Rispetto – Fiducia – Prevenzione

Serie: Konnichiwa Tokyo

Prevenzione, prevenzione, prevenzione, o meglio, ci tengo molto che non ti faccia male. Si percepisce in molti aspetti , a partire, come già raccontato, dall’indicazione della posizione del defibrillatore nella carrozza del treno, e poi, ad ogni angolo della città, ci sono ovunque guardiani che sono li per proteggerti. Anche se vuoi non puoi farti male.

Un guardiano, che sosta costantemente davanti alla porta secondaria di una grande galleria di negozi vicino ad una strada, si mette di fronte alla porta a braccia aperte per bloccare i pedoni ad ogni passaggio di qualsiasi mezzo: macchina, moto, bicicletta; ma il bello è che fa questo anche se non passa nessun pedone.

Ad ogni stazione metro ci sono guardiani che controllano che nessuno oltrepassi la riga gialla e se non ci sono guardiani ci sono barriere.

Da perfetto italiano provo ad attraversare una strada anche se è rosso, non passa nessuno, anzi penso che sia una grande pista ciclabile, in quel momento vuota; macché, anche li un vecchietto nelle vesti di guardiano, dall’altra parte della strada mi fischia chiedendomi gentilmente di aspettare.

Prevenzione ma con gentilezza: se ci sono lavori in corso per la strada, o sui marciapiedi, gli operai ti indicano gentilmente con un sorriso ed un inchino di passare lateralmente.

La prevenzione è chiaramente legata anche alla chiarezza in tutte le indicazioni: la metropolitana è un groviglio di linee, la stazione dei treni è immensa, ma è impossibile perdersi, ci sono indicazioni chiarissime dappertutto a prova di bambino ed in questo caso non è solo un modo di dire, qui è una realtà. Prendendo la metropolitana alle 7.00 di mattina vedo entrare in carrozza da sola una bambina di 6-7-8 anni vestita da scolaretta con un libro aperto in mano. Si mette a sedere davanti a me, è molto assorta a leggere il suo libro ma anche attenta a vedere la stazione in arrivo. Indossa degli occhialoni orrendi ma dietro quegli occhialoni è bellissima e dolcissima. Nella copertina del suo libro c’è un punto interrogativo ed anche io ne ho uno grande nella mia testa. Può una bambina così piccola girare da sola per la stazione di Tokyo e prendere la metro? La risposta è – certamente si! – come mi risponde Yuki (vedi capitolo successivo) – Noi ci fidiamo totalmente, alla bambina non può succedere nulla –

Oltre allo zainetto ha anche una borsa da signora più grande di lei, è una perfetta copia in miniatura di una donna d’affari giapponese e ripenso al fatto che i bambini giapponesi a quella età già conoscono la scrittura Haragana, che ha 50 pittogrammi, il Katakana, che ne ha altri 50 ed i più semplici pittogrammi del Kanji, che ne ha una marea ed ancora alle superiori si continuano a studiare.

M’incanto a guardarla, ma è arrivata la mia sosta, stazione centrale devo scendere. Nella stazione in cui scendo vedo molti altri bambini come lei, da soli o in piccoli gruppetti; tutti sanno perfettamente dove andare.

In tutto questo c’è il grande senso di rispetto, degli uni verso gli altri, che come risposta dà, totale fiducia nell’altro. Forse esagero un po’, ma sembrerebbe anche rispetto del governo verso il popolo, sarebbe veramente il mondo ideale, ma dopo le ultime vicende di silenzi e insabbiamenti nelle informazioni riguardo Fukushima che ancora oggi persistono, chiaramente non è proprio così.

Serie: Konnichiwa Tokyo
  • Episodio 1: San Benedetto-Tokyo
  • Episodio 2: Sanja Masturi
  • Episodio 3: Rispetto – Fiducia – Prevenzione
  • Episodio 4: Yuki fiocco di neve
  • Episodio 5: I templi di Kyoto
  • Episodio 6: Il tempio del sumo
  • Episodio 7: Ultimo giro per Tokyo
  • Episodio 8: Arrivederci Kumiko
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Un episodio questo che certamente mi ha trasmesso la meticolosità dei giapponesi verso le regole, ma anche una certa inquietudine, mi hai mostrato il lato monolitico di questo popolo, che può essere positivo, come i ragazzini che possono andare liberi, ma è davvero libertà? Comunque, proseguo, il tuo diario è davvero piacevole!