Prologo

Serie: Control


Nyx Sander, una semplice ragazza alla ricerca dell'controllo interno. La vita è imprevedibile, nessuno sa cosa aspettarsi e Nyx non ne fa eccezione. In un mondo dove la cattiveria e i tradimenti sono dietro l'angolo, riuscirà la nostra protagonista ad uscirne illesa?

<<Lucky…dove sei? Lucky so che sei qui da qualche parte…dai esci fuori.>>

Sentivo la sua voce, sentivo i suoi passi, il suo respiro, la terra che tremava sotto i suoi passi, sentivo tutto ma speravo tanto che lui non sentisse nulla. Ho sempre amato la solitudine o forse mi hanno insegnato ad amarla e quindi stare al buio da sola dentro un armadio non mi pareva tanto strano. 

Ad otto anni, la vita mi aveva già insegnato quando e come passare inosservata, mi aveva già insegnato ad osservare in silenzio e mi aveva già spezzato, ma questo passava inosservato quasi come tutto il resto.

Lo sentivo ancora, i suoi passi si avvicinavano sempre di più, sapevo di non avere via di fuga, sapevo che l’unica uscita fosse anche l’unica entrata e sapevo che il mostro mi stesse aspettando sull’uscio.

<<Lucky…Lucky…esci fuori, non devi temermi. Io ti voglio bene, ti amo piccolina. Esci fuori.>>

Ti amo

Ripeteva sempre queste parole, le diceva di continuo come se fosse un mantra malato, come se oltre a convincere me dovesse farlo anche con se stesso. Ho sempre odiato quelle parole, le attribuivo a delle azioni e sensazioni terribili. Non avevo nulla di bello a cui attribuirle e non capivo nemmeno come facessero le altre persone a farlo. Non devi temermi, diceva sempre anche questo ma non era mai vero perché io lo temevo e tanto. Ero terrorizzata, non da quello che faceva a me, ma da quello che succedeva intorno a me.

<<Eccoti qui, piccola Lucky… adesso io e te ci divertiamo.>>

Mi aveva trovata. Di nuovo. Voleva di nuovo giocare, ma io odiavo tutto questo. Odiavo il nome che mi attribuiva, odiavo il suo tocco, le parole che utilizzava, le sue azioni e la sua voce. Quella voce che riconoscerei tra mille, quella voce che mi è entrata dentro e non è più uscita. Quella voce che continua a mangiare le mie viscere e contorcere la mia mente.

Avevo pochi ricordi della mia infanzia e tutti quelli che ricordavo, speravo solo di dimenticarli prima o poi.

Serie: Control


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