Pesca grossa
Serie: Buio al tramonto
- Episodio 1: Pesca grossa
- Episodio 2: Qualcosa che mi appartiene
- Episodio 3: Nicholas
- Episodio 4: George Robertson
- Episodio 5: Eliah Blackthorne
- Episodio 6: La pagina mancante
- Episodio 7: La svolta
- Episodio 8: Telefonata
- Episodio 9: Senza pensarci su
- Episodio 10: Allucinazioni
- Episodio 1: Padre Holmes
- Episodio 2: Tracce di un tempo andato
- Episodio 3: Ordine
- Episodio 4: Robert Collins
- Episodio 5: La casa
- Episodio 6: Torta di ciliegie
- Episodio 7: Wendy
- Episodio 8: Desideri
- Episodio 9: Prospettive
- Episodio 10: Sulle rive del lago
- Episodio 1: Versioni dei fatti
- Episodio 2: Arrivederci
- Episodio 3: Il primo sogno
- Episodio 4: Il servitore
- Episodio 5: Emorragia
- Episodio 6: (Quasi) in manette
- Episodio 7: Salvato all’ultimo
- Episodio 8: Rottura
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Prologo – 1
Rotten Bridge – Stato del Montana
Sulle acque placide del Lago Makoyi, circa trecento metri al largo dalla spiaggia di sabbia artificiale, una barchetta di legno dalla vernice bianca scrostata dondolava mossa dalle onde. Sulla panca centrale, un vecchio riposava con il mento appoggiato sul petto, la visiera del cappello sugli occhi e la canna da pesca fra le gambe.
La brezza soffiava, arrivando dalle montagne, trasportando l’odore salmastro del lago fino alla valle e nessuno, in quel momento, aveva motivo di credere che sarebbe successo qualcosa di rilevante. In fin dei conti, quello era soltanto un giorno come un altro, esattamente uguale ai tanti che si erano susseguiti negli ultimi cinquant’anni. Eppure, come a voler turbare quella quiete, la lenza che da un po’ di tempo sembrava aver deciso che nessun pesce avrebbe abboccato, si tese di scatto. Il vecchio si destò, e fu solo per un colpo di fortuna che la canna da pesca non gli scivolò dalle mani. Non era certo la prima volta, e senza pensarci troppo il vecchio si rizzò a sedere, piantando i piedi nudi sul pavimento in legno della barca, e strinse le mani attorno all’impugnatura usurata della canna.
“Provaci, maledetto” disse a denti stretti, gli occhi serrati che seguivano la lenza spostarsi in un moto rilassato che però preannunciava qualche mossa improvvisa.
“Devi solo provarci.”
La lenza si muoveva, tagliando l’acqua in un fruscio ipnotizzante. “Solo io e te, bestione…” ripeté ricacciandosi in bocca le parolacce che invece avrebbe voluto urlare.
Il pesce continuava a nuotare tranquillamente sotto le acque nere, quando la temperatura calò di qualche grado; o almeno fu quello che parve al vecchio. E quando la temperatura ebbe smesso di scendere, si aggiunse un’altra sensazione. Quella di non essere solo. Il sangue gli si gelò nelle vene; di colpo, senza una ragione precisa, ebbe la certezza che un uomo era seduto sulla panca dietro la sua. Ne avvertiva lo sguardo sulla pelle scottata del collo. Sentiva il suo respiro, regolare e profondo, e l’alito fetido, che sapeva di pesce marcio.
Si voltò, ma non c’era nessuno. L’odore doveva essere stato una sua impressione perché, facendoci caso, l’unico sentore che riuscì a percepire era quello che da sempre associava al lago. Pensò che forse si stava imbastardendo con pensieri ben poco rurali; con tutti quei turisti dalle città, poteva anche essere possibile. Un po’ come i pappagalli, che imparano le frasi quando le sentono ripetere.
Trovò il paragone divertente, ma non fece in tempo a ridere, perché proprio in quel momento la lenza si irrigidì, e il pesce prese a tirare violentemente verso il fondale. Il galleggiante scomparve nelle viscere del lago. Il moto a zig-zag che si era ripetuto fino a quel momento era cessato, e ora l’unica forza era quella perpendicolare alla superficie dell’acqua. Il vecchio fissò inebetito il tubo della canna, piegata in una parabola strettissima.
“Non mollare.”
