
Una visita inattesa
Serie: La vendetta del capitano
- Episodio 1: Il prigioniero e la sua storia
- Episodio 2: La proposta
- Episodio 3: Una visita inattesa
- Episodio 4: Il pescatore
- Episodio 5: Verso Sud
STAGIONE 1
Charles Oswald camminava fra le vie del paese con la pace nel cuore e le gambe traballanti. Era felice che il capitano avesse accettato la sua proposta, visto che fino ad un momento prima non era sicuro che sarebbe riuscito a convincerlo.
Per un attimo si rabbuiò. Ora veniva la parte ardua, rifletté.
Ti conviene non fare scherzi, Marcel! Si disse, pensando al soldato francese che lo avrebbe dovuto aiutare.
In realtà Marcel non aveva ancora accettato ma Oswald sapeva che il soldato era un Bon Vivant come si soleva dire. L’offerta che lui gli avrebbe fatto, non si poteva rifiutare. Ne era certo. Per quella sera, decise che era sufficiente, perciò si rasserenò.
Il pirata sentì la necessità di svuotare la vescica all’angolo dello stretto vicolo dietro casa sua.
Lui e le altre tre zucche vuote si erano lasciati andare ai piaceri frivoli della vita. Ma infine, le due bottiglie di rum reclamarono il tributo da pagare al dio dell’ebbrezza. Nell’istante in cui iniziò ad innaffiare l’erba incolta che spuntava dai ciottoli, il pirata prese a sghignazzare con la testa ciondolante e gli occhi quasi chiusi, in un’espressione di ebete serenità. “Proprio una bella serata…” cacciò un sonoro rutto, seguito da un singulto “Vero, capitano?”
Immaginava che i suoi compagni di bevute fossero ancora lì a scherzare e ridere…
…bevi smidollato!
Sei già ubriaco, mastro Oswald?
Alla salute razza di mozzi da banchina! Ah ah ah!…
La botta alla fronte lo fece rinsavire. Si era accasciato di peso contro il muro, cadendo in avanti e per poco non si pisciava sugli stivali.
Non che non gli fosse mai accaduto.
“Immagino sia stata una bella serata.”
Una voce alle sue spalle lo fece trasalire.
“Mi venisse un colpo!” esclamò il pirata, biascicando.
L’uomo lo osservava serafico. Indossava una cappa che gli celava parte del capo.
“Ritengo questa una possibilità tutt’altro che remota.” Osservò.
“Che vuoi?” tagliò corto Oswald.
“Il nostro incontro, ricordi?”
Oswald si guardò attorno, poi fece segno all’uomo di seguirlo “Non qui…Seguimi.” Disse recuperando un barlume di presenza di spirito.
Fece ancora qualche passo incerto appoggiandosi ai muri, poi intravide le scale che portavano al suo alloggio, una rustica mansarda dalle mura grezze. Un letto, un tavolo di legno malconcio e due sediole costituivano l’unico arredamento assieme ad una tinozza e un pitale.
Ma aveva una finestra di dimensioni modeste che donava una magnifica vista sul porto e sul mare caraibico.
Era l’unico motivo per cui aveva scelto quel bugigattolo, dato che per il resto era una vera catapecchia. Per qualche tempo, sarebbe andato bene allo scopo. Nassau era ancora un porto sicuro per i filibustieri e i morti di fame che sceglievano la via al di fuori della legge. Per quanto tempo ancora le cose sarebbero rimaste così, non era dato sapere, per cui Oswald, come molti altri d’altronde, non riteneva saggio mettere radici.
“Ho della birra vecchia, se gradisci.” Disse Charles Oswald, quando fecero l’ingresso.
L’uomo sollevò la mano in un cortese rifiuto mentre sedeva al tavolo. Infilò la mano in una tasca ed estrasse una piccola sacca di pelle da cui prese del tabacco e una pipa di schiuma con strani intagli ricavati sulla testa.
“Ebbene?” Chiese, mentre pressava il tabacco nel fornello.
“Ha accettato.” Rispose Charles Oswald.
“Non di meno…” L’ospite scosse la testa, accendendo la pipa “infine sei riuscito nella tua impresa, signor Oswald, anche se la meta è lungi dall’essere in vista.”
“Hai quello di cui mi avevi parlato?”
L’ospite cacciò un oggetto dalla tasca.
Un rozzo cofanetto di ebano, pieno di venature biancastre. Lo mise sul tavolo e poi, dopo un’abbondante boccata di tabacco, lo spinse delicatamente verso Charles Oswald. Il pirata si protese per prendere il cofanetto ma l’ospite intervenne: “attento, amico mio…” disse, espirando una nuvola grigiastra che gli nascose il viso per un istante. D’improvviso, Oswald ebbe l’impressione di avere dinanzi un tenebroso custode di mille segreti perduti.
“Attento.” ripetè l’oscuro messaggero “Vi sono abissi così profondi dove neanche l’acqua può arrivare. Caverne senza fine, dove il buio è un’entità viva.”
Il pirata esitò per un istante, poi afferrò il cofanetto d’ebano e lo aprì facendo scattare un semplice meccanismo a molla. “Sembra…Onice.” Disse, rigirandosi fra le mani quello che a lui sembrò essere una sorta di diamante dalla superficie opaca.
“È agata nera.” suggerì l’ospite.
“Come hai ottenuto un simile oggetto?”
Un’altra nuvola densa cosparse l’uomo “io provengo dalle lontane terre d’Oriente. I segreti del mondo sono stati il mio cruccio per molti, molti anni. Una vita fatta di grimori e di dedali ottundenti, da cui non sono certo di esserne emerso.”
“Perché lo hai dato a me?”
“Mentirei se ti dicessi che lo so. Dopo anni di ricerche, sono ormai in grado di distinguere le domande a cui si può essere capaci di rispondere e altre, per le quali sarebbe solo uno spreco di tempo. Forse il mio cuore stanco sta solo cercando qualcuno che prenda il mio posto.”
“Parli in modo strano” osservò Oswald “e non mi hai mai detto il tuo nome.”
L’uomo spense la pipa “questa è proprio una di quelle domande a cui non è importante rispondere.”
Il tramonto gettò le sue ultime tinte d’ambra attraverso la finestra, prima che la notte cominciasse ad intromettersi.
“Quando hai intenzione di agire?” Chiese l’uomo.
“Non lo so ancora, occorre una scrupolosa pianificazione. Ma sta pur certo che quelle rotte saranno mie!” Oswald batté un pugno sul tavolo entusiasta.
“Solo quelle, spero…”
“Che intendi dire?”
Il misterioso ospite sorrise rassegnato.
“Sii prudente, Charles Oswald” Disse, riponendo la pipa e alzandosi in piedi “ogni meta che raggiungerai…è un punto da cui non potrai più tornare indietro.”
L’uomo gli voltò le spalle ed uscì, richiudendo la porta.
Il pirata rimase seduto al tavolo con l’agata nera ancora fra le mani.
…un punto da cui non potrai più tornare indietro…
Si alzò e ripose la pietra nel suo cofanetto che decise di nascondere sotto la paglia del suo giaciglio. Poi andò alla finestra, ripensando alle parole di quello strano individuo che era andato via leggero come un’ombra e, per qualche strano motivo, non riusciva a ricordare neanche una parola di ciò che gli aveva detto, come se una forza ignota lo avesse rinchiuso in un sogno fugace e che ora, mentre lo restituiva lentamente alla realtà, gli impedisse di richiamarne alla mente i dettagli.
Fuori, il mare dormiva placido e un alito invisibile di vento cullava le barche dei pescatori, ormeggiate sul pontile.
Avvertì un inspiegabile movimento alle sue spalle, un improvviso sospiro d’aria fredda e istintivamente si voltò verso il letto, nel punto in cui aveva nascosto l’agata nera.
Non seppe dire di cosa si trattasse, ma con un brivido lungo la schiena si rese conto di essere sull’orlo di un mondo sconosciuto.
Serie: La vendetta del capitano
- Episodio 1: Il prigioniero e la sua storia
- Episodio 2: La proposta
- Episodio 3: Una visita inattesa
- Episodio 4: Il pescatore
- Episodio 5: Verso Sud
Si inizia decisamente a sentire aria di orrori indecifrabili, pronti a fare la loro comparsa nel momento più impensabile.
Bello!
grazie mille Giuseppe 🙂
Buona continuazione
grazie mille 🙂