lentamente quasi a farle una carezza.

Gadgarat: Condannato a rimaner sfocato alla vista. Volto sfigurato a causa di ciò che feci. Non fisicamente ma nella percezione. La maledizione divina la colpisce impedendo a chiunque di scorgermi con la vista. Perfino il suono della mia voce sembra tetro nonché rauco eppur non sono così. Lasciami entrare, scopri il temibile segreto e posa lo sguardo su di me, poi rivelami se merito questo supplizio.

Atto secondo

Il Degeretun iniziò. Dovotam li osservava con i prigionieri liberati. Duncan afferrò Hamuf e per un pelo schivarono la zampata dell’imponente drago rosso. Le fiamme si diressero verso i due. Si gettarono a terra rotolando fino le zampe anteriori. Afferrarono gli spadoni lasciati nella zona di atterraggio del drago in segno di sfida e contemporaneamente si rialzarono conficcandoli nelle zampe anteriori. Il drago si eresse verso il soffitto ululando dal dolore e generando fiamme. I due avanzarono in fretta e girandosi tranciarono le zampe posteriori della creatura. L’imponente drago collassò a terra facendo tremare il pavimento. Dovotam diede l’ordine di giustiziarli ugualmente.

Atto terzo

Strinse la Lama della radura. Qualcosa continuava e crescere nei meandri della propria anima. Derim osservò i golem compiaciuto, continuavano ad avanzare immersi nel suo volere. Gerehem era al suo fianco. Gli spiriti emergevano dal sottosuolo delle catacombe eppure non li temevano. L’uscita era vicina.

Derim: Spazzerò via gli spiriti, la maledizione e gli elfi, poi Hagem’hdal sarà mia.

Atto quarto

Le foglie scricchiolavano e la luce generava calore. Tranquillità e calma, questo percepiva Klemon.

Divino Maggiore: Ancora pochi passi.

La serenità lo riempiva muovendo i suoi passi. La raggiunse scorgendola, bellissima e luminosa.

Divino Maggiore: La Lama del Solstizio! Inpugnala e tutto ti sarà rivelato.

Atto quinto.

Come fossero nel medesimo luogo. Sehema mosse la mano a sfiorarsi il cuore e Klemon sorrise. Un luogo oscuro con una stradina di pietra. Videro un ragazzo alto e bellissimo scendere dal cielo e passeggiare fra gli umani. Lo videro rubare cuori e rapire sguardi. Desideroso di divenire come suo padre. Gadgarat era ossessionato da quel desiderio e così posò il proprio seme in due donne senza sapere che ve ne sarebbero nati abomini. Presero l’egoismo umano e l’esser divini del padre. Così le due creature disseminarono sangue e sete di potere. Dunque il Divino Maggiore incatenò Gadgarat e forgiò una lama apparentemente di ferro. Ella fu posta dinanzi Gadgarat e rifletté la percezione della divinità facendola propria. Fiori della bellezza divina furono strappati e lquinizione posta per generare la Lama della radura, questa fu la vera creazione dell’arma. La Lama percepì il tormento degli uomini ed il terrore riflettendolo e facendolo proprio, i due abomini finirono sigillata in essa così come i ricordi umani ed infine donata agli elfi.

La storia si stava concludendo.

Sehema: Presto torneremo alla realtà. – fissò l’uomo.

Klemon: Ti ruberò un bacio per poi restituirtelo quando il tuo sguardo si poserà nuovamente su di me.

Le due labbra si unirono trepidanti di passione, poi svanirono dividendosi.

Atto sesto

Osservò i due dare ordini agli uomini corteccia. Hubert fece cenno ai suoi di indietreggiare. Fret ed Oromat riuscivano a tenere le creature a distanza con le lame mentre Gladem muoveva velocissimo l’arco. I quattro si sincronizzarono. Hankia e Furuten li osservavano. Hubert estrasse l’enorme ascia. Fret ed Oromat fecero indietreggiare i nemici mentre Gladem colpì quelli che si avvicinavano. Hubert colpì gli alberi facendoli precipitare verso i nemici. Fu a quel punto che ne approfittarono per fuggire. Grazie allo scompiglio Hubert ebbe il tempo di estrarre delle pozioni mimetiche. Magie in grado di renderli invisibili per poco tempo. I quattro si dileguarono facendo meno rumore possibile.

Atto settimo

Ruzzolò a terra. Klemon impugnava la Lama del Solstizio. Percepì l’energia creata per contrastare la Lama della Radura. Vide Alaghen, il principe degli elfi, scoprire del vicino ritorno dei draghi e giungere dai suoi tre generali. Lo vide evocare antichi spiriti e strani poteri pervadere i tre.

Alaghen: Doni giunti dal Maggiore, scritti antichi posti a guidarci. Maledizione eppur dono, contrastanti fra di loro. Il primo per guidare e nel sogno illudere in eterno, il secondo per cielo e terra, grembo funesto! Infine il terzo per il tramonto e l’eternità a chiunque porgere!

La visione cessò. Strinse la Lama sollevandosi in piedi.

Atto ottavo

Sotto ordine di Dovotam gli arcieri sollevarono gli archi. Duncan ed Hamuf si nascosero dietro la carcassa del drago. Sentirono decine di passi, i soldati li stavano circondando. Il drago crollando aveva causato delle crepe nel pavimento. L’unica via di uscita era nel piano inferiore.

Atto nono

Vide brillare nel cielo sotto i raggi del sole. Marekad osservò i nani fermare le catapulte. Il drago celeste precipitò al suolo sotto i colpi dei macigni. L’uomo osservò i soldati tornare alla costruzione delle catapulte.

Marekad: Un unica liberazione è possibile per Hagem’hdal! Dovremmo raderla al suolo, la Lama sta attirando i draghi.

L’esercito era quasi giunto a destinazione. Lui non lo sapeva ma in quel preciso momento Derim stava uscendo dalle catacombe con la Lama della Radura.

Atto decimo

Avanzò lungo la boscaglia, poi improvvisamente lo vide. Il lucente palazzo reale di Hagem’hdal, Klemon supponeva che la propria amata fosse ancora bloccata al suo interno. Il tempo era passato velocemente per loro, appena qualche istante. Ebbe il tempo di dirle unicamente una frase. Forse per amore o altro sentimento, egli inconscientemente non pensò a domandarle niente.

Non aveva idea del fatto che vi avrebbe trovato solo il consiglio dei nobili ad attenderlo. Corrotti ed assetati di sangue.

Fine episodio.

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


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