SPACE ODDITY



Scrivere fluttuando. C’è questa specie di corazza che mi protegge intorno come l’esoscheletro di un coleottero, e fuori l’infinito è il respiro buio di miliardi di mondi. Dovreste provarla l’esperienza di un countdown: 16 secondi, soppressione del suono; 10 secondi, attive le turbopompe; 6,6 secondi lo scoppio dei propulsori in una deflagrazione stupenda, roboante di terrore. E poi l’apoteosi, il lancio.

E un nonnulla dopo, magari il guasto a qualche guarnizione. Il razzo propellente è andato.

– Major Tom, ci ascolta? Qui è il Controllo: può sentirci?

Pochi decimi prima di perdere Cape Canaveral, ho scelto le mie ultime parole: – Dite a mia moglie che sono pazzo di lei, lo sa…

Il globo verde e azzurro sul quale l’ho tenuta tra le braccia, e percorso strade, e gridato di gioia e di dolore, sta scomparendo bellissimo e perduto. Ma quante stelle si vedono da qui, e ho scoperto un segreto: sono tutte deserte, disabitate, non servono a nulla. Stanno lì solo a fare il cielo più bello di notte, per noi, quando guardiamo in alto.

Volevo raggiungerle, essere il primo che…, essere l’unico a… Ebbene non è questo granché, sappiatelo, essere speciali. E’ una gran solitudine, l’ho capito adesso che la pannellatura termica si è spenta e il monitor analogico sta indugiando a intermittenza sulle ultime atmosfere della miscela d’aria.

I guanti della tuta spaziale mi intralciano: serve a qualcosa scrivere, se nessuno leggerà? Soffio questa domanda, come una bolla di sapone, a raggiungere gli altri corpi che mi gravitano attorno luminosi e pieni di mistero.

Quello che proprio non credevo è che arrivasse una risposta. Sorge inattesa da qualche punto, forse è il fruscio dell’universo: come un’aurora boreale galleggia sottile sul silenzio dietro la scia di nulla che lascia la mia astronave. E’ musica, qualcuno l’ha scritta , la sento davvero come fosse mia, sento le parole: le stesse che sto segnando sulla carta. Sono le note di una canzone.

E chissà perché adesso ho la certezza che questo viaggio non andrà perduto.

 



Pubblicato in Narrativa

Commenti

  1. Sebastian

    In poche righe tre temi importanti come l’emozione dell’infinito, il sentimento dell’amore, la forza della speranza….sarebbe bello un approfondimento su uno almeno di questi temi….personalmente mi piacerebbe leggere qualcosa che lasci sospesi nell’attesa del finale, qualcosa sull’incognito dello sconosciuto