Vicolo cieco

Serie: Gli Occhi del Drago

Akira rivolse un muto ringraziamento a Minnie; come promesso aveva fornito loro quanto necessario a recuperare le forze e un aspetto decente. Afferrò il rasoio, contento di poter radere le guance. Quando si era visto allo specchio gli era venuto quasi un colpo: odiava essere trasandato.

«Dovresti imparare a perdere il controllo.»

Il Ka profittò del riflesso per lanciare un’occhiataccia a Lenore. Si era seduta su uno sgabello, una gamba accavallata sull’altra, e lo osservava divertita.

Tornò a concentrarsi su quello che stava facendo.

«Dovresti mettere qualcosa addosso.»

La sentì sospirare, ma colse un movimento con la coda dell’occhio. Lenore afferrò uno degli asciugamani puliti drappeggiandoselo addosso.

«Sono dispiaciuta per aver invaso la tua privacy, ma come sospettavo la cisterna era quasi vuota. Spero di non averti dato fastidio.»

Akira decise di prendersi ugualmente gioco di lei. «Sei piccoletta, occupi poco spazio. Nessun fastidio, ormai ho capito che sei una peste.» Posò il rasoio, soddisfatto del risultato. Finalmente riusciva a riconoscersi allo specchio.

Quando si girò Lenore non si era mossa. Lo sorprese vedere che aveva abbassato lo sguardo, pensierosa, e mangiucchiava l’unghia dell’indice. Insicurezza?

Sedette sulla tazza chiusa del water attendendo.

Il suo arrivo in bagno lo aveva sorpreso, non sconvolto perché fin da quando si erano conosciuti aveva sentito che fra loro poteva nascere ben più di un legame dettato dalle circostanze. Lenore si era infilata sotto la doccia con assoluta tranquillità, dividendo con lui acqua e sapone: solo quello. Portava la nudità con molta naturalezza, quasi fosse un vestito con cui si trovava completamente a suo agio: senza alcuna malizia, come un neonato.

Quando gli aveva dato le spalle Akira aveva avuto modo di osservarla con calma, suo malgrado incuriosito. La schiena della ragazza era segnata da due cicatrici perfettamente simmetriche simili a semicerchi, che dalla base del collo costeggiavano le scapole per terminare secche in corrispondenza dei fianchi. Akira le paragonò alla sua, che correva parallela alla spina dorsale dalla nuca all’osso sacro: immaginò di sovrapporle, scoprendo che ne sarebbe risultato un ideogramma simile ad un simbolo alchemico.

«La leggenda narra la verità?»

Lenore sollevò gli occhi, facendosi nuovamente attenta. «Quale? Ne esistono molte.»

Aveva ragione, ma ce n’era una che gli piaceva in particolare. «Sei immortale?»

La ragazza scosse il capo. «L’Erborista nasce, l’Erborista muore. L’Erborista ricorda.»

Akira si trovò a riflettere che era la soluzione più logica. Giustificava l’immensa conoscenza accumulata da Lenore.

«Deve essere un peso enorme da portare.»

Lenore fece spallucce, ritrovando il solito tono canzonatorio. «No. Basta vivere una vita alla volta.»

Il Ka sapeva che gli stava mentendo, ma intuiva che il suo umore era dovuto anche ad altro.

«Ti preoccupa il Priorato?»

La ragazza annuì. «Erano secoli che non mettevo piede ad Imelda. Conosci il Credo, rappresento un pericolo per l’intero ordine. Ho vissuto a lungo nel deserto, come in ogni altro luogo il mio esistere ha alimentato leggende e favole.»

«Sei la negazione di uno dei dogmi: “Esiste una sola vita e un solo corpo”.»

Gli risultò strano che un’anima consapevole e immortale temesse la morte della carne. Riusciva solo a dare una risposta a quell’enigma.

«Conoscono il modo per darti la morte eterna.»