Il vecchio si voltò. Qualcuno gli aveva sussurrato all’orecchio. Ma un’altra volta vide la panca vuota. Che fosse stato un suo pensiero? Poteva anche darsi; che voce avevano i suoi pensieri, poi? Non avrebbe saputo dirlo, ma la sensazione che qualcuno gli avesse parlato all’orecchio non se ne andava. Riusciva ad avvertire il calore dell’alito sui lobi delle orecchie. Rabbrividì. A spaventarlo, ancor più del fatto che nessuno era seduto con lui nella barca, era stato il tono di quella voce. Una voce stanca… come di qualcuno in fin di vita che stesse chiedendo aiuto. Lui si sentiva in perfetta forma.
Nel frattempo la lenza si avvicinava piano piano alla barca, e la forza verso il fondale si intensificava. Ora la poppa era parzialmente immersa, mentre la sezione posteriore della chiglia, che prima toccava il lago, era in vista. La barca si stava inclinando in avanti, immergendosi.
Con la coda degli occhi, fissi sulla superficie del lago, notò che il riflesso accecante del sole era sparito, e il suo posto era stato preso da un bagliore purpureo che si rifletteva nell’acqua, dando l’impressione che la luce provenisse dal fondale, più che dal cielo.
“Avanti, maledetto…” la frase gli morì in gola mentre la forza iniziava a calare, costantemente, fino a sparire del tutto. Il vecchio indugiò, lo sguardo dubbioso fisso sul galleggiante, ora nuovamente visibile. Quindi si decise a ritrarre la lenza, e prese ad avvolgere il mulinello.
Man mano che la lenza veniva riavvolta, il vecchio si rendeva conto di star tirando su qualcosa di pesante… e morto. Nessun movimento se non lo scorrere della lenza fuori dall’acqua. Nessun tentativo di sfuggire alla superficie del lago
Eccolo, finalmente, affiorare dalla superficie del lago. Per lo stupore, il vecchio perse equilibrio, aggrappandosi alla balaustra scricchiolante per evitare di finire in acqua.
“Dev’essere sui venti, questo bastardo” ghignò tra la soddisfazione e l’incredulità. Afferrò la lenza con la mano e tirò il pesce a bordo.
Qualche istante più tardi stava ammirando il pesce più grande che avesse mai pescato. Quello avrebbe potuto venderlo. Sì, avrebbe chiamato Jack, il commerciante di Helena che di tanto in tanto passava per Rotten-Bridge a ritirare del buon pesce d’acqua dolce. Un biglietto da cento, quella settimana, non glielo avrebbe tolto nessuno.
Infilò il pesce in un sacco di plastica e aprì la borsa frigo, estraendone una bottiglia di Budweiser cosparsa di brina. Si lasciò andare sulla panca e bevve a collo. Godette del gusto amaro della bevanda fermentata, cullato dalle onde del lago. Si tolse il cappello per sistemarsi i capelli, e nel rimetterselo sul capo posò lo sguardo verso il cielo. Il sole rovente era per un quarto sotto l’orizzonte, e proiettava i suoi riflessi sull’acqua placida del lago. Si estendevano tra le onde come fiamme in un campo di grano in un periodo di siccità.
Serie: Buio al tramonto
- Episodio 1: Pesca grossa
- Episodio 2: Qualcosa che mi appartiene
- Episodio 3: Nicholas
- Episodio 4: George Robertson
- Episodio 5: Eliah Blackthorne
- Episodio 6: La pagina mancante
- Episodio 7: La svolta
- Episodio 8: Telefonata
- Episodio 9: Senza pensarci su
- Episodio 10: Allucinazioni
Atmosfera ben costruita…
grazie! Spero tu possa apprezzare il seguito 🙂
Ciao Nicola, è da un po’ che volevo iniziare questa serie e sono contenta di averlo fatto. Un primo episodio teso e inquietante, scritto davvero molto bene. Sembrava di essere sulla barca con il vecchio e di percepire i suoi stessi brividi. Sei stato talmente bravo a costruire la tensione che mi sarei aspettata qualcosa di brutto e spaventoso attaccato all’amo e invece era “solo” un pesce. Bravissimo, continuerò sicuramente.
Grazie Melania 🙂
Il primo episodio mi è piaciuto molto. Scrivi molto bene, lo sai? Quando il vecchio ha percepito la presenza di qualcuno sulla barca, mi sono venuti i brividi. Bravo!
Che bello leggere un tuo commento, grazie davvero! Spero tu possa apprezzare il seguito 🙂
Ciao Nicola, lo so già che questa tua nuova serie mi piacerà un sacco. Verso gli Stati Uniti ho un sentimento profondamente contrastante, lo ammetto. Tuttavia sono affascinata da questi luoghi e dalla gente che li abita, così spaventosi entrambi ai miei occhi. Un’America rurale, radicata, poco colta. Ambienti spesso difficili da abitare.
