Pravda Cafè Chronicles I

Serie: Pravda Cafè Chronicles


Sabato 5 febbraio – tavolino imbucato, Pravda Café, piazza del centro storico di una cittadina del Ponente Ligure, Italia

Tavolo ore 12, vicino alla finestra. / Una giovane coppia, lei sembra una bambola, bionda, frangione sui grandi occhi scuri e leggermente truccati, capelli lunghi, spaghetti sciolti sulla schiena magra e mingherlina. Lui abbastanza “nella media”, inizio di stempiatura, barba appena appena da fare, maglione scuro, aria seria, illuminata a momenti quando ammira la sua bambolina che attenta e indecisa analizza e perlustra il menu stampato con vecchi giornalacci russi. 

Tavolo ore 9, di fianco all’entrata della toilette. / Coppia agée, probabilmente entrambi sulla sessantina avanzata, un mezzo di vino rosso per accompagnare forse un secondo di mare, già che siamo in Riviera. Entrambi hanno l’aria seria, lo sguardo perso nel vuoto. Lei porta anelli e bracciali preziosi, come a dichiarare al mondo la propria agiatezza economica, antica o attuale poco importa. Lui ha l’aria di chi ha riso e fatto ridere tanti e tante, le tonde orecchie forse si arrossiranno al prossimo sorso di vino. Grosse manone callose che ancora ricordano le dolci carezze alla giovane sposa, che invece, probabilmente, le sta dimenticando poco a poco, forse le ha già dimenticate.

Tavolo ore 11, l’unico da quattro posti, in mezzo alla sala. / Quattro amiche al bar. Spritz, vino rosso, spumantino leggero, long drink accompagnano la curiosità per il buffet happy hour che ogni ventina di minuti si arricchisce di una nuova portata. La rossa forse è leggermente affascinata dal barista spudoratamente americano, ma ancora il rosso non è salito alla testa, e il pudore da trentenne in pieno possesso della propria vita ha ancora la meglio sull’istinto ormonal-adolescenziale. Il quinto incomodo si fa con un gran sorriso perdonare l’evidente ritardo. Si sistema capotavola, unico maschio padrone del suo tavolo di donne. È l’uomo della rossa, ecco perché le occhiate al barista erano solo accennate… Le altre continuano il ciapetto, noncuranti delle piccole ordinarie effusioni dei piccioncini appena riuniti all’angolo del tavolo. La mora dello spumantino ha l’aria malinconica, forse il fantasma di un principe appena svanito. La moretta, nonostante le otto ore di ufficio, pare pimpante. Il sorriso e la parlantina, certo aiutati dallo spritz, che fa così fashion, non sembrano né stanchi né stravolti come dichiarano. Terza mora, caldo maglioncino verdone di lana, probabilmente la più giovane e la più alta del gruppo, sicuramente la meno truccata e ingessata. L’uomo tentenna a infiltrarsi nella conversazione delle donne, e opta per una pausa sigaretta, magari sperando in un attimo di pausa del cameriere americano, sicuro compagno di chiacchiere più mascoline. Con una battuta sulla vodka e una risata, l’intesa tra maschietti scatta. Si sarà accorto dei furtivi sguardi della morosa verso l’appena guadagnato complice?

Serie: Pravda Cafè Chronicles


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