
Un giorno qualsiasi
Serie: Cobalto
- Episodio 1: Non dovrebbero sopravvivere
- Episodio 2: Un giorno qualsiasi
- Episodio 3: Nessuno Scampo
STAGIONE 1
«Ti dai una mossa? Non abbiamo tutto il giorno» incitò Max spazientito.
«Quanto sei scorbutico. Mia mamma mi avrebbe lasciato il tempo necessario.»
«Ma io per fortuna non sono tua madre. Sam!»
La ragazzina uscì dal camerino in preda all’emozione: finalmente stava indossando la tuta che aveva sempre desiderato, quella che mamma non le aveva mai comprato perché «Hai il culo grosso». Inoltre, pensò Sam, non era nemmeno più una questione di soldi: c’era l’apocalisse, a chi sarebbe importato se non l’avesse pagata?
L’unico che stava pagando era Max, ma in termini di salute mentale.
«Sam, dobbiamo andare!»
«Rilassati, sta arrivando un bel temporale. Le Macchine si beccheranno un cortocircuito prima di riuscire ad avvicinarsi.»
Max scosse la testa poco convinto: l’inghippo stava nella direzione da cui arrivava il temporale, ossia dalla zona industriale piena zeppa di macchinari. Questo significava che avrebbero cercato riparo in un’area più isolata per evitare i fulmini, ma abbastanza ricca di dispositivi elettronici per potersi insediare. Quale luogo migliore di una città deserta?
«Fossero solo le Macchine il problema…» sussurrò l’uomo tra sé e sé.
Un tuono rimbombò tra le pareti del negozio. Max, spazientito, caricò lo zaino in spalla e disse a Sam che aveva tutta l’intenzione di lasciarla lì. Solo a quel punto la ragazza lo seguì.
L’allarme dell’antitaccheggio suonò all’improvviso. I due si bloccarono con il cuore in gola. Realizzarono che di lì a poco avrebbero dovuto fare i conti con un nemico ben più pericoloso delle Macchine: l’uomo.
«Fermi dove siete! Mettete le mani dietro la testa, lentamente!»
«D’accordo amico, ma non sparare. C’è una ragazzina con me.»
A Max scappò quasi da ridere, perché Sam, faccia tosta com’era, sarebbe stata capace di prenderlo a calci nel culo se si fosse trovato girato nella direzione sbagliata.
Da dietro uno scaffale sbucò una mano chiusa su un oggetto simile ad un cellulare:
«Fatevi scannerizzare e nessuno si farà male.»
«Aspetta! Cosa succederà se risulteremo in fase di mutazione?»
«Sarete abbattuti come da protocollo.»
Max si voltò sicuro di trovare Sam, ma lei era sparita. In quel momento le mani sulla testa assunsero tutt’altro significato.
«Altrimenti?» temporeggiò cercandola con lo sguardo.
«Sarete portati al rifugio con gli altri superstiti.»
Le parole “rifugio” e “superstiti” resero, per un attimo, piatto l’encefalogramma di Max. Rinsavì quando da sotto uno scaffale vide due scarpine con la zeppa sgattaiolare verso l’uomo con lo scanner. Quello che non poteva sapere, però, era che Sam si stava portando appresso una guaina di gomma piena di cavi elettrici recisi. Umano o Macchina, lo avrebbe fritto come un anello di cipolla.
Il colpo non solo fece esplodere tutti i neon sul soffitto e una centralina, ma anche l’obbiettivo.
«È una Macchina!» gridò tra le scintille e qualche fiammata.
Max fece capolino e constatò che la faccia era un ammasso di schede elettroniche priva di occhi, motivo per cui la ragazzina aveva agito indisturbata. Le toppe sul giubbino logoro confermavano che, un tempo, era un esploratore e la targhetta riportava nome e numero di matricola. Nonostante la mutazione era rimasto dedito al suo incarico fino alla fine.
