Tradimento

Serie: Levii-Hatan


La festa durò poco. Alle spalle di Saraje ancora ansante per aver scacciato l’enorme Sauro una voce sibilante si insinuò tra le acclamazioni degli accoliti, che cessarono in un attimo.

«Baccano! Baccano sulla mia Subhïssa… e la figlia che fraternizza… che succede è Saraje, perché gli schiavi si comportano come amici?» Chiese la donna sputando le parole tra suoni strascicati. Saraje non si voltò mentre sua madre le girava intorno con movimenti serpentini, seguiti a rallentatore dai capelli che sembravano ondeggiare tra la corrente.

«Ūrta è vicina e amici ti serviranno dopotutto…» disse e sparì com’era arrivata, lasciando il gelo nella sala umida di vapore.

Saraje poggiò le sfere luminose e chiese con voce distaccata di prendere ognuno il proprio posto «ci sono secche e scogli sott’acqua da queste parti, sarà difficile. Concentrazione». E ce ne volle davvero tanta. Dalla grande vetrata che seguiva l’andamento a cuneo della punta di Subhïssa, apparivano a tradimento alti speroni scuri e ritorti come chiodi mal forgiati, che si palesavano solo all’ultimo momento tra le dense correnti verdastre.

«Turi, butta acqua solo nelle parte destra, solo a destra!» Gridò lei senza distogliere lo sguardo frontale e Turi si stupì di che lei sapesse il suo nome.

«Dion più veloce, veloceee!» Lo incitò mentre una punta verticale si stagliava proprio a prua, arcigna e aguzza. D’istinto, tutti si spostarono con il peso del corpo dalla parte opposta, come se quel movimento avesse potuto trascinare con sé l’intera imbarcazione. Turi chiuse gli occhi mentre il masso sparì per un pelo dalla loro visuale.

Ma un altro più basso e appuntito minacciava ora la chiglia, con un movimento rapido Saraje tirò una leva di fianco al timone chiedendo a gran voce l’attenzione di Meloria «ora pompa più piano» ma lei sembrava non ascoltarla e con aria irritata lasciò andare la presa.

«Non così piano, non…» Saraje si voltò e la vide imbronciata come una bambina offesa, ma prima che potesse aggredirla Dion gridò.

«Non essere sciocca, qua ci lasciamo la pelle tutti, prendi la maledetta leva e comportati da adulta!»

Gli occhi di Meloria dardeggiarono e tenendoli piantati su Dion riprese la leva con movimenti pigri. Si sentì un raschiare straziante e strascicato che fece digrignare i denti a Turi mentre la nave rallentava. Saraje corse alle finestre laterali «si è spezzato lui! Subhïssa regge, si è spezzato lui!» Gridò con voce trionfante e corse di nuovo al suo posto. Proseguirono a zig-zag tra sospiri e imprecazioni.

«La secca» disse Saraje chiedendo a tutti un andamento diverso, l’imbarcazione si alzò sfiorando una sabbia melmosa che rese la visuale impossibile.

«Saraje esce, Dion al comando!» E la ragazza sparì sotto lo sguardo allibito del poeta che si dirigeva incredulo allo strano timone.

«Esce?» Chiese Turi con la stessa identica espressione di Dion.

«E speriamo che ci rimanga secca!» Meloria parlò per la prima volta dopo tanto ma quello che disse sembrava sbagliato a giudicare dagli sguardi.

«Molto appropriato, molto! E se lei non torna come credi che ne verremo fuori?» La voce di Dion, sempre così pacata era ora piena di collera.

«Dion» disse Turi subito interrotto dall’altro

«E tu non difenderla sempre!»

«Dicevo solo che…»

«Questo atteggiamento è puerile e…»

«Dion!»

«Oh per Silene che c’è?!»

«Lo scoglio, la nave, la prua, ‘nzomma guardaaa!!» Incespicò Turi disperato additando difronte a sè.

Dion si voltò pallido in volto e quello che vide fu molto peggio di qualsiasi cosa si fosse aspettato. Solo roccia nera e un foro nel mezzo che sembrava davvero troppo piccolo per entrarci con il grande sottomarino e nessun’altra via d’uscita.

Ma inaspettatamente Dion si ravviò il ciuffo, drizzò le spalle e disse in tono fiero «è l’ora degli audaci! Severo fa girare quell’affare con tutta la forza che hai e poi corri al mio posto, e pompa, pompa come se fosse il tuo stesso sangue di fronte a una di quelle bellezze che…»

«Dion!!!» Questa volta il suo nome uscì in un coro di voci.

«Va bene! Turi tutto a sinistra, otto giri di Severo e poi passa a destra, chiaro!» continuò, e fu bello per Turi sentire quel tono sicuro perché quella caverna sembrava davvero piccola, troppo per la LORO Subhïssa.

«Meloria ora lascia e non far capricci!» L’apostrofò mentre il foro si avvicinava in maniera preoccupante, ma nessuno si prese la briga di guardare la sua espressione buia.