Lenore stirò le labbra in una piega sottile. «L’Erborista nasce dall’Erborista. Devo assicurarmi una discendenza diretta per tornare ad aprire gli occhi. Questa carne, ad esempio, è figlia della mia bisnipote.»

Akira accolse quelle rivelazioni con sorpresa, mai avrebbe pensato che Lenore lo reputasse degno di tanta fiducia: l’Erborista gli aveva appena consegnato le chiavi della sua intera esistenza.

«Portare Diana a Histora è più importante della tua stessa vita?»

Un paio di timidi battiti alla porta diedero modo a Lenore di non rispondere.

«Siete lì?»

«Sì topolino. Io e Akira avevamo bisogno di parlare e non volevamo disturbarti. Hai fame?»

La risposta della bambina giunse squillante. «Tantissima!»

Akira si alzò in piedi stendendo una mano che Lenore accettò con gratitudine.

Quando fecero rientro in camera Diana rivolse loro uno sguardo curioso. Era seduta sul letto e teneva sulle ginocchia un pupazzo che non avevano mai visto: un orso blu.

«Hai un nuovo amico?» L’umore di Akira mutò d’improvviso, ammantandosi di inquietudine. Diede uno sguardo alla porta, contento di trovarla chiusa.

«La Signora Minnie me lo ha portato poco fa.»

Lenore la raggiunse chiedendole il giocattolo di pezza per poterlo esaminare: glielo restituì solo dopo essersi accertata che non nascondesse nessun dispositivo. «È bellissimo.»

«Minnie è stata gentile.» Akira afferrò i suoi vestiti dalla pila posata sulla sedia. «La ringrazierò di persona e approfitterò per fare una passeggiata nei dintorni. Sono certo che ha preparato un pasto per noi, le chiederò se può portarlo in camera: mangiate pure senza di me. È probabile che al mio rientro crollerò come un sasso, mettetevi a letto tranquille e cercate di riposare.»

Quando volse loro le spalle per tornare in bagno, il Ka sentì gli occhi di Lenore puntati addosso: rabbrividì leggermente, raddrizzando le spalle.

***

Di notte il quartiere in cui era ubicato il bazar non era tanto diverso dai bassifondi di Aurona: la brava gente dormiva, gli sciacalli uscivano allo scoperto. Era abituato a confondersi con i passanti, tenere la testa bassa e ignorare quanto accadeva accanto a lui pur dando ad intendere di non essere uno sprovveduto. Non era interessato ai commerci che si consumavano nei vincoli angusti, né alle profferte delle giovani che lo invitarono a condividere una preghiera. Affrettò il passo, allontanandosi in direzione della zona illuminata.

Le vie principali, se così si potevano chiamare le stradine dov’era consentito passare appaiati, erano deserte. Dopo il coprifuoco solo i senza tetto vi indugiavano e Akira sapeva che la comunità si occupava di loro, distribuendo del cibo caldo. Il Priorato non aveva nulla in contrario, sempre che coloro che vi si recavano non dimenticassero di rivolgere una preghiera di ringraziamento ad Imelda: il livello dell’energia spirituale era monitorato da un prayer che sostava al punto di ristoro.

Il Ka si diresse verso quello più vicino, mettendosi in coda alla fila. Aveva chiesto a Minnie di prestargli un cappotto di diverse taglie più grandi, un capo d’abbigliamento che aveva visto tempi migliori: il bordo sfilacciato arrivava a sfiorargli la suola degli stivali. Aveva indossato un berretto di lana sotto cui aveva nascosto i capelli e imbrattato il viso con della fuliggine: il freddo sceso non appena calata la notte gli era venuto in aiuto.

Notò che la distribuzione procedeva a rilento per colpa del volontario, un ragazzo insolitamente ciarliero che si attardava a scambiare qualche chiacchiera con i barboni con cui era in confidenza. Il prayer che si era assunto il compito di vigilare tendeva orecchio ad ogni parola. Comprese che era alla ricerca di informazioni.

