Principe cinese

Kai-ma si svegliò un giorno, non aveva ben chiaro cosa gli fosse successo la giornata prima, né gli ultimi tempi. Si era risvegliato con uno strano torpore e capì subito che era tanto che dormiva e non muoveva il proprio corpo.

Sono rimasto immobilizzato… quanto a lungo?

La bocca la poteva usare, la adoperò per articolare un «Aiuto», ma nessuno gli diede ascolto.

Da solo, si sgranchì le membra apposta per rimettersi in sesto.

Ci mise un po’.

Alla fine, nudo, fu in grado di tirarsi su a sedere, scendere dal letto, camminare fuori dalla stanza.

Non c’era nessuno.

Nella maniera più assoluta.

Ancora nudo, fiero del suo corpo, andò alla ricerca di qualcuno disposto a spiegargli che diamine stava succedendo.

Si mosse come in un sogno.

Perché tutto quel che c’era intorno a lui era vuoto, deserto, anche se gli orologi avvertivano che era mezzogiorno? Quella doveva essere ora di punta, la gente andava a pranzo, si lavorava comunque; il traffico di macchine, moto, autobus, qualche bicicletta… niente di simile, la folla di tutti i giorni era svanita. Ma poi, per Kai-ma faceva differenza? Lui non conosceva nessuno e nessuno conosceva lui, non era che questa scomparsa di massa fosse un grande cambiamento nella sua vita.

Kai-ma scacciò il senso di surrealtà che gli stringeva la gola, si impose di sentirsi felice, finché non incappò in un negozio di televisori.

Entrò, vide che nessuno funzionava, scelse quello che più si addiceva al suo lignaggio, e lo accese.

Si trattava di un canale all-news britannico e, per coincidenza, il mezzobusto stava parlando della sua città:

«… a seguito del diffondersi dell’epidemia anti-han, tutti i cinesi al mondo sono morti. Alcuni virologi hanno scoperto che la malattia, molto contagiosa, aveva un tasso di mortalità del cento percento se ad ammalarsi era un cinese etnico, ma se era una persona di un’altra etnia, magari pur sempre mongola, il tasso di mortalità scendeva all’uno percento. Adesso gli investigatori delle Nazioni Unite stanno cercando di capire chi si è macchiato di questo spaventoso genocidio, perché la malattia è stata di sicuro creata dall’uomo…».

Kai-ma si guardò le mani, allibito, ricordò tutto. Era stato lui a creare la malattia in laboratorio e aveva lavorato all’antidoto, era stato l’unico a iniettarsi l’antidoto:

Perché ho sempre voluto essere l’unico han sulla faccia della Terra. Ho fatto come la strega di Narnia. Io sono il principe cinese. Non si sentì un mostro.

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