«C’è solo lui, ho controllato tutto il negozio mentre tu stavi qui a cagarti addosso» disse Sam orgogliosa di sé.
«Non hai sentito quello che ha detto? Ha parlato di un rifugio! Per me ormai è troppo tardi, ma tu potresti aspirare ad una vita normale.»
Dallo stomaco le montò una rabbia tale da farla tremare e diventare paonazza. Puntualizzò di non stare per scoppiare a piangere: doveva a tutti i costi trattenere le lacrime per fare un dispetto ai genitori e avere la sua piccola rivincita.
«Io non voglio una “vita normale”! Per quindici anni la “vita normale” è stata mio padre ubriaco che picchiava mia madre e mia madre che scaricava la frustrazione su di me, dicendomi che ero io la causa di tutto, solo perché sono nata! Quindi no, che si fotta il rifugio! Preferisco stare in mezzo alle Macchine; almeno loro quando colpiscono uccidono sul colpo senza farti soffrire.»
Max rimase in silenzio. Aveva captato più volte diversi segnali di un’infanzia traumatica, ma aveva evitato di approfondire.
Ripensò a sua moglie e a sua figlia, entrambe inglobate, e alla vita felice che aveva prima del disastro. Ripensò anche all’amante con cui aveva condiviso il letto gli ultimi tre anni. Si domandò quale fine avesse fatto (non perché l’avrebbe rivista viva).
Sam gli ricordava la sua bambina: schietta, cocciuta e insolente, ma anche sveglia, determinata e intelligente. Una parte di lui era convinta che se l’avesse accompagnata sana e salva al rifugio, allora, in qualche modo, anche una parte di sua figlia sarebbe sopravvissuta. D’altro canto, era consapevole che ogni persona è a sé e per questo non possiamo decidere per le vite altrui.
«Prendi.»
Max le lanciò la pistola che la Macchina teneva nel fodero; per sé tenne lo scanner e il neutralizzatore.
«Ce n’è un’altra» sussurrò Sam mentre osservava oltre il vetro.
«Corri dietro il cassonetto. Questa la faccio fuori io.»
Il soggetto in questione camminava lungo la via osservando l’interno dei negozi: era una figura umanoide, con lunghi tubi che partivano dalla testa e scivolavano lungo la schiena.
Max e Sam si scambiarono un’occhiata d’intesa.
«Una Macchina!» gridò falsamente spaventata.
Serie: Cobalto
- Episodio 1: Non dovrebbero sopravvivere
- Episodio 2: Un giorno qualsiasi
- Episodio 3: Nessuno Scampo
Ok ok, la Serie mi hai agganciato. E sento già che verrò “inglobato” anche io.
Felice e fiera che la serie ti abbia “inglobato”. 😼
Meglio la serie che una Macchina! 😹
Grazie mille! 😸
“«C’è solo lui, ho controllato tutto il negozio mentre tu stavi qui a cagarti addosso» disse Sam orgogliosa di sé.”
Ok ma è soltanto colpa tua se sto ridendo. Adoro questo linguaggio 😂
Che nella personalità di Sam ci sia qualcosa di un poco autobiografico? 🤔😹
“Le parole “rifugio” e “superstiti” resero, per un attimo, piatto l’encefalogramma di Max.”
Anche questo passaggio mi ha fatto ridere. Basta, la smetto. 😂
Avrei potuto fare la descrizione/spiegone della faccia del povero Max, ma mostrare l’effetto l’ho trovato molto più divertente. 😹
“A Max scappò quasi da ridere, perché Sam, faccia tosta com’era, sarebbe stata capace di prenderlo a calci nel culo se si fosse trovato girato nella direzione sbagliata”
Mi ha fatto ridere 😂
Sam e Max accoppiata vincente! 😼
Riprendo, finalmente, in mano questo racconto dopo un po’.
La storia procede bene e con le giuste tempistiche. Mi piace il modo con cui la stai gestendo, dato che la trama è più complessa di come potrebbe sembrare.
Ha tutta l’aria di una di quelle storie di fantascienza dark di inizio anni ’90, un genere che mi ha sempre affascinato.
Grazie mille Giuseppe! 😸
In effetti ci hai visto lungo: l’intreccio, alla fine, sarà un po’ più articolato di quello che appare nei primi episodi.
Ovviamente, il tocco dark non poteva mancare!
L’arte della scrittura che stai sviluppando nasce dallo studio della tecnica, delle parole scelte con cura, da una spiccata sensibilità e fantasia sconfinata, capace di andare oltre i limiti spazio-temporali; superando e sublimando il dolore che dobbiamo attraversare lungo le strade della nostra vita.
Vedo magnifici “archi” che ti aspettano, aperti verso strade o sentieri sempre piú radiosi.
Non saprei come e da dove cominciare per rispondere al tuo commento, che, ammetto, mi ha fatta emozionare.
Non tutti i giorni si ricevono questo genere di parole e quando accade è sempre una botta di autostima non indifferente.
Ti ringrazio tanto, davvero. 😸
Cara Mary, i tre episodi che ho letto mi hanno profondamente turbata. Il che, prima di tutto, significa che sai scrivere molto bene, e in secondo luogo che hanno torto quelli che dicono che l’età non conta. Tu sei fantasticamente proiettata verso ciò che sarà e che per te non è un incubo ma una realtà con cui ci si deve confrontare avendo dentro di sé gli strumenti per analizzarla e raccontarla. Ha ragione Cristiana nel suo commento: dimostri di possedere un potenziale norevole. Buon lavoro.
Prima di tutto mi spiace averti turbata, ma, d’altro canto, questo ha anche dei lati positivi da non sottovalutare.
Sei riuscita a capirmi al volo: per quanto cruenti possano essere i miei scritti non li “vivo” come incubi, ma come possibili scenari di un futuro con cui fare i conti. E, purtroppo, la maggior parte delle volte non lo vedo roseo.
Grazie ancora Francesca! 😸
Brava Mary, ho letto tutti e due gli episodi e la storia sembra intrigante. La prima sensazione che posso darti è che il racconto mette curiosità: cos’è successo? Come e perché avviene la mutazione? È una buona cosa quando un racconto incuriosisce, c’è l’attesa per il prossimo episodio.
Ciao Francesco; prima di tutto ti ringrazio per essere partito dal primo episodio e sono molto contenta che la serie ti stia piacendo! 😸
Per tua fortuna, le tue domande troveranno presto risposta. 😼
Molto bella questa storia ed il modo di raccontarla, il dico e non dico che dosa quel che serve fare sapere. La seguo sempre volentieri e sono molto contento sia tornata.
Ti ringrazio tanto Roberto! 😸
Anche io sono contenta di essere tornata e per un po’ rimarrò ancora con voi. 😼
Bravissima Mary, mi è piaciuto tantissimo!
Due passaggi in particolare mi hanno colpita: ” un nemico più pericoloso delle macchine:l’uomo” e “le macchine uccidono sul colpo, senza farti soffrire”. Sono di una potenza e lucidità micidiali. Ci “vantiamo” di essere umani, e per questo ci crediamo superiori alle macchine, ma ahimè, sappiamo ferire e uccidere con modi e conseguenze ben peggiori.
Sam e Max sono una coppia fantastica, li amo già!
Non posso che essere d’accordo con te: tendenzialmente gli esseri umani si credono superiori a qualsiasi cosa e per questo si sentono in diritto di schiacciare chi ritengono inferiore. Per fortuna non siamo tutti così e ne sono consapevole, ma la scrittura fa emergere anche il peggio di me. 🙄
Mi è molto piaciuto. Anch’io, ogni tanto, scrivo storie sui robot
Grazie Kenji, allora spero di leggere qualcosa in merito! 😸
Genere molto interessante, e trovo il fatto che alcuni piccoli ricordi delle loro vite prima del disastro facciano restare il lettore attaccato al tuo racconto. Poi, come ha detto Cristiana, mi pare quasi di vedere e di sentire ciò che racconti. Molto bello
Grazie Bea, felice che ti piaccia e che ti abbia presa! 😸
Al prossimo capitolo!