Se poi aggiungiamo la paura, allora il fascino raddoppia.
Continuo a dirti anche che mi piace come scrivi e trovo che tu sia molto migliorato soprattutto in quel tuo modo nuovo che hai di prenderti il tempo giusto della scrittura. Inizialmente, quando ti ho conosciuto come scrittore, ti trovavo a volte frettoloso. Ora, invece, c’è una specie di maturità stilistica che ti porta a soffermarti anche e particolarmente sulle descrizioni di persone e luoghi, di gesti. Credo che questo sia un valore aggiunto che rende la lettura ancora più coinvolgente. Mi sa che prima di sera me la sono letta tutta 🙂
Ciao Cristiana! In effetti l’America rurale affascina molto anche me, ma allo stesso tempo un po’ mi spaventa; basta vedere gli avvenimenti degli ultimissimi giorni…
Spero che questa serie possa catturare questi tratti negativi, ma anche il valore delle persone che definirei banalmente “buone”.
Per me è molto soddisfacente leggere che hai notato questo cambiamento nel mio modo di scrivere: un po’ lo sento anche io, sebbene penso di avere ancora tantissime cose da sistemare. Ma non ci si arrende, giusto? E pensare che avevo paura di annoiare i lettori, con questo “dilungarmi”!
Come sempre un grazie per aver letto. Spero che tu possa apprezzare il seguito 🙂
Non ho dubbi 🙂
Un inizio movimentato e ansiogeno, mi piace!
Secondo me, il genere Horror tira fuori lo scrittore migliore che c’è in te. ?
Che piacere vederti qui, Mary!
Lo prendo come un complimenti, e forse ammetto che mi riesca abbastanza bene spaventare. Sin da piccolo mi divertivo nel dire a mia madre cose del tipo “C’è un uomo col passamontagna che sta entrando dalla finestra della mia camera”, solo per il gusto di vedere la sua reazione; spero solo (per me e per chi mi sta attorno) che non sia indice di una eventuale personalità nascosta ahaha
Sto sempre in ansia quando i fatti avvengono su un lago (o sul mare). Non oso immaginare cosa gli accadrà, poverino? Mi piace questa nuova serie, bravo!
Che piacere leggere un tuo commento, Arianna!
Sì, le storie che si svolgono sull’acqua hanno tutto un altro sapore, sono d’accordo.
Mi sa che non è finita qui per il vecchio pescatore. Bravo, Nicola, promette bene questa nuova serie??
Grazie Concetta per la lettura 🙂
Ciao Nicola, come inizio non è male. Ci sono tutti gli ingredienti per una bella storia. Bravo ??
Grazie Tiziana, spero che tu possa apprezzare il seguito!
Ciao Nicola.
Ottimo inizio! Quelle storie che partono dalla tranquillità apparente per arrivare chissà dove, dato il genere… Aspetto il seguito.
Grazie Antonio, spero di non deludere le aspettative 🙂
Ciao Nicola, un inizio placido con un sentore misterioso, un po’ ambiguo forse, data l’età del pescatore… la scena mi ha riportato alla mente un film (ormai del ’93) con Jack Lemmon e Walter Matthau, la cui trama si snoda, per l’appunto, sulle rive di un lago ed è proposta una scena piuttosto simile a quella che hai descritto, ma chiaramente senza voci strane. Ho letto la tua presentazione del personaggio che rimanda a questo racconto, ma non vi ho trovato attinenza con l’incipit qui sopra, immagino entri in gioco successivamente. Grazie per la lettura
Ciao Paolo, innanzitutto grazie a te per l’attenzione.
Effettivamente questo capitolo (e il prossimo) sono una sorta di prologo, in cui il protagonista non compare, ma lo conoscerai molto presto, se la serie ti coinvolgerà 🙂
Non conosco il film citato, ma mi hai incuriosito…
Interessante, anche se ci hai detto molto poco e lasciato immaginare parecchio. E anche il nome Rotten Bridge ha in sé un riferimento alla corruzione e alla decadenza.
Grazie Francesca! Spero che sia positivo, il fatto di averti fatto immaginare 🙂
E sì, Rotten Bridge ha qualcosa di marcio sotto la superficie, questo posso confermartelo 😉
Ottimo inizio, la serie promette bene!
@Rho Grazie Viole 🙂
Ciao a tutti! In attesa che Mina, della serie “The Place” decida come proseguire il suo cammino, inauguro la fine delle ferie con la pubblicazione del primo episodio di questa nuova serie horror 🙂