Plutone- il gatto arancione

Avevo un gatto. E quando intendo gatto voglio dire un felino di grosse proporzioni.  Una mole interessante. Dovete sapere che quando arrivò a casa aveva già 4-5 anni perciò era già grandicello. Basti pensare che i suoi 5 anni corrispondono all’incirca ai nostri 30, credo. Lo chiamai Plutone, Plu per gli amici intimi in onore di Edgar Allan Poe e del suo gatto nero, solo che il mio era arancione e più andava avanti con il tempo e più il colore si intensificava. Il gatto si era innamorato di noi e noi di lui. Da subito. Lo salvammo in extremis da morte certa in quanto il giorno in cui lo trovammo sotto casa nascosto vicino ad una macchina era debole e affaticato per via del caldo afoso. 

Non aveva bevuto acqua perciò pensammo di dargli del latte che bevve avidamente per rifocillarsi. Passò del tempo e io provai sempre più affetto per quel gatto che ormai era nostro fratello, nostro amico. Lo abbracciavo e lui mi leccava la faccia come per dirmi che ero di sua proprietà. 

A quel tempo, vi sto parlando di circa 4 / 5 anni fa, stavo scrivendo un libro horror che poi ho pubblicato successivamente e siccome ho l’abitudine di scrivere a mano su carta e poi ricopiare tutto sul pc lui era geloso del quaderno e mi saltava in grembo per attirare l’attenzione. 

Io ridevo e scrivevo il mio libro. 

Non vi è scrittore che non abbia avuto almeno una volta nella propria vita un gatto!!! 

Plutone amava il basket e guardava assieme  a mio padre le partite mentre mia madre rassettava casa e io scrivevo. Ma Plutone amava anche l’arte e le modelle in tv e quando prima di Pasqua molto tempo fa andò via perché sapeva che sarebbe morto io ho tifato per lui come se fossimo al palazzetto a guardare la sua ultima partita.

Mi manca e mi mancherà sempre e nelle foto e nei video che ho a casa è ritratto lo splendore della gioia perché Plu aveva gli occhi luminosi come quelli dei bambini. 

Ciao Plutone. ♡ 

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Discussioni

  1. Ciao Roberta, “bella de gattara”! Credo che ognuno abbia il suo animale totem, ma è vero anche che sono molti i felini ad accompagnare gli scrittori. Probabilmente perché sono imperscrutabili e indipendenti, compagni e non mascotte.

  2. Strano perché generalmente noi scrittori amiamo molto i gatti e i gatti a loro volta ci adorano… ♡ ma ci sono sempre le eccezioni ovvio 🙂 grazie del commento a prestooooo

  3. Non vi è scrittore che non abbia avuto almeno una volta nella propria vita un gatto!!!
    Se è una legge, allora dovrò smettere di scrivere… I gatti non fanno per me, anche se sono come Plu! Alla prossima, Roberta.