“Rinsavì quando da sotto uno scaffale vide due scarpine con la zeppa sgattaiolare verso l’uomo con lo scanner”
Questo è sicuramente autobiografico:)
I personaggi vanno delineandosi veramente bene. Spargi informazioni su di loro qua e là, in modo mirato e senza appesantire la narrazione. Brava
Ammetto che sì, sono scivolata nell’autobiografico. 😼
Ma, hai ragione, i personaggi devono essere ben delineati: Sam ha le scarpine con la zeppa, personalmente avrei indossato anfibi con il carrarmato. 😹
Noto, ogni volta che esce qualcosa di tuo di nuovo, che migliori nello stile e nella scrittura. Dietro a ogni parola si percepisce la cura con cui l’hai scelta. La storia è molto bella e sembra anche prestarsi benissimo per la sceneggiatura di un film. Il genere post-apocalittico mi piace molto anche nella filmografia, appunto, e mentre ti leggo riesco a immaginare e vedere. Mi ricordi tanto cinema buono che è stato prodotto sul tema. Aspetto la prossima, ma senza fretta 🙂
Devo essere sincera in merito a questo episodio: la prima stesura l’ho odiata, non riuscivo a finirla perchè sentivo che non era abbastanza ma non capivo cosa fosse a farmi storcere il naso.
Poi l’illuminazione: nel cercare di migliorare il più velocemente possibile e a tutti i costi (facendo il passo più lungo della gamba), sforzandomi di scrivere con uno stile che non mi appartiene ma più “corretto”, tentando di evitare gli spiegoni (con descrizioni di luoghi ed emozioni annesse) ho perso me stessa.
Ho messo da parte carta e penna e ho aspettato qualche giorno. Quando ho ripreso in mano l’episodio la mano ha lavorato da sola, sistemando, correggendo e aggiungendo i pezzi mancanti del puzzle.
Non so come ringraziarti per la tua empatia che mi ha fatta sentire capita sia come persona che come scrittrice. ❤️🩹
Brava Mary, se posso permettermi. Molto brava. Senza spiegoni, con un abile gioco di flashback, ci hai delineato perfettamente una situazione molto lontana da quelle che siamo abituati a leggere, e quindi assai più difficile da descrivere. In passato sono caduto spesso nella trappola dello spiegone e tu invece l’hai evitata magistralmente. La tensione è alta, e anche se i richiami alla letteratura e ai film di genere sono tanti, la tua opera è decisamente originale e molto accattivante. Insomma, BELLO. Mi piace!
Certo che puoi permetterti, e anzi devo confessare che hai solleticato quella punta di narcisismo che c’è in me. 😼
Per gli spiegoni ti capisco perfettamente, sono delle trappole a tutti gli effetti: sembra di camminare su un campo minato, in cui una frase di troppo e… BOOM! Sto lavorando tanto su questo aspetto che ammetto è quello che faccio più fatica a gestire. Il tuo commento mi ha fatto capire che sono sulla strada giusta! 🚀
Grazie Giancarlo! 😸
Avevo letto il primo episodio e mi aveva incuriosito abbastanza da aspettare il secondo che mi ha colpito con ancora più forza! Mi piacciono molto le tue descrizioni, i tuoi dialoghi e i caratteri che ritrai. Adesso hai un nuovo fan ben disposto a leggere tutto quello che racconti! ♥
Non immagini quanto mi riempi il cuore di gioia con questo commento! 😻
Allora, devo mettermi subito all’opera per il prossimo episodio! ✒️