PERTICA D’ALTICO
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: IL BAMBINO DEL BURRONE
- Episodio 2: ELENA CABALLARIO
- Episodio 3: LE PAURE DEL POLIZIOTTO
- Episodio 4: LA PRIGIONE AI PIEDI DEL MONTE
- Episodio 5: IL VALICO DELL’ALBA
- Episodio 6: GIULIO CABALLARIO
- Episodio 7: NASCONDERSI IN UNA SPELONCA
- Episodio 8: IL DISEGNO
- Episodio 9: LUIGI CABALLARIO
- Episodio 10: INDAGINI E RICORDI
- Episodio 1: INIZIATIVA PERSONALE
- Episodio 2: L’INTERROGATORIO
- Episodio 3: I BOSCHI SUI MONTI
- Episodio 4: LA LUNA E IL CIELO
- Episodio 5: LA GUIDA
- Episodio 6: SOGNI E INCUBI
- Episodio 7: SILENZI
- Episodio 8: MORTE SUI MONTI
- Episodio 9: MENZOGNE
- Episodio 10: ESTASI MACABRA
- Episodio 1: CHIACCHIERATE
- Episodio 2: SPREGEVOLEZZA
- Episodio 3: IL SIGNOR BALDUZZI
- Episodio 4: PERTICA D’ALTICO
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
CITTÁ
«Va bene la pista, ma mi devi spiegare dove stiamo andando precisamente.»
Erano rimasti imbottigliati in un traffico insolito, fermi sotto un sole cocente e con delle temperature da serra. Cleros aveva abbassato del tutto il finestrino, in cerca di frescura, ed effettivamente un po’ d’aria era riuscita a penetrare nell’abitacolo, anche se il problema permaneva.
«E pensare che fino all’altro ieri pioveva tutto il giorno. Non si capisce più nie-»
«Ti ho chiesto dove stiamo andando» lo interruppe Gregorio.
«Se ci tieni tanto: stiamo andando a Pertica D’Altico.»
«Il motivo?»
Aveva cominciato a picchiettare con le dita sul finestrino del proprio lato.
«Un mio amico ha denunciato la scomparsa di un uomo, ma c’è qualcosa che non torna.»
«Ovvero?»
Erano avanzati di qualche altro metro. Qualcuno suonava il clacson invano, altri si lamentavano sbiascicando ingiurie e parolacce varie facilmente intuibili leggendo il labiale.
«Qualche giorno fa un suo conoscente ha accompagnato un escursionista in montagna, ma ad oggi non è ancora tornato a casa.»
«E la novità quale sarebbe? Molte persone si fermano anche per quattro o cinque giorni nei campeggi a dormire e bivaccare. Non vedo nulla di eclatante o di strano, sinceramente. Si sarà fermato ad aiutare quell’escursionista.»
«Quest’uomo gestiva un circoletto in paese» distolse per un attimo lo sguardo dalla strada «e non restava mai fuori casa per più di un giorno. Ti sembra normale che una persona scompaia all’improvviso, senza motivo e senza avvisare nessuno?»
Incrociò gli occhi di Gregorio, sfuggenti come mai prima d’ora.
«No non è normale, ma non capisco cosa c’entri con me e con tutto l’ambaradan di Elena.»
«Ti ricordi dove andava tua sorella dopo i litigi coi tuoi genitori?»
L’altro tacque. Avrebbe tanto voluto prendersi a schiaffi per aver dimenticato quel dettaglio.
Elena aveva sempre adorato la natura, ed era capace di trascorrere da sola o insieme a suo padre mattinate e pomeriggi interi sulle montagne di Pertica D’Altico, sempre dopo aver fatto rigorosamente visita a sua nonna. Non che le dispiacesse, sia chiaro; Elena amava sua nonna, e sua nonna amava lei e i suoi fratelli.
Tutt’altro poteva dirsi di sua madre. Ella era più propensa a recarsi in città, sia per le sue spese folli sia perché mal sopportava la suocera, rigida oltre ogni limite nei suoi confronti: ma era proprio l’importanza data da sua madre all’apparenza, ai vestiti e a tutte le altre stupidaggini a irritare sua nonna.
Come biasimarla pensò. D’altronde, pure lui ora odiava quei modi di fare così stupidi…
Ma Elena adorava anche Pertica: le stradine strette, i vicoletti, i budelli di case e balconi l’avevano rapita fin dal primo momento; il vicino sentiero di montagna e la scoperta di una piccola casetta abbandonata nel bosco, invece, erano stati l’ulteriore manna dal cielo. Scappava proprio lì quando litigava con sua madre e suo padre, e vi restava intere ore, da sola, a piangere, salvo poi ritornare a casa in autobus o accompagnata dalla vicina della nonna.
