Uno, due… tre!
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
- Episodio 1: Arancione fluorescente
- Episodio 2: Saara
- Episodio 3: Il piano
- Episodio 4: Iku-Turso
- Episodio 5: Vivrai qui, con me
- Episodio 6: Ricordi
- Episodio 7: Il peso di un segreto
- Episodio 8: Onni
- Episodio 9: Uno, due… tre!
STAGIONE 1
STAGIONE 2
«Credi che non abbia capito? Nulla di ciò che vedo è reale: se stai cercando di ingannarmi, hai fallito», disse Akseli a Iku-Turso, nonostante iniziasse ad avere dei dubbi.
«E allora dimmi, Akseli: cosa possiamo considerare “reale”?» domandò lui, sporgendosi sul tavolo.
Non ricevendo alcuna risposta, continuò: «Qui ci sono tuo figlio e tua madre, perfettamente in salute. Ti ho offerto la possibilità di stare con la tua famiglia e tu, invece di ringraziarmi, fai quella faccia? Te ne rendi conto? Dovrei offendermi».
«Non so quale sia il tuo piano o cosa speri di ottenere, ma sappi che troverò il modo di andarmene e loro verranno con me.»
«Eh no, mi dispiace, questo non posso permetterlo. Non puoi costringere nessuno a seguirti. Ma se tu vuoi andare: prego, fa’ pure.»
Akseli si alzò; Aila fece lo stesso e annunciò: «Andrò con lui».
A quel punto, Iku-Turso scoppiò a ridere: «Tu vorresti andare con lui? Davvero? Beh, se ci tieni a suicidarti, accomodati».
Onni, che non era interessato ai discorsi degli adulti, aveva già finito il suo budino e non vedeva l’ora di giocare con gli altri bambini: «Posso andare, nonno?»
«Sì, vai pure.»
Akseli cercò di afferrarlo al volo per un ultimo bacio, ma il bambino aveva già puntato il gruppetto di amici che lo aspettava davanti alla porta del ristorante; lo liquidò con un sorrisetto furbo e scappò via.
Akseli lo osservò allontanarsi, consapevole che Onni non poteva essere vivo e che quella, per quanto bellissima, era solo un’illusione. Un giorno anche lui se ne sarebbe andato e allora lo avrebbe riabbracciato davvero, per non lasciarlo mai più. Aveva avuto fin troppe prove che la vita continuasse dopo la morte: sapeva che prima o poi si sarebbero ritrovati. L’unica cosa sensata da fare era abbandonare al più presto quella nave.
Senza aggiungere altro, Akseli prese la mano di Aila e i due si scambiarono uno sguardo d’intesa. Si voltarono e uscirono dal ristorante; raggiunsero le scale e salirono al ponte superiore, all’esterno. Corsero verso poppa, ma si bloccarono entrambi a osservare lo strano colore del cielo: un inquietante verde cupo che li disorientò, rendendo impossibile capire se fosse giorno o notte. Poi si avvicinarono al parapetto e guardarono giù. Aila aveva ragione: non c’era il mare. Percepivano il movimento della nave, ma sotto di essa si stendeva solo il buio; per quanto si sforzassero, non riuscivano a scorgere nulla.
Nel frattempo, sentirono dei passi dietro di loro. Quando si voltarono, videro Iku-Turso: stavolta indossava la divisa da capitano. Avanzò lentamente per poi fermarsi a pochi metri di distanza, con le braccia conserte, evidentemente ansioso di godersi lo spettacolo. Arrivarono anche altre persone, tra membri dell’equipaggio e normali passeggeri.
«Non fate sciocchezze», li ammonì il “comandante”. «Tornate dentro, va tutto bene», aggiunse.
Akseli e Aila, aggrappati al corrimano, fissavano i volti sbigottiti della folla; le persone bisbigliavano tra loro, lanciando sguardi impauriti.
Per un attimo Akseli dubitò di se stesso, ripensando alle parole di Iku-Turso, “cosa possiamo considerare reale?”. Guardò negli occhi sua madre e poi si voltò a osservare, ancora una volta, il vuoto alle loro spalle.
«Possiamo risolvere tutto, ma dovete seguirmi dentro», disse loro il comandante, continuando ad avvicinarsi.
Akseli si aggrappò con più forza al corrimano e, ansimando, urlò: «Questa crociera finisce qui!»
Poi, rivolgendosi ad Aila, sussurrò: «Dobbiamo farlo». E lei annuì solennemente.
Akseli saltò a cavalcioni sul corrimano, perdendo per un attimo l’equilibrio; Aila, che non era altrettanto agile, provò a sollevarsi con la forza delle braccia, sporgendosi con il busto. Akseli le passò un braccio intorno alla vita, poi la baciò sulla guancia: «Al mio tre», bisbigliò tremando. «Uno, due… tre!»
Un urlo di terrore si levò dalla folla e, quasi contemporaneamente, si avvertì un boato provenire dal cielo.
Akseli e Aila si lasciarono cadere nel nulla.
Si dice che prima di morire tutta la vita passi davanti agli occhi: questo è ciò che accadde ad Akseli, mentre sentiva lo stomaco salirgli in gola.
Come davanti a un film, osservò il giorno del suo matrimonio e riuscì anche a sentire la voce di Saara e delle persone presenti; percepì il calore del sole, il profumo del cibo, ogni cosa. Vide Onni, la sua malattia, il funerale. E poi vide se stesso negli anni in cui l’attività da medium l’aveva allontanato da sua moglie, fino a perderla per sempre. Si rese conto, proprio in quell’istante, di tutte le sue scelte sbagliate e di quanto fosse stato cieco ed egoista.
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Arancione fluorescente
- Episodio 2: Saara
- Episodio 3: Il piano
- Episodio 4: Iku-Turso
- Episodio 5: Vivrai qui, con me
- Episodio 6: Ricordi
- Episodio 7: Il peso di un segreto
- Episodio 8: Onni
- Episodio 9: Uno, due… tre!
Complimenti, mi è molto piaciuto!
Grazie 🙂