Una volta arrivato il suo turno accettò con gratitudine la ciotola di zuppa di riso che gli venne offerta, allontanandosi di qualche passo per poterla consumare in un angolo. Sedette sul marciapiede, tenendo lo sguardo basso. Lo sollevò solo per una frazione di secondo incontrando quello del prayer. Non mosse un muscolo, continuando a mangiare con lo stesso entusiasmo di una mucca al pascolo. Dopo alcuni minuti, il prayer tornò a concentrare la sua attenzione sul mendicante che aveva di fronte.

Terminato il pasto Akira attese che fosse servito anche l’ultimo della fila, quindi restituì la ciotola di legno: una volta fatto si allontanò nella direzione opposta da dove era venuto. Ringraziò l’istinto che lo aveva spinto a scendere in strada per un sopralluogo: prima di uscire aveva chiesto a Minnie di occuparsi di Lenore e Diana, facendole promettere che all’alba le avrebbe caricate nel convoglio dei contrabbandieri senza accettare obiezioni. Il donnone gli aveva sorriso, sputando su una mano prima di offrirgliela per una stretta.

«Ehi!»

Akira ignorò bellamente il richiamo, dirigendo i suoi passi verso un vicolo secondario dove l’ombra prendeva il sopravvento sulla fievole luce dei lampioni a gas. Si fermò non appena constato che il viottolo portava a un muro: una sola uscita da controllare, un solo nemico alla volta da affrontare.

«Sei l’unico su cui può contare l’intero Credo o la tua è una crociata personale?»

La forma dell’altro si delineò nel buio e Akira puntò lo sguardo sugli occhietti chiari che lo studiavano con altrettanta accuratezza.

«Mastro orologiaio, sei piuttosto lontano dal Santuario.»

«Potrei dire altrettanto. Sinceramente, mi sento insultato: solo un idiota crederebbe in tante “coincidenze”.»

Il prayer estrasse dal pastrano uno sfollagente. «Solo un idiota si infilerebbe in un vicolo cieco.»

Akira piegò le labbra in una smorfia che ebbe il potere di far vacillare le convinzioni dell’altro. Il Ka aveva compreso che l’avversario non aveva ben chiaro il luogo in cui Lenore e Diana si erano rifugiate: al contrario, non avrebbe cercato di carpire informazioni ai barboni contando sulla copertura del volontario che si era occupato di servire i pasti. Mancava meno di un’ora all’alba, non gli sarebbe stato difficile tenerlo occupato: in un modo, o nell’altro.

Scoppiò a ridere. «Se pensi di tenermi a bada con quello, avrai un’amara sorpresa; il dolore non mi spaventa, ho imparato come gestirlo. Ti assicuro che uscirai da qui altrettanto acciaccato.»

Serie: Gli Occhi del Drago
  • Episodio 1: L’erborista
  • Episodio 2: Il nemico del mio nemico
  • Episodio 3: Ninna Nanna
  • Episodio 4: Il Ka, l’Erborista e il Topolino
  • Episodio 5: Il Treno
  • Episodio 6: Il Pellegrinaggio – parte I
  • Episodio 7: Il Pellegrinaggio – Parte II
  • Episodio 8: Nel Deserto
  • Episodio 9: Il Santuario di Imelda
  • Episodio 10: Vicolo cieco
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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    Discussioni

    1. Ciao Micol, la conclusione di questa serie mantiene alta le aspettative, come tutti i misteri ancora da risolvere. Da piccolo progetto in tre è sfociata in una serie con ben evidente il tuo marchio di fabbrica, in cui i pg risultano ottimamente caratterizzati, brava come sempre?

      1. Ciao Tonino. Hai ragione, il tutto ha preso una forma al di là di quanto era possibile pensare. Sono contenta di aver ripreso in mano quel racconto, episodio dopo episodio scopro con voi quanto hanno in serbo i protagonisti. Soprattutto la misteriosa Lenore ;D

    2. Però così non si fa, amica mia, tu giochi sporco! Mi hai fatto credere che i due avrebbero combinato qualcosa sotto la doccia, e invece… Ho creduto che i tre potessero formare un’allegra famiglia, e invece dovrò aspettare un’altra stagione… Cattiva, ma brava.

      1. Ciao Ivan, ma no. Non gioco sporco, vedrai che l’amorazzo è già nell’aria; anche se temo che non si arriverà alla classificazione “erotico” 😀

    3. Ed eccomi al finale della prima stagione. Ricordo che avevi detto che questa serie sarebbe stata breve, invece ti sei fatta prendere la mano. E per fortuna! I pg sono caratterizzati a dovere e le domande in sospeso creano la giusta dose di attesa.?

      1. Ciao Dario, come al solito mi sono lasciata vincere dai miei personaggi.
        Questa storia, dentro la mia testa, si è fatta enorme e occuperà tutte e tre le stagioni. Hai ragione, sono ancora molti i segreti da svelare, il viaggio di Diana è appena iniziato 😀

    4. Questo l’avevo capito, ma mi ero incasinato su un passaggio.. Che ho compreso ora rileggendolo: “questa carne è figlia della mia bosnipote”.
      Mi chiedevo: come fa ad essere figlia di una sua discendente? Viaggia nel tempo? Perché pensavo fosse l’erborista che esiste “ora” a dirlo. Poi ho capito, ho capito che L’erborista è una sola, ed a parlare per bocca di Lenore è lerborista che ha “avviato il ciclo”.

      1. Esatto! 😀
        E non è finita qui, nella seconda stagione arriveranno altre rivelazioni 😉

      1. Ciao Raffaele, sono ancora molti i misteri da svelare.
        Grazie infinite per avermi accompagnata in questa avventura, è nata per caso ma ha preso forma episodio dopo episodio 😀
        Per la seconda stagione ci sarà da aspettare almeno un paio di settimane, ma i nostri eroi faranno ritorno più in forma che mai!

    5. “«Potrei dire altrettanto. Sinceramente, mi sento insultato: solo un idiota crederebbe in tante “coincidenze”.»Il prayer estrasse dal pastrano uno sfollagente. «Solo un idiota si infilerebbe in un vicolo cieco.»”
      👏

    6. “Gli risultò strano che un’anima consapevole e immortale temesse la morte della carne. Riusciva solo a dare una risposta a quell’enigma”
      Questo passaggio mi è piaciuto

    7. “Quando si era visto allo specchio gli era venuto quasi un colpo: odiava essere trasandato.”
      Non vorrei sbagliarmi; però mi sembra che non ci sono personaggi trasandati nei tuoi racconti.😃

      1. Lo sai che hai ragione? Mi hai messo in moto il cervello e in una delle prossime avventure di Alo rimedierò 😀

    8. Ma… E ci fai finire la stagione così? Tenendoci sulle spine? Altro che Season Finale del Trono di Spade! 😁
      Beh, se volevi scatenare nel lettore la “fame” per il prossimo episodio, che dire.. Ci sei riuscita! I personaggi sono davvero ben caratterizzati, hanno una loro personalità ben definita. La trama è ricca di spunti, di interrogativi che personalmente trovo stimolanti. Aspetto la seconda stagione!

      1. Certo che sì, altrimenti che gusto c’è? 😀 😀 😀
        Grazie per aver seguito la stagione fino alla fine, sono contenta che il tuo “appetito” non si sia spento. Nella prossima stagione saranno svelati misteri che coinvolgeranno direttamente il Credo 😉

      1. Quando si reincarna, l’Erborista non sceglie un corpo qualsiasi. La sua anima rinasce da una sua discendente diretta, quindi Lenore per poter “rivivere” deve avere figli che genereranno altri figli

    9. “La ragazza scosse il capo. «L’Erborista nasce, l’Erborista muore. L’Erborista ricorda.»”
      L’arcano inizia a svelarsi…
      Mi piace questa peculiarità, anche se lascia qualche interrogativo aperto. O meglio, proