Thunder

Serie: Nuvole di fumo.

  • Episodio 1: Thunder
  • Episodio 2: Mask

L’aria era pungente, il lieve vento univa quei quattro amici fuori dal locale, legando e trascinando le note di una canzone proveniente dalla radio di qualche auto. Rue fremeva per poter aspirare il fumo di un qualsiasi tipo di sigaretta e si malediceva per averle finite esattamente prima che qualsiasi tabacchino potesse essere ancora aperto. Fingeva miseramente d’ascoltare i suoi tre amici, mentre una più di tutti, Shyla, prevaleva sugli altri due. Rue non si spiegava perché si ostinassero a frequentarla, ma aveva la macchina ed era completamente astemia, per cui ottima spalla forte per quando la maggior parte del gruppo si ritrovava con le gambe all’aria. Bessie e Freddy erano semplicemente la parte buona della sua vita, quella per cui Rue avrebbe ceduto anche l’anima al diavolo. In quel momento era poggiata contro un muretto, il piede destro che calciava dei sassolini, il sinistro immobile, e la mente che vagava nei posti più assurdi del mondo, quelli che avrebbe voluto visitare; le veniva da ridere, perché stavano solo aspettando il resto del gruppo e non faceva altro che sperare che qualcuno avesse delle sigarette. Perché questa era Rue Beckett: un’eterna egoista senza rimpianti. Cinque minuti e vado via, continuava a ripetersi, perché, oltretutto, perdeva così velocemente la pazienza da ritrovarsi sola con troppi cocktail tra le mani all’interno di un qualsiasi scadente locale britannico il più delle volte. Rue scappava, lo faceva continuamente, perché rimanere troppo a lungo in un posto non era per lei, come non lo era rimanere per troppo tempo legata ad una persona. Era giovane, libera e intraprendente per pensare a qualcosa del genere. Non le interessava minimamente dipendere da qualcun altro, con tutti quei convenevoli che non l’avevano mai convinta. Rue pensava fosse semplicemente un ragionamento logico e non le interessava se agli occhi degli altri potesse apparire errato o frivolo. Era la sua vita e nessuno poteva permettersi di giudicarla.

«Sento puzza di festa di merda.» I pezzi mancanti del gruppo si erano uniti al restante, così da formare un cerchio, includendo anche Rue, che si estraniava così tante volte che non riusciva a capire come facesse a sentirsi comunque parte fondamentale del gruppo. Alvin era esattamente davanti a lei, i capelli scuri alla meno peggio e una felpa troppo colorata direttamente dal mercatino delle pulci su Chalk Farm, che avevano comprato insieme qualche giorno prima. Aveva un’espressione disinvolta in viso e due occhiaie da far invidia a chi non dormiva da mesi. Rue non poté fare a meno di paragonare Alvin a Freddy, così fresco e pulito, e pensare che fosse, invece, così simile a Theo, un altro componente di quel gruppo malandato e distrutto dalle ferite evidenti anche a chi non li conosceva direttamente. Rue li squadrò uno ad uno, come faceva ogni volta; il suo sguardo penetrante e accusatorio finì sui particolari dei suoi amici dannati, persi. Alcuni li osservava di più, come accadde quando i suoi occhi si posarono sul belloccio di turno, capelli rossi, insignificante, perché chi parlava troppo senza fermarsi mai a riflettere, lo era. «Non guardarmi troppo, altrimenti mi rovini.» Si ostinava a biascicare quando incontrava lo sguardo freddo e distaccato della ragazza, che non lasciava via di scampo proprio a nessuno; e Jamey rideva, perché è sempre stato uno attento alle situazioni, a quello che lo circondava e non voleva perdersi proprio nessun dettaglio della vita, per poi riportarlo su carta. Bessie era gelosa, perché quella bella risata di Jamey era riservata solo agli atteggiamenti scostanti di Rue; Bessie non era affatto come la sua migliore amica, non aveva il suo caratteraccio e i suoi occhi scuri che parevano contemporaneamente freddi, glaciali. Forse per questo sembrava interessare a Jamey: se Rue non era un enigma in carne ed ossa, allora questi non erano mai esistiti.

Le labbra carnose di Jamey tenevano ferma una sigaretta a metà, quando a Rue venne in mente di sfilarla lentamente da esse, portandola alle sue, tinte di un colore fin troppo forte come la sua personalità. Il ragazzo non osò lasciare uscire una parola dalla sua bocca, mentre osservava l’enigma che non riusciva a risolvere prendere vita con della semplice, maledetta nicotina. Jamey afferrò il pacchetto, l’ultima sigaretta per dividere il silenzio che circondava solo lui e Rue, insieme alle nuvole di fumo che il vento trasportava nella stessa direzione, quando una richiesta improvvisa da Bessie, accostata ad un sorriso smagliante, distrusse tutti i pensieri che si stavano accatastando nella mente del ragazzo. Le porse il pacchetto, l’ultima sigaretta in balia di quella ragazza dal cuore in frantumi per colpa sua e Rue, che intanto aveva già capito ogni cosa, continuava a fumare imperterrita, come se ciò non la riguardasse minimamente. Alvin sapeva, eppure pensava che Rue avrebbe potuto fregarli tutti se solo l’avesse voluto.

La musica era un costante rumore obbrobrioso, ma sembravano pensarlo sono lei e Freddy. Rue lo considerava un’anima pura, una di quelle che, se solo fosse esistito, avrebbe avuto un posto d’onore in paradiso. E mentre questi pensieri si accastavano velocemente nella mente di Rue, tirò Freddy in un abbraccio veloce, quasi per rassicurarlo, proteggerlo, perché le è sempre sembrato troppo debole per affrontare qualsiasi situazione. Magari Rue si sbagliava e Freddy glielo avrebbe dimostrato. «Ora andiamo a bere.» Gli aveva detto, piano, trascinando involontariamente la maggior parte del gruppo, alzandosi dagli sgabelli in ferro battuto accostati attorno al loro tavolo. Erano rimaste solo Bessie e Shyla in compagnia di Dylan, le uniche a non aver capito che faceva il galante solo perché voleva portarsele entrambe a letto. «Un old fashioned e un moscow mule, grazie.» In realtà aveva deciso Rue per entrambi, ma Freddy ormai non ci faceva nemmeno più caso. Era divertente vederla spremersi le meningi per non sbagliare, per riuscire sempre a sorprendere chi la circondava, perché non riuscire nel suo intento era la cosa che più odiava al mondo. Rue era fatta così ed erano tutti, o quasi, convinti che non sarebbe mai cambiata. Jamey, invece, non la pensava così; credeva di conoscere abbastanza Rue da poter affermare che una come lei cambiasse costantemente per le mille e più sfaccettature che si ritrovava ad assumere, probabilmente involontariamente.

In quel momento evitava spudoratamente le attenzioni del barista, che di lì a poco Rue avrebbe mandato al diavolo su due piedi, senza alcun problema. Rue Beckett si faceva notare, mostrava a chiunque, senza malizia, quanto interessante e stupefacente fosse e nessuno faceva a meno di accorgersene. «Si può fumare qui dentro?» Alvin aveva posto una domanda generale, perché, appena terminato il suo cocktail da quattro sterline, aveva cominciato ad annoiarsi così tanto da sentire mancare l’aria. Rue, senza pensarci due volte, mise un braccio attorno alle spalle strette di Alvin, poco più alto di lei, mentre un sorriso sornione non abbandonava il suo volto asciutto dal colorito spento. Il ragazzo non si oppose, nessun insulto o imprecazione ad alta voce da sovrastare la musica orrida, quella volta rise e si lasciò andare. Era pur sempre Rue, e nessuno avrebbe opposto resistenza. «Solo se offri una sigaretta a questa brava ragazza!»

Serie: Nuvole di fumo.
  • Episodio 1: Thunder
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    Responses

    1. Spezzato di vita urbana magistralmente descritta nei dettagli. Lo stile è liscio e la storia fila tra nuvole di fumo. Mi è piaciuto anche se ho avuto un po’ di difficoltà nel ricordare tutti i personaggi, ma già te lo hanno scritto, vedremo nei prossimi capitoli.

      1. Grazie mille, sia per aver letto le mie parole sia per aver lasciato un tuo parere. Spero di ritrovarti nei prossimi capitoli. A presto.

    2. Ho letto questo primo episodio perché mi ha incuriosito il titolo e in effetti è stata una piacevole lettura. I personaggi sono tanti è vero e magari si fa un po’ di confusione ma sono certa che nei prossimi episodi si capirà di più e sono proprio curiosa di sapere cosa accadrà a questi ragazzi belli e dannati se così vogliamo definirli, e soprattutto conoscerli meglio!

      1. Come hai detto tu, ho risposto precedentemente per quanto riguarda la questione dei personaggi. Seguo un filo logico, ognuno avrà una storia, per questo era fondamentale presentarli nel primo capitolo, tutto qua. In ogni caso, ti ringrazio per aver letto le mie parole, mi ha fatto molto piacere.

    3. Il tuo stile narrativo mi piace moltissimo , questo gruppo apparentemente fuori dai ritmi mondani ricerca un suo beat e ha il suo ritmo , tenuto da questa ragazza esuberante dalle tinte forti. Sai tenere l’attenzione , questi personaggi sembrano usciti da una nube di fumo urbana , in loro si mescolano i loro inferni , colano in bicchieri sempre tropo pieni che in realta’ non riempiono il vuoto , incolmabile per alcuni. Rue è solo la voce di questo disagio , criticata o amata sa dare il tono al gruppo. Come una spugna che assorbe il bagnato che si riempie gli occhi di quello che vede. Mi sei piaciuta molto , continua così , hai carattere!

    4. Questo primo episodio potrebbe essere un racconto, non lascia molti punti in sospeso nel lettore ma rimane comunque un pò di curiosità nel capire meglio questa enigmatica quanto affascinante Rue.
      La scrittura fila via liscia e i personaggi, sebbene solo tinteggiati, rendono piuttosto bene il genere di ragazzi che sono.
      Ti faccio solo un appunto (a mio modesto parere): ci sono un pò troppi personaggi in poche righe e il rischio è quello di far perdere un poco il lettore fra quei nomi. Forse, ma solo forse, avresti potuti presentarli un pò alla volta, magari spalmati nei primi episodi in modo da lasciare il tempo a chi legge di assuefarsi alla loro presenza.
      Alla prossima lettura.

      1. Innanzitutto, ti ringrazio per aver speso il tuo tempo a leggere le mie parole, mi ha fatto davvero tanto piacere. Vorrei “spiegarti” la questione dei personaggi presentati immediatamente; a primo impatto potresti avere ragione, ma c’è un perchè, non è dettata dal caso la raffigurazione di questo gruppo di amici già nel primo capitolo. Ovviamente questo motivo evito di dirtelo, ma spero che si possa capire con i prossimi capitoli.
        Grazie ancora per aver letto il primo capitolo di Nuvole di fumo e a maggior ragione per aver lasciato un tuo parere, è fondamentale per una persona che ha ancora tanto da imparare.
        Alla prossima.