«Forse tua sorella è lì» disse Cleros.
«Lo spero.»
CITTÁ
Il clangore dell’ascensore appena partito avrebbe terrorizzato chiunque, e quasi sicuramente, anche gli animi più impavidi avrebbero desistito dall’utilizzarlo se, prima di entrarvi, avessero udito il rumore generato dalla cabina. Ma poco importava. Ormai, si trovava in quel bugigattolo.
«Speriamo di arrivarci vivi al quinto piano» disse il commissario. Non aveva tutti i torti: la manutenzione, in via dei Mille, non era minimamente contemplata né dai condomini né tanto meno dall’amministratore (vedasi le povere aiuole all’esterno).
Dopo preghiere varie, le porte si aprirono, e l’appartamento del signor Balduzzi gli comparve proprio di fronte. Bussò dapprima col campanello, poi battendo coi pugni, ma nessuno rispose. Si accostò allora alla porta con una graffetta riuscendo a forzarla dopo tanti tentativi. Si guardò intorno, stando ben attento a non farsi notare.
Ci sono occhi e orecchie indiscrete ovunque, pensò. Gli stessi occhi e orecchie che gli avevano inviato quella lettera, tuttavia.
A primo acchito, non vi era nulla fuori posto. Si addentrò nei corridoi, nelle stanze della casa: in camera da letto, vi erano poche cianfrusaglie sul comodino, un pacchetto di sigarette semivuoto, le carte di qualche caramella, alcuni bigliettini. Ne prese uno: Meglio così. Caldo di sera, Fresco di mattina. Tutti e 2.
Poi ne prese un altro: 3 il primo giorno, 4 il secondo. Cerca di aumentare.
«Non hanno il minimo senso.»
Li ripose nella tasca e si soffermò sul letto rifatto, sui mobili puliti. Controllò sotto il letto, nei cassetti: tutto in ordine. Si spostò nelle altre stanze.
Nel saloncino, sulle mura della stanza, campeggiavano i poster di vari cantanti, i divani erano come nuovi e un tavolinetto di vetro smagliante con delle caramelle sopra luccicava, tanto era pulito.
«Che cosa vuoi nascondere pulendo casa?» domandò. L’immagine di Michael Jackson, di fronte, lo osservava inanimata. Chi posizionerebbe dei poster in un salone, alla vista di possibili ospiti, e non in una stanza più ”intima”?
Probabilmente quel Balduzzi oltre ad essere un fantasma era anche un mezzo folle. Quando avevano deciso di approfondire il suo rapporto con Elena Caballario credevano di aver trovato finalmente il soggetto giusto, la cosiddetta ”fonte” da cui ricavare una quadra per tutto o, per lo meno, un dettaglio che avrebbe portato a una scoperta concreta. Ma dovettero ricredersi; su di lui non emerse nulla, niente di niente. Tuttavia, la sua relazione con la Caballario aveva fornito tante piccole sottigliezze, che unite tra loro, avevano un po’ diradato la foschia che avvolgeva la famiglia della donna, pur non avendo ancora ottenuto un quadro completo della situazione. Anche Elena era un fantasma; un mistero vivente.
Visitata una stanzetta e un piccolo ripostiglio al cui interno aveva trovato solo scope, secchi e un quadretto gettato a terra alla rinfusa, decise di spostarsi in bagno, sperando di trovare almeno un indizio: pulito anch’esso, gli asciugamani asciutti e come nuovi.
Si chiese cosa fosse successo di tanto strano in quella casa. Raggiunse il balcone e lo aprì; volle affacciarsi. Di sotto, rivide le aiuole coi fiori mezzi smorti che gridavano aiuto, assediati com’erano da erbacce e da qualche cartaccia buttata lì dal solito deficiente di turno.
«Sei un fantasma.»
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: CHIACCHIERATE
- Episodio 2: SPREGEVOLEZZA
- Episodio 3: IL SIGNOR BALDUZZI
- Episodio 4: PERTICA D’ALTICO
Un’atmosfera opprimente descritta molto bene, che episodio dopo episodio svelano qualcosa ma lasciano nuovi dubbi.
Bravissimo 👏🏼
Michael Jackson che guarda dalla parete lo riterrei un indizio: secondo me, chi ha messo quel poster non è un pazzo, ma un fan o un musicista. Bravissimo, Alfredo!👏👏👏