Rinascita

Serie: Amore d’estate


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Zack ritornó ad essere felice

Zack cercava di non pensare molto a Jessie, che stava incominciando ad ignorarlo molto spesso, il loro discorso un altro po’ non arrivava neanche al “come stai?” che lui gli mandava sempre. Quindi, nel frattempo incominciò a legare molto con alcuni compagni di classe, grazie alla fiducia trasmessa da quelli in vacanza. I ragazzi conosciuti in vacanza ormai non li sentiva più,al massimo solo per scambiarsi gli auguri,ma Matt gli chiedeva anche di incontrarsi e lui rispondeva sempre allo stesso modo “Non lo so se posso e se riesco a venire dove risiedi e in vacanza non penso che tornerò di nuovo lì, magari il prossimo anno andrò con mio fratello”. In realtà non voleva più averci nulla a che fare, perché pensava che con il tempo li avrebbe delusi per il suo essere e che era già molto felice che siano improvvisamente apparsi nella sua vita, che abbia vissuto quei bellissimi momenti in vacanza con loro e che lo abbiano cambiato, come se incontrarli facesse parte del destino, voleva quindi vivere con quel bellissimo ricordo. Intanto legò molto con tre ragazzi della classe: Joe Sinn era un ragazzo di 17 anni, basso, cicciottello, con un viso paffuto, capelli ricci, corti e castani, occhi marroni, senza un filo di barba, carnagione chiara, labbra sottili, naso a patata e orecchie a sventola. Era un ragazzo timido, antipatico, ma talvolta anche simpatico e assumeva un atteggiamento di odio e disprezzo verso l’umanità nel suo complesso, quindi anche lui era un misantropo; Kyle Larsen era un ragazzo di diciassette anni, alto, capelli corti e biondi, barba folta, carnagione chiara, labbra sottili, naso ad aquilino e orecchie a punta. Era un ragazzo molto sociale, di una gentilezza unica e solare. Dan Clik era un ragazzo di diciassette anni, di media altezza, capelli lunghi, ondulati e neri, barba ben curata, carnagione scura, labbra carnose, naso greco e orecchie quadrate. Era un ragazzo timido, solare, testardo, con un’ironia un po’ banale, come se fosse ancora un bambino, ingenuo, gentile e non pronunciava alcuna volgarità, insomma era il figlio che tutti vorrebbero avere. Incominció ad uscire con loro e la sua vita tutto d’un tratto migliorò. Non solo perché incominció per la prima volta ad uscire con degli amici, ma anche perché acquisì maggiore autostima, parlava per la prima volta con una ragazza, che riteneva non solo bellissima, ma diversa dalle altre… unica. Pensava che anche se Jessie l’avesse abbandonato del tutto, comunque rifarebbe tutto quello che ha fatto altre cinquanta volte, non si sarebbe pentito minimamente di averla conosciuta, di aver avuto il coraggio di parlarle, perché tutto questo non ha fatto altro che migliorarlo, farlo acquisire esperienza con le ragazze, e grazie a lei scoprì il suo lato da scrittore, da romantico, infatti non sarebbe andato più all’università per fare giurisprudenza, ma per fare lettere, aveva scoperto la sua strada. Passò un mese in cui Zack uscì insieme ai suoi amici e in cui Jessie non lo rispose, ma comunque non riusciva neanche per un secondo a non pensare a lei e gli scrisse qualche messaggio. In quei messaggi gli domandava semplicemente di spiegargli il motivo per cui lo stesse ignorando completamente, se avesse fatto qualcosa di sbagliato, ma lei lo aveva sempre ignorato, finché non glielo scrisse per l’ultima volta e lei dopo una settimana, finalmente lo rispose “Stupido, è ovvio che penso a te, scusami, ma questo mese sono stata piena di compiti che mi stanno tormentando”. Zack vide il messaggio dopo qualche ora perché dormiva, perché voleva evadere per qualche istante dall’ansia che lo affliggeva, e voleva subito svegliarsi sapendo se l’avesse risposto o no. Rimase allibito, stupito, non si aspettava minimamente una risposta da parte sua, in quel momento vennero a galla sentimenti contrastanti, una felicità immensa, ma anche molta rabbia, perché oltre ad averlo ferito, rifletteva sul come fosse possibile che non abbia impiegato nemmeno un secondo per scrivergli un messaggio, per pensare a lui. Inizialmente non voleva rispondergli, ma alla fine, pensando a come lo avesse fatto sentire felice quando si sentivano spesso, e distrutto quando pensava di averla persa del tutto, decise di rispondergli. Non aveva idea di cosa scriverle, quindi si prese un bel po’ di tempo per riflettere e alla fine gli scrisse “Ah ok, scusami se ti ho assillato, ma ero molto preoccupato”. Decise quindi di tenere da parte il rancore e fece fuoriuscire la parte entusiasta e felice di se stesso. Dopo si distese sul letto con lo sguardo verso il soffitto, cercando di capire se avesse preso la scelta giusta, pensando se lei dovesse ignorarlo nuovamente e se tenesse davvero a lui. “Non ti preoccupare, ci tengo a te” scrisse Jessie. Zack non poté far almeno che sorridere, nonostante fosse molto perplesso. “Sei un mio caro amico” continuò Jessie. In quel momento Zack non capiva cosa dovesse pensare, cosa significava? voleva fargli capire che non provava lo stesso? oppure voleva semplicemente fargli capire che tenesse molto a lui, senza far trapelare i suoi veri  sentimenti? Continuando a riflettere si chiedeva anche che avendolo ignorato per un mese, quindi non avendo utilizzato neanche un minuto per scrivergli, come poteva provare qualcosa per lui? Non sarebbe mai riuscito per un mese a non pensare a lei, a non scriverle almeno un messaggio, seppur avendo tutti gli impegni del mondo, quindi era in seria difficoltà su come agire. Si rese conto che tutto quello stress non avrebbe risolto nulla, quindi voleva semplicemente continuare a contattarla e attendere l’evoluzione del loro rapporto, e gli rispose “Anche tu”. E continuò a contattarla nei giorni a seguire, chiedendogli sempre le stesse cose, ossia come stava e cosa facesse, ma la conversazione non andava oltre queste domande, non solo perché Zack non aveva idea di come continuare e desiderava che lei mettesse in mezzo un argomento, ma Jessie a un certo punto della conversazione lo ignorava, questo continuò per giorni. In altri, invece, lo ignorava completamente. Ma nonostante questo, lui era comunque felice, perché solo la consapevolezza di continuare ad avere un rapporto con lei, costituiva una possibilità di ricreare il legame che tanto lo rallegrava e che lo faceva sognare.

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Discussioni

  1. Ottimo percorso, l’amore per una persona non deve escludere il resto del mondo attorno a noi (famiglia e amici). E’ pericoloso orbitare attorno ad un unico sole, l’universo è grande.