Vendetta e Amore

Serie: Helena Everblue


Ellis Island era una minuscola isola artificiale di grezzo cemento, quasi interamente occupata da un edificio dall’aspetto spartano. Le mura esterne, sferzate da venti impietosi, ricordavano le pelle di una megera stanca. 
Una volta all’interno, Jonathan Bull fu sopraffatto da un’ infinità di figure geometriche. Colonne e colonne di righe, numeri e lettere dei quali ignorava l’utilità. Scansò quel caos sostituendolo con la visione di potenza legata al suo ritorno a Newcity. Già si vedeva alla testa dell’ esercito che il re avrebbe sicuramente mobilitato, in fondo era sua figlia che andava cercando. Chissà, magari lo avrebbe nominato generale. Bull, l’impavido e invincibile.

Quelli erano i pensieri che occupavano la sua testa mentre Hector e Jade discutevano con tristi omini ingobbiti di fronte a fogli, matite e strani aggeggi luminosi. Sogni di gloria di un’ ombra imperfetta.

«Ecco, maestà.» Uno degli ometti scattò sull’attenti. «Sono risalito alle informazioni da lei richieste». Recitò una sequenza di numeri che Jonathan dimenticò all’ istante. «Ho ritrovato il documento in riferimento allo sbarco del soggetto Erphinia della Seconda Casata. Come vuole la legge, vi sono riportate le coordinate del luogo da cui partì. Non credo possano essere definite precise, ma non vi sarà difficile trovare il punto esatto». Un veloce inchino e via, mesto e lieto si rituffò nella mansione che gli spettava.

«Bene così» si congratulò il re. «La lega del New Mondo non dimenticherà il tuo aiuto».

Un angolo della bocca di Hector Everblue si sollevò: forse l’accenno di un sorriso, più probabilmente un ruga più profonda delle altre. La barba era troppo folta perché Jade lo capisse.

Tornati all’ aria aperta, la donna si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo.

«Quindi il signor Bull dice il vero».

Hector sollevò le spalle. «Per scoprirlo non dobbiamo far altro che recarci nel punto esatto indicato dalle coordinate».

«Preparate la flotta, maestà!» esclamò Jonathan euforico. «Armate l’esercito, che taglino la capoccia a tutti quelli che hanno osato sfiorare la vostra bambina».

Gli occhi del sovrano si spalancarono, smorzando l’entusiasmo del toro. «Gli eserciti sono roba del passato. Andremo a Newcity, sempre che esista davvero, accompagnati dal silenzio delle onde notturne».

«Fate come volete.» Nonostante fosse un maestro di maschere, Bull non riuscì a nascondere il suo disappunto. «Io vi sono amico, ma l’altra gente di Newcity…».

«Chiunque avrà osato far del male a Helena,» disse Jade sfiorando l’elsa della sua spada. «incontrerà il tocco del mio acciaio».

Jonathan annuì. A Newcity quei due babbei non avrebbero trovato Helena, vittima del Punto di Nero come era stata Lhara prima di lei. Esisteva tuttavia la possibilità che non essendo lei una vera bambina, le piccole dosi utilizzate dai seguaci di Cho non avessero effetto. Una cosa era certa, Helena o non Helena il boss Hugo sarebbe morto.

Un borbottio all’altezza dello stomaco gli ricordò che erano passate troppe ore dall’ultima volta in cui aveva messo qualcosa sotto i denti. Infilò istintivamente le mani in tasca nella speranza di trovarvi dei rimasugli di cibo. Niente di commestibile. I calli delle dita sfiorarono una sostanza granulosa. Nonostante la natura imperfetta che lo caratterizzava, capì all’istante di cosa si trattava: resti del veleno di Cho.

«Vieni con me, straniero» lo apostrofò Hector, strappandolo alle sue considerazioni. «Ti darò da mangiare. Poi penseremo al resto».

Jonathan Bull conosceva bene il resto: profumava di vendetta.

__*** __

Il suo nome è Jonathan, ma gli abitanti di Newcity lo conoscono come Bull. Toro. Affonda la sua daga nel fianco destro di Hugo. La estrae lasciando una rosa cremisi che si spande.

Vedere il corpo dell’odiato boss stramazzare al suolo è un piacere del tutto suo.

«Ma che diavolo…» bofonchia il merluzzaro, sputando sangue e bile.

Jonathan si piega sulle ginocchia; avvicina il volto a quello della sua vittima. Sorride con occhi vacui.

«Boss, era da un pezzo che non ci si vedeva».

