Tradimento

Serie: Codice morale


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Qual è la cosa più importante nella vita? L'amore, l'amicizia, i soldi?

 «Clara, garantisco io per loro, è una questione piuttosto personale», intervenne Tony.

«Non esiste, devo conoscere la motivazione per giudicare se sia valida», Clara era irremovibile.

«Ma, Clara…»

«Non importa Tony», dissi io, «a questo punto non vedo cos’ho da nascondere».

Confessai, allora, a Clara il mio “piccolo problema”, le dissi che io comprendevo Helena e non la incolpavo di niente, lei aveva tutte le ragioni.

«Ho capito. Il vostro non è mai stato un vero amore», disse delusa Clara. Helena sembrò un po’ infastidita da questa frase.

«Come osa insinuare una cosa del genere? Io lo amavo, almeno finché non ho compreso quanto mi avesse mentito», io comprendevo Helena, ma Clara sembrava di no.

«Va bene, come dici tu. Per me la motivazione è valida: completa mancanza d’amore».

«Insiste ancora! Io…», presi un braccio di Helena e la dissuasi dal continuare. Le feci di no con la testa, Clara mi guardò.

«Hai ragione, mi sono sbagliata. Tu non lo ami, ma lui sì, e tanto. La motivazione è comunque valida: amore non corrisposto. Procediamo», Helena alzò gli occhi al cielo, comunque sia avrebbe ottenuto ciò che desiderava.

Clara ci portò nel seminterrato, una stanza piena di apparecchiature elettroniche. C’erano vari computer e due sedie piuttosto comode dove ci fece accomodare.

«Vi avviso che in una piccola percentuale di casi potrebbero esserci delle ripercussioni fisiche».

«Che genere di ripercussioni?», dissi un po’ in apprensione.

«Non ti preoccupare, dice sempre così ma finora non ho visto nessuno lamentarsi del benché minimo dolore», Tony cercò di tranquillizzarmi.

«Gli effetti collaterali possono essere variabili: da un leggero dolore al polso fino alla perdita della mano», Clara, invece, sembrava quasi sadica, «Allora? Siete d’accordo? Andiamo avanti?»

«Sì!», dicemmo all’unisono io ed Helena.

Clara prese due lettori e li posizionò sui nostri polsi sinistri ordinandoci di mantenerli fermi. Si posizionò al computer, ci chiese nome e cognome, data di nascita ed alcuni altri dati, li confrontò con quelli del chip, poi alzò la testa. Io la guardai.

«Quanto ci vorrà?», chiesi curioso.

«Abbiamo finito».

«Cosa?», “una giornata intera per sposarci e pochi secondi per divorziare?”, pensai inorridito.

«Vi dichiaro ufficialmente “divorziati”», disse con un sorriso malizioso.

«Ah, allora va bene, per il pagamento…»

«Non c’è bisogno, ho già provveduto io, vi ho sottratti 2500 crediti ciascuno», mi guardò, «avevi intenzione di pagare solo tu? Vedi che questa donna non se lo merita, non ti ama affatto».

Mi tolsi il lettore dal polso, stavo per dire qualcosa, non so cosa. Volevo difendere Helena ad ogni costo, la guardai, ora non era più mia moglie, sembrava contenta. Ci ripensai e ingoiai il rospo. In fondo, forse, aveva ragione Clara. Ora che eravamo divorziati me ne resi conto.

«Grazie Clara», disse Helena e le diede la mano, «Tony, mi accompagni tu?»

«Certo Helena, con piacere», Tony non sembrava neanche sorpreso della richiesta, mi sorse un forte dubbio che cercai di cacciare indietro.

Mi lasciarono lì come se non esistessi. Guardai Clara.

«Questa volta ho fatto uno strappo alla regola, ho tolto 2500 crediti a lei e li ho dati a te. Lo so che non c’è risarcimento adeguato per questo. Comprati qualcosa che ti piace».

Salutai Clara, presi la macchina e mi diressi verso la città. Ripensavo a come mi avevano lasciato quei due. Non riuscivo a togliermi il dubbio dalla mente. Andai verso casa di Helena.

Parcheggiai la macchina poco lontano e poi, a piedi, mi avvicinai sempre di più. Sapevo cosa cercare. In effetti la macchina di Tony era proprio sotto l’appartamento di Helena. Ma cosa potevano fare? Aveva appena divorziato da me e, pur ipotizzando che anche Tony avesse fatto lo stesso, non c’erano possibilità che potessero avere rapporti.

Eppure ripensavo ai film che amava Tony: quelli del genere Nausea. No, non poteva essere! Non potevano fare una cosa tanto perversa. Helena non era più mia moglie, ma non riuscivo ad accettare una cosa del genere, anche se era ancora un dubbio.

Ricordai di avere ancora una copia delle chiavi del suo portone. Quelle del suo appartamento me le aveva tolte. Andai all’entrata. Mi fermai con le chiavi in mano. Cosa stavo facendo? Non era giusto nei suoi confronti. La luce si accese. Mi nascosi in una rientranza lì vicino. Aspettai. Dopo un po’ uscirono. Erano loro due, lo sapevo! Parlavano e cercai di comprendere.

«Andiamo a mangiare qualcosa, tutto questo esercizio mi ha fatto venire fame», no, non era possibile! Cresci gli amici e cresci i porci!

«Meno male che ti sai controllare bene, se no sarebbe stato un disastro, però vedi di fare presto con tua moglie, non ne posso più di questa storia, va avanti da troppo tempo».

«Non ti preoccupare, l’ho quasi convinta. E se proprio dice di no, sarò costretto a tagliarle la mano», entrambi scoppiarono a ridere, salirono in macchina e andarono via.

Non mi sembrava vero: il mio migliore amico, che conoscevo dalle elementari, mi aveva tradito. Fatto strano mi sentivo più male per lui che per Helena. Forse mi ero rassegnato, ormai, alla sua perdita. Ma lui non doveva farmela. Gliel’avrei fatta pagare, ad ogni costo.

Serie: Codice morale


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. Le premesse erano state messe già nell’episodio precedente. Tolto il legame trasmesso dal chip, protagonista sembra avere una visione più oggettiva della moglie. Questo tema, un componente elettronico/software in grado di intervenire nelle emozioni e sentimenti umani è molto interessante