Sfida finale quando Bosch dipinse il Trittico del Carro di fieno

Serie: Le avventure di Gobleto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Ultima puntata

«Iniziamo l’esorcismo» disse l’abate, conducendo Bosch all’esterno dell’abbazia.

Bosch vide che nei prati dell’edificio religioso le mucche pascolavano pacifiche. Si genuflesse davanti all’uomo. Pregò.

L’uomo incominciò a recitare a sua volta delle preghiere in latino, si fece il segno della Croce. Bosch sentì un profondo dolore sconvolgerlo nello stomaco e da lì irradiarsi a tutto il corpo. I muscoli gli bruciavano, le ossa sembravano sul punto di esplodergli, il sangue era veleno e lava allo stesso tempo.

Urlò.

Vide un secondo Bosch ma con il volto contratto e bestiale uscire dal suo corpo e allora percepì un certo sollievo.

Il secondo Bosch veleggiò fino a un toro, un attimo dopo l’animale lanciò un muggito spaventoso.

Le mucche scapparono, il toro si trasformò: gli occhi diventarono rossi, la muscolatura aumentò di volume in maniera grottesca, il manto nero puzzava di bruciato.

Il toro caricò l’abate e Bosch.

L’abate fuggì, Bosch anche.

Si rifugiarono dentro l’abbazia, chiusero la porta.

Il toro colpì a suon di cornate il portone. Lanciava muggiti spaventosi impregnati di dolore luciferino.

«Gobleto si è trasferito nel toro, e adesso?». Bosch non sapeva come comportarsi.

«È un guaio. Potrebbe uccidere qualcuno». Il religioso si terse il sudore sulla fronte con un gesto tranquillo.

«Eppure ci dev’essere un modo. Adesso che non ho più Gobleto in me, non saprei come fare». Strinse le spalle. Lui a dire il vero doveva impegnarsi nel “Trittico del Carro di fieno”, ma la vista del demone lo ispirò per nuove figure diaboliche.

Da una finestrella scrutarono il toro che sbuffava dalle froge come se parte di una caccia selvaggia. Bosch rimase stupito al vedere che gli stavano crescendo le mammelle.

«Ho un’idea» esclamò.

«Spero buona». L’abate fece una smorfia sarcastica.

«Esco fuori e lo strozzo con le mie stesse mani».

Il capo dei monaci non proferì parola.

Bosch aveva sperato che il francescano si preoccupasse di più per lui, ma fece così lo stesso: uscì dal portone e puntò sul toro.

La creatura indemoniata lo caricò.

Prima che le corna potessero trafiggerlo, Bosch si gettò a terra e avvolse le mani alla gola della bestia. Non lo poteva strangolare come aveva sperato, ma gli pungolò i muscoli, lo morse, sentì l’afrore del pelo e pure il sangue.

Il toro scoppiò in un muggito, dopo si rovesciò a terra.

Bosch vide Gobleto abbandonare il toro e dirgli: «Da ora in poi sarai mio, soltanto mio». Bosch non riuscì a sfuggirgli che Gobleto tornò in lui. Sentì il suo corpo modificarsi, non diventò ancora più muscoloso ma al contrario le ossa gli si assottigliarono, l’organo di riproduzione fu assorbito e si accorse di avere il seno. «Non ci credo, sono diventato donna!».

L’abate gli venne incontro. «Come ho fatto a non pensarci! Gobleto, goblet, calice… Il calice, la coppa, il femmineo». La guardò con compassione. «È meglio che tu sparisca, a me le donne non sono mai piaciute: sono esseri di perdizione assoluta».

Forse Bosch sarebbe stato un pittore migliore adesso che aveva trovato l’armonia nel suo corpo.

Serie: Le avventure di Gobleto


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Ciao Kenji, davvero interessante e sempre più onirica, questa tua serie. Se tu dicessi che la stai scrivendo sotto l’influsso di qualche buona bottiglia non mi meraviglierei (prendila -ti prego- come una battuta).

    1. A dire il vero per me è un piacere quando mi dicono che sembra che io sia ubriaco quando scrivo, vuol dire che le mie idee sono originali (a volte mi chiedono se mi drogo ma… mai fatto!) Piuttosto è perché leggo tante e così ho tante idee, poi vedendo che la gente mi legge mi sento più stimolato a inventare.