«Jonathan?! Che mi hai fatto?».

L’ombra difettosa si alza aiutandosi con le mani. «È il Punto di Nero. Non temere, con la dose che ho utilizzato schiatterai in men che non si dica».

«Punto di…veleno?! Tutto perché non ti ho permesso di prendere la bambinella?».

Il pallido sorriso di Jonathan svanisce. Con il dorso della mano, si asciuga un filo di moccio che gli penzola da una narice. Solleva le sopracciglia in un’espressione pensierosa. «Stai parlando di Helena? Suvvia boss, non fare quella faccia! Certo mi è dispiaciuto non infilzarla col mio bastone, ma non morirai per questo. Vuoi sapere il motivo?».

Le labbra di Hugo si muovono per riversare nell’aria parole confuse, slegate a qualsivoglia significato.

«Che hai detto, boss? Non capisco».

Gli spasmi assaltano il corpo di Hugo, il rosso inietta l’iride.

«Mi sa che il tuo banco del pesce sarà costretto a chiudere. Chissà come ci resteranno male i tuoi clienti. Aspetta, tu non hai più clienti!».

Una risata demoniaca ferisce la falsa quiete.

«P perché?».

«Che hai detto, boss?».

«Perché?».

La risata di Jonathan scema per tramutarsi in un rabbioso borbottio. «Perché?! Perché mi chiedi?» Un’infinità di goccioline di saliva imbrattano il volto di Hugo. «Lei era mia e tu me l’hai rubata».

«Lhara.» La voce di Hugo non è che un sussurro.

«Proprio così, boss. Era MIA!» Accarezza il cavallo dei pantaloni. «Ma tu te ne sei fregato; l’hai presa per portarla in questo maledetto posto. Proprio qui dove i bambini muoiono».

«Lhara» ripete Hugo. «Helena.» Le sue dita afferrano il nulla, stringono. «Avrei vouto vedee i mondo assime a voi…».

«Mi sa che non hai capito niente» ringhia Jonathan. «Sei tu il cattivo. Sei tu!».

L’ultimo soffio di vita abbandona il corpo del mercante. Gli organi interni, ormai ridotti in poltiglia, decretano l’eterna conclusione. L’ineluttabile fine.

***

Helena si lascia trascinare da Jade; mano nella mano le due femmine avanzano in direzione del porto. Varcano il cancello che delimita l’ingresso del mercato. Un vecchio contadino passa accanto a loro su un carretto trainato da un cavallo dall’aspetto tozzo, non le degna di uno sguardo.

«Questo posto è una vera sorpresa.» Le parole di Jade sono quasi un pensiero a voce alta. «Sembra che il tempo sia fermo a cinquanta anni fa. Che dico, cento anni fa!».

«Non fosse stato per la morte di quell’aristocratica, non mi avresti mai trovato. E adesso? Dove andremo adesso? Immagino che gli scagnozzi di mio padre non siano lontani».

Dalle labbra della dama nera non giunge risposta e, dopo averla osservata in volto, Helena decide che è meglio non insistere.

Oltre la casa-magazzino del signor Cho, il Mare Esterno allunga le sue molteplici braccia. Sfiora le eleganti scarpe di un distinto signore che, con le dita raggrinzite, si sta massaggiando la lunga barba argentata.

Signor Hugo, ho paura. Mi aiuti. Signor Hugo!

«Padre» biascica Helena. I suoi meravigliosi occhi di tempesta si spalancano. Doloroso stupore.

Jade abbassa lo sguardo.

«Helena, figlia mia! Sei pronta per me? Sei pronta ad amarmi?».

La fanciulla indietreggia. Scuote la testa. I suoi occhi cercano colei che credeva amica.

«Mi dispiace principessa, ma la salvezza del regno viene prima dei nostri capricci».

«Non sono capricci!» esclama Helena. «Si tratta del mio corpo. La mia anima!».

Spente le vane speranze, la fanciulla cede allo sconforto. Copiose lacrime scivolano sulle sue guance, salate come l’ acqua del Mare Esterno.

«Allora, figlia mia, sei pronta ad amarmi?».

Non crede di poter sopportare altro dolore; sottovaluta la tempra degli Everblue.

«Sei pronta ad amarmi?» Una macabra cantilena.

«Padre, vi prego…».

Lui sorride. «Avanti Jade, non perdiamo tempo».

La dama nera si mostra incerta. «Maestà?».

Lui le fa un cenno spazientito. «Controlla se è pronta».

«Mi perdoni ma non capisco».

«Il suo buco!» Screzi di follia scheggiano il cobalto del re. «Controlla se è pronta a darmi un erede!».

«Non posso…io non…».

«Osi deludermi nuovamente?».

Il chiarore del mattino scivola in un’ innaturale foschia; ombre di pece si addensano attorno a Hector Everblue, si insinuano tra le cosce di Jade.

«Principessa?!» La dama nera estrae la sua fidata spada, ma non c’è nessuno contro cui usarla. Sono solo ombre quelle che trafiggono il suo corpo con mille lame invisibili.

Nell’ immobilità perpetua, un urlo acido è il suo addio al mondo.

Helena ha asciugato le lacrime; c’è una punta di soddisfazione nel suo sguardo troppe volte ferito.

«Stupida bambina.» La voce di Hector è un sussurro. «Stai condannando il mondo all’ oscurità eterna».

Sono le ultime parole di una testa senza più corpo.

In un battito d’orrida emozione, le ombre svaniscono. Helena non è sola. Qualcuno la prende per mano con delicatezza. Immobile. Gelida.

«Non pleoccupalti. Adesso pensale io a te».

Serie: Helena Everblue


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Discussioni

  1. Tutto torna a Cho, il personaggio più enigmatico di tutta la serie. Il Re ora è fuori gioco, ma Helena sarà caduta dalla padella alla brace? Per scoprirlo, non mi rimane che attendere la terza stagione

    1. Carissima @micol-fusca , credimi se ti dico che Cho è molto meno enigmatico di quanto credi. In fondo è un mercante, e come tale vende merce…
      Poi non credere che Hector sia fuori dai giochi…ho in mente qualcosa nella terza stagione. Ahahah. Oscurità e horror psicologico.

  2. “n un battito d’orrida emozione, le ombre svaniscono. Helena non è sola. Qualcuno la prende per mano con delicatezza. Immobile. Gelida.«Non pleoccupalti. Adesso pensale io a te». “
    👏 👏 👏

  3. “La risata di Jonathan scema per tramutarsi in un rabbioso borbottio. «Perché?! Perché mi chiedi?» Un’infinità di goccioline di saliva imbrattano il volto di Hugo. «Lei era mia e tu me l’hai rubata».”
    Tutti i nodi vengono al pettine

  4. Un finale che, se ho ben compreso, si ricollega alla prima stagione in tutto e per tutto. Davvero ben congegnato, cavolo! Se quante fatiche ti sarà costato! Bravo davvero. E ora che cavolo vuole questo Cho? Ahahahah 🙂 Ho come la vaga impressione che il peggio del peggio (anche se sarebbe più corretto dire “il meglio del meglio”) arriverà nella terza e ultima stagione. Un carico di oscura follia a cui tu, ormai da tempo, ci hai viziati! 🙂

    1. @giuseppe-gallato , ho intrecciato gli avvenimenti con attenzione ma nonostante ciò ci sono dei passaggi che dovrei rivedere. L’ ultima stagione, che sarà più breve delle altre due, si rivelerà oscura all’ ennesima potenza 😅. E, credimi, ancora una volta vi porterò sulla linea di confine tra bene e male raccontando la realtà mascherata da finzione. Spero solo di farlo nel modo migliore.

  5. Complimenti davvero, chapeau per come hai intessuto queste due stagioni, per come hai saputo alternare le narrazioni concendendo al lettore di sapere quanto bastava per appassionarsi alla vicenda, e di non sapere quanto serviva per alimentare il fuoco della curiosità!
    Finale di stagione davvero esplosivo, due capitoli si chiudono, ma un altro si spalanca alla nostra curiosità!

    1. Grazie infinite Sergio, non preoccuparti che le sorprese non mancheranno neanche nella prossima stagione. Fidati se ti dico che sarà molto più oscura delle prime due. Alla fine, quando ogni singolo pezzo del puzzle sarà al proprio posto, avrai una vaga idea della mia “follia letteraria”.😂

  6. Bravissimo Dario ottimo finale di stagione, che si lega all’altro finale di stagione. Veramente un bell’intreccio, ordito alla perfezione. Adesso sarà impossibile attendere troppo tempo per sapere che diavolo fare quel muso giallo di Cho.
    Sei avvertito 🙂

    1. Bravissimo è una parola grossa, ma ti ringrazio per il complimento. L’ intreccio che ho utilizzato è stato un azzardo, volevo che la mia storia avesse qualcosa di originale. Il risultato è davanti ai tuoi occhi. Ciao, Alessandro.🙂