Una Vita Difficile 

È una splendida mattina di metà novembre. I colori caldi dell’autunno sono ormai parte delle giornate di Maya, una giovane donna con un figlio di appena tre anni, un marito amorevole e una mamma presente. Tutto perfetto direte voi, eppure no. La Vita non è stata per niente clemente con Maya. Un padre che di padre aveva ben poco, ha lasciato lei e sua madre quando era piccola, Maya ha assistito alle peggiori litigate ma si faceva forza sperando in un futuro più sereno. Suo padre era un uomo violento sia con lei che con sua madre e anche dopo la separazione continuava a minacciarle. Dopo anni è finalmente riuscita a liberarsi di lui ma un altro problema le stava correndo incontro senza che lei lo sapesse. 

Un brutto incidente fece cadere in coma sua madre quando lei aveva appena 17 anni. Il suo mondo crollò e di nuovo dovette darsi forza e accollarsi ogni cosa. 

“Comprami le sigarette quando torni a casa e non ti perdere a chiacchierare!” le diceva sempre sua madre quando tornò a casa dopo mesi di ospedale e riabilitazione. 

Lei annuiva, diceva sempre di sì annullando se stessa sempre di più, giorno dopo giorno. 

Nella sua vita però comparve Mike, un ragazzo spiritoso, di bell’aspetto, divertente e che le faceva una corte sfrenata. Iniziarono a frequentarsi e sbocciò l’amore. Insieme si divertivano e Mike, pian piano, ricominciò a far vivere Maya. La portava a cena, a ballare, al cinema, a mangiare il gelato, uscivano con gli amici, andavano ai concerti, insomma, tutte quelle cose che si fanno a vent’anni. 

Ma alla mamma di Maya tutto quello non andava bene. 

“Dovresti stare a casa a prenderti cura di me! Sono sola tutto il giorno e tu arrivi, mangi e te ne vai!> gridava ogni giorno. 

Maya taceva, dava la colpa alle medicine, al fatto che era un po’ depressa, non voleva ferire la mamma. Era combattuta, voleva davvero essere felice con Mike ma, allo stesso tempo, non voleva litigare ogni giorno con sua madre. 

Dopo l’ennesimo litigio però Christine, sua mamma, perse completamente le staffe mettendole le mani al collo per strangolarla dicendole che doveva andare via da quella casa perché non si preoccupava di lei ma pensava solo ai fatti suoi, capì che sua madre odiava il fatto di non poterla controllare, se lei usciva non poteva sapere dove andava, con chi e cosa faceva e questo la mandava letteralmente fuori di testa. Maya però, dopo mesi di litigate, insulti e bocconi amari mandati giù a forza, non ne poteva più, voleva darsi un’opportunità. Voleva dimostrare a sua madre che lei poteva fare tutto quello che voleva, anche ritrovandosi in mezzo ad una strada da un giorno all’altro. 

Prese le due cose e uscì da quella casa che l’aveva vista crescere per iniziare una nuova vita anche se il dolore era una costante. 

Passò un anno circa in cui non vide sua mamma e ovviamente le mancava, nonostante fosse felice perché era riuscita a trovare un appartamento in cui viveva da sola anche se Mike era ormai un ospite fisso ma a lei questo non dispiaceva affatto. Il pensiero della madre però, un giorno, le fece mettere da parte l’orgoglio e ricominciò a vederla. Lei era stata in una clinica psichiatrica per curare la depressione ed ora sembrava più tranquilla. 

I rapporti si erano ricuciti, sembrava andare tutto per il verso giusto. Mike e Maya vivevano ufficialmente insieme in una villetta graziosa, Christine era abbastanza tranquilla anche se ogni tanto mostrava un po’ troppo attaccamento nei confronti della figlia ma era comprensibile. 

La bella notizia della gravidanza di Maya dopo circa 6 anni dal primo incontro con Mike, rese tutti euforici compresi i genitori del fidanzato. 

Il bambino portò una ventata d’aria nuova e tutti sembravano rinati. Christine decise che non era più tempo di stare a casa e apri un negozio nonostante Maya le disse che forse era meglio che cercasse qualche altro lavoretto ma lei non ne voleva sapere di cambiare la sua idea e così il negozio prese vita. Le spese però non erano poche e Christine cominciò a chiedere soldi alla figlia per farsi aiutare. Maya sapeva che non poteva aiutarla granché, il mutuo, le spese e tutto il resto erano ingenti ma voleva aiutare l’unico genitore rimasto. Si trovò a litigare spesso con Mike, nel mentre divenuto suo marito. 

“Capisco che è tua mamma e che tu voglia aiutarla, davvero, lo abbiamo sempre fatto ma adesso sta esagerando nel chiedere soldi e noi abbiamo troppe spese!” 

“Lo so bene, ma cosa posso fare? È pur sempre mia madre!” 

Da lì cominciò a degenerare tutto. Christine divenne sempre più opprimente verso Maya, voleva sapere tutto quello che facevano, quanto spendevano, dove andavano, con chi… Le faceva I conti in tasca e questo a Mike non andava bene. Lui le aveva sempre detto in faccia ciò che pensava e lo fece anche in quell’occasione. 

Christine sapeva che con lui di mezzo non avrebbe ottenuto di più e iniziò ad insinuare mille dubbi nella mente di Maya sapendo benissimo l’influenza che aveva sulla ragazza. Fece vacillare il loro rapporto e, quando lei era praticamente convinta di aver ormai raggiunto il suo obiettivo, disse apertamente a Mike che aveva insistito tanto per farli sposare solo perché dopo lui le avrebbe mantenute a vita. Si era prefissata quell’obiettivo e ci stava riuscendo. 

“Tua madre è gelosa di te, Maya! Sta cercando di distruggere quello che tu hai creato solo perché lei non è mai riuscita a costruire niente! Mi dispiace dirtelo ma ti ha sempre manipolato per i suoi interessi e, se ci pensi obiettivamente forse lo puoi vedere da te… Non ti dico queste cose per tenerti a tutti i costi con me, ti dico questo perché ti amo e voglio solo il meglio per te. Pensaci ma segui il tuo cuore, non le parole, quelle vanno e vengono ma quello che senti nel tuo cuore resta sempre. > le parole di Mike le risuonavano nella mente. Era giunto il momento di affrontare la verità. 

Raccolse tutta la forza e il coraggio di cui disponeva e disse a sua madre che aveva capito il suo gioco e che sarebbe tornata a casa dalla sua famiglia insieme a suo figlio e suo marito e che non era più disposta a farsi manipolare, che ora la sua vita la viveva come voleva lei. 

Gli occhi di Christine le fecero capire che Mike aveva ragione, sua madre aveva architettato tutto ma lei non aveva tempo per piangere, doveva essere forte per la sua famiglia. 

Non fu facile ma Maya analizzò tutta la sua vita, dall’infanzia fino a quel momento e di rese conto che sua madre le aveva sempre detto un sacco di bugie, che l’aveva manipolata in più occasioni, che l’aveva ferita nell’animo e lei si fece una promessa: non farò mai passare niente di tutto questo a mio figlio, lui merita il meglio così come lo merita Mike ma soprattutto come lo merito io! 

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Discussioni

  1. Ciao Lara, credo che il tuo racconto abbia saputo descrivere alla perfezione un amore “malato”. Intendo quello fra madre e figlia. Il legame di dipendenza sudditanza, quel desiderio di riconoscimento che si prova verso una madre che giudica un figlio (o figlia) una sua proprietà è davvero straziante. Il bello è, che come descrivi bene, la “vittima” non si rende conto d’esserlo. E’ un bello shock realizzare di essere solo uno strumento. Sono contenta di averti incrociata nel cammino delle nostre vite. 🙂

    1. Ciao Micol e grazie mille per aver dedicato il tuo tempo a leggere questo breve racconto. Mi fa piacere che il disagio e la delusione che prova la protagonista vittima di questo amore malato, sia arrivata. Il mio intento era proprio quello, far capire che non sempre un amore è idilliaco, certe volte si pensa di stare bene solo perché non si conosce altro ma in realtà a volte c’è la necessità di darci un taglio. Grazie ancora e sono molto felice anch’io di averti scovata ☺️

  2. Una storia molto sentita. Direi che la parte in cui la protagonista capisce quali sono le cose importanti e che per riuscire ad essere felice deve tagliare i ponti con il passato è davvero bella. Molto ben scritta, complimenti.

    1. Grazie mille gentilissimo! Mi fa piacere che ti sia piaciuta grazie ancora ☺️

  3. Ciao Lara, finalmente leggo questo tuo racconto, denso e ben amalgamato. Mi piacciono le storie che si sviluppano su un arco temporale molto ampio, come in questo caso, perchè sono in grando di mostrare gli eventi dall’alto, lontano da un eccesso di dettagli, nel suo – spesso misero – insieme. Il quadro familiare e le sue dinamiche sono interessanti e ben raccontate, al netto di qualche svista di battitura (rileggendo ti salteranno all’occhio). Grazie per aver condiviso questa storia.

    1. Grazie mille a te per averlo letto e grazie ancora per i consigli. Spero di migliorare sempre di più con le prossime storie. A presto!

    1. Ciao Marta, grazie mille del consiglio, lo terrò sicuramente in considerazione per le prossime volte è che avevo paura di dilungarmi troppo ? grazie mille ☺

    2. Segui te stessa e non aver paura, ti aspetto per leggerti ancora 😀

  4. Ciao Letizia, si parla proprio di quello perché purtroppo troppe volte i figli si annullano per i genitori, per le loro aspettative o perché semplicemente sono insoddisfatti delle loro vite e cercano il brutto in ogni situazione. Si grazie mille, ho corretto quel pezzo gentilissima ?

  5. Ciao , la narrazione è semplice , di facile lettura , al centro c’è la famiglia , i personaggi si muovo entro il paesaggio familiare , la figlia pur avendo trovato l’amore continua a muoversi entro lo sfondo della madre , dinamiche familiari ripetitive , spero che il panorama possa cambiare .

    1. Ciao Sara, grazie mille per aver letto questo breve racconto e grazie mille per il tuo consiglio ☺️

  6. Cara Lara, da quanto mi sembra è un racconto che parla dell’annullamento di sé stessi e della possibilità poi di ricominciare a essere se stessi ridefinendo le proprie priorità. Bello, a questo proposito ti segnalo quello che credo sia un piccolo refuso: “lei diceva sempre di sì, annullando..” volevi forse dire annullando se stessa?

  7. Ciao Lara, ho trovato interessante il tema della tua storia, il fatto che alla fine Maya riesca a capire quanto sua madre sia una persona negativa nella sua vita mi ha molto colpito, non pensavo che se ne rendesse conto. E’ un fatto risaputo, bisogna sbatterci la faccia qualche volta prima di capire come funziona davvero la vita. Dal punto di vista grammaticale ho alcuni consigli da darti: in primo luogo, l’uso ripetitivo delle parole “sua madre” in un paragrafo del testo che suona un po’ ridondante; in secondo luogo, il passaggio da un tempo verbale ad un altro, riguardo a questo non capivo se la frase fosse da intendere al passato, al presente o al futuro (per esempio quando dici “voleva sapere tutto quello che facevano, quanto spenderanno, dove andavano, con chi…”); in terzo luogo, le virgole, ho notato che in alcuni punti il racconto diventava un po’ lunghetto e l’uso della virgola avrebbe smorzato un po’ la narrazione. Per il resto va tutto bene. Ho analizzato a fondo il tuo testo, la narrazione “senza narrazione” (riferito alle virgolette che hai usato per omettere i discorsi della madre) è un tocco di classe, questo espediente mi ha colpito. Se comunque hai dei dubbi, vuoi semplicemente parlare di racconti o ti piacerebbe avere un consiglio sulle tue prossime pubblicazioni, io sono disponibile per qualsiasi cosa, non farti inutili scrupoli 🙂

    1. Ciao Annalisa, innanzitutto grazie per aver occupato il tuo tempo per leggere questo breve racconto. Grazie mille per i consigli e sicuramente farò più attenzione la prossima volta perché ci sono state alcune sviste. Grazie mille e spero leggerai ancora qualcosa di mio, mi farebbe molto piacere ☺