UNA PIOGGIA DI RICORDI

Il ricordo di quei giorni era tanto dolce, quanto doloroso. Quei giorni trascorsi ad amarsi, senza pensare a null’altro, tralasciando i rischi e le conseguenze. Sofia credeva di esserseli ormai lasciati alle spalle, eppure, ancora dopo tanti anni, bastava un nulla per scatenare i ricordi nella sua mente volubile.

Seduta al tavolino di un bar, teneva tra le mani una tazza di caffè bollente e osservava la pioggia che fuori cadeva nervosamente. Vide passare davanti alla finestra un ragazzo che correva per cercare riparo sotto a una tettoia. Bastò quello per riportarle alla mente un giorno di pioggia di cinque anni prima. Anche allora sedeva a un tavolo e guardava la pioggia fuori dalla finestra, ma non si trovava in un bar, bensì a casa di Claudio. La pioggia era soltanto la scusa perfetta per non uscire di casa e rimanere a fare pigramente avanti e indietro tra le lenzuola calde e la cucina. La casa di Claudio era impregnata di un afrodisiaco profumo di caffè, che a Sofia era diventato particolarmente caro.

Anche nella nostra casa dovrà esserci profumo di caffè, però solo in cucina. Ogni stanza avrà il suo odore”, aveva detto lui con aria sognante. Sofia sul momento aveva sorriso, non del tutto sicura di cosa intendesse il ragazzo. Una simile conversazione si era ripetuta qualche settimana dopo, quando passeggiando mano nella mano con Sofia, Claudio si era lasciato sfuggire il desiderio di comprare una casa insieme.

Come questa”, disse indicando una bellissima villetta a schiera cui stavano passando davanti. Il giardino all’inglese era perfettamente curato e sui davanzali splendevano rigogliosi fiori di tutte le varietà e di tutti i colori. Fu in quel momento che qualcosa si incrinò: Sofia capì di non essere sulla stessa lunghezza d’onda di Claudio. Lui sognava un futuro e delle cose, che non sfioravano neanche il pensiero di Sofia. Lei era lì, nel presente, in quel momento e non voleva essere da nessun’altra parte. Claudio viveva nell’attesa di qualcosa che non poteva avere con Sofia. Così, giorno dopo giorno, avevano cominciato ad allontanarsi e, discussione dopo discussione, la distanza tra loro si era infittita fino ad apparire ormai incolmabile.

Sofia non rimpiangeva la scelta di lasciare Claudio ed era anche abbastanza soddisfatta della sua vita. Non poteva però negare che il pensiero di lui la mettesse talvolta alla prova. I ricordi dei momenti passati con lui erano quasi taglienti e lei si sentiva sanguinare dentro.

Ogni volta che apriva gli occhi e la vedeva sdraiata accanto a sé, Claudio si sentiva felice. Finalmente aveva trovato quello che cercava da tutta la vita e aveva realizzato il suo sogno di costruire una famiglia.

Mi fissi mentre dormo?”, sussurrò lei con gli occhi ancora chiusi. Lui, sorridendo, la prese tra le braccia e le stampò un bacio sulla fronte.

Oh no, piove. I nostri piani saltano… beh tanto meglio per noi, saremo costretti a rimanere a letto tutto il giorno”, scherzò lei con un sorriso ammiccante.

Lui le accarezzò il volto e rise a sua volta.

Non mi sembra un brutto programma, Linda

Sì, non c’erano dubbi che quella fosse la donna della sua vita. Eppure, a volte, quando chiudeva gli occhi, l’immagine di Sofia si delineava nitida davanti a lui, come se in realtà non se ne fosse mai andata. Durante la notte il ricordo di Sofia lo cullava teneramente, ma di giorno quando era nelle sue piene facoltà mentali lo tormentava. Non voleva mancare di rispetto a Linda, né tanto meno voleva in alcun modo pensare a Sofia, che l’aveva fatto soffrire così tanto. Però, non poteva fare a meno di domandarsi come sarebbe andata se loro due fossero stati diversi. Se lei avesse desiderato le stesse cose cui ambiva lui o se lui fosse riuscito a capire la mente di lei. Sofia non avrebbe mai apprezzato l’altalena destinata al figlio che stava per nascere, no, l’avrebbe voluta per sé.

I sorrisi, le carezze e il rigonfiamento nella pancia di Linda invece mostravano quel tipo di amore materno che per Claudio era tanto importante. Così importante da sacrificare la passione bruciante e l’intesa che c’erano tra lui e Sofia. Forse i due non erano poi tanto dissimili: entrambi avevano lasciato andare l’amore della loro vita per inseguire dei sogni e delle promesse che forse, ora che non stavano più assieme, non avevano lo stesso sapore allettante che avrebbero avuto se non si fossero mai lasciati.

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Commenti

    1. Erica Conti Post author

      Ciao Kenji,
      Grazie di essere passato di qua 🙂
      Questo è stato il mio primo lab, ma sono d’accordo con te!

  1. Micol Fusca

    Ciao Erica, il tuo racconto dolceamaro mi ha ricordato il profumo del caffè 😀
    Quello dolce e quello senza zucchero. Nella forma rimane tale, ma il gusto cambia per completo. Cosa sacrificare per la felicità? Credo che ognuno di noi dovrebbe realizzare i suoi desideri per primi: quelli di una famiglia o quelli di una vita sempre in movimento. Mi associo a Cristina, il racconto è veramente ben scritto.

    1. Erica Conti Post author

      Ciao Micol,
      grazie del commento, mi ha fatto molto piacere, soprattutto vedere che ti ritrovi in un personaggio!
      Alla prossima 🙂

  2. Cristina Biolcati

    Racconto interessante e ben scritto. Bello il parallelismo sui due diversi tipi d’amore. All’inizio pensavo che la protagonista fosse Sofia, invece poi si entra nei pensieri di Claudio che forse ha rinunciato a un brivido per avere una sicurezza. Oppure per maturare, con un figlio. Spero di non averlo banalizzato.
    Complimenti 👍

    1. Erica Conti Post author

      Ciao Cristina,
      ti ringrazio per aver letto e commentato! Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto.
      Al prossimo LAB 🙂