«No, no, no! Ancora a sinistra Turi, ora!» Gridò Dion e si sentì un grattare prolungato, uno sconquasso lieve e la punta della nave s’incuneò nell’apertura.

Ma il resto sarebbe passato? Pensò Turi grondante di sudore in attesa, con il fiato sospeso. Ma non successe niente. Attesero con Dion che teneva le mani strette all’inverosimile sul timone, con Turi che soppesava dondolando il grande tubo, con Severo che rallentava l’andamento del cerchio e con Meloria immobile. Il silenzio era rotto da strani scricchiolii sinistri mente il buio persisteva. Dopo attimi infiniti arrivò la preoccupazione per Saraje e fu Turi a palesare i pensieri di tutti.

«Dov’è finita?» E fece scorre gli occhi sui volti degli altri. Nessuno rispose, nessuno si mosse.

Nell’indistinto nero si fece spazio una luce pallida e velata, tra corpuscoli e alghe che volteggiavano pigre, nell’acqua torbida di fronte a loro. Ma invece che un lampo di speranza quella luce fece intravedere le pareti rocciose così vicine da far venire un capogiro a Dion, che si sentì lo stomaco sotto i piedi.

«Porco boia, ci siamo così vicini a questi muri che non ci passa manco un dito! Se ci si incastra voglio vedere come ci si tira fuori! Ma… mica può essere ancora là fuori dico…» Turi continuava a dondolare occhieggiando alle finestre laterali.

«Forse dovremmo… chiamare sua madre?» Ma Dion stesso aveva già cambiato idea prima ancora di finire la frase «intanto vediamoci di uscire» concluse cupo afferrando il timone.

Dion sembrava davvero a suo agio mentre impartiva ordini precisi, facendo seguire alla nave l’andamento della lunghissima grotta. Le pareti irregolari pian piano si fecero più ampie e la luce invase il tunnel allo sbocco dell’uscita. In effetti quella luce era raddoppiata constatò Turi e questo poteva solo significare che si trovavano in acque più basse. “E di Saraje nessuna traccia” mentre i pensieri di Turi si aggrovigliavano aleggiando mischiati alle domando di tutti gli altri, una figura grossa avvolta in un mantello, entrò incespicando. Gli accoliti si voltarono mentre un grido si levava. Severo urlò la sua gioia alla vista di Rega, spintonato malamente dalla madre di Saraje.

Rega corse, per quanto le catene glielo permettessero, ad abbracciare suo fratello ricoprendolo con un fiume di parole, pacche e abbracci. Ma l’allegria non si propagò al resto della compagnia, che con sguardo fisso sul volto duro della Natante, vedevano crescere il suo furore. La donna si muoveva ondeggiando, seguita dal lungo mantello d’alghe e dai capelli d’argento. Frugava, osservava, bramava, fin quando la sua collera fu insostenibile.

«Saraje! Saraje! Dov’è mia figlia?» e la sua voce era il rantolo furioso dell’uragano.

«In vero, non gli abbiamo fatto il ben che minimo danno!» Replicò repentino Dion alzando le mani.

La donna scoppiò in una risata fragorosa «voi farle del male?!» E rise ancora come se Dion avesse detto l’assurdità più grande del mondo «vi ucciderebbe in un respiro! Dov’è, ditelo alla madre! Dove?»

«È uscita» rispose semplicemente Turi, ma la reazione di lei fu così immediata da farlo pentire subito.

In un attimo se la trovò di fronte «ha lasciato Subhissa!» E ispezionò con sguardo serrato la sala «tradimento… levati tu, il comando è mio, Ūrta ci aspetta qua sopra… anche senza la figlia…» e afferrò il timone, stringendo mascella e pugni.

Serie: Levii-Hatan


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

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Discussioni

  1. Mamma mia che episodio!
    Bravissima, Virginia, l’ho letto tutto d’un fiato, il pathos era davvero percepibile, il ritmo incalzante mi ha fatto sentire come se fossi anche io nella sala delle pulegge di Subhïssa!
    Mi è piaciuta inoltre l’evoluzione di Dion, che è cresciuto senza che il personaggio venisse snaturato.

    1. Grazie Sergio, il tuo entusiasmo funziona da vero motivatore!
      L’osservazione su Dion mi rende felice, era proprio quello che volevo fare sui protagonisti, un’evoluzione che comunque li mantenesse loro stessi (pregi e difetti 😜)
      Grazie mille di aver letto

  2. Uuuu la situazione si fa sempre più intricata, non me l aspettavo questo colpo di scena. Tra le scenette comiche di Dion e le uscite di Turi c’è sempre da stare preoccupati per quei tre.
    Compleimenti per come stai giostrando ironia e avventura.

    1. Grazie Ale! Mi rimangono due episodi alla fine della terza stagione, pizzerò cliffhanger come mine in un campo di battaglia vedrai! Grazie mille di aver letto😍

    1. Grazie davvero Kenji, arrivati a questo punto credo proprio che Levi-Hasan diventerà un libro… o almeno ci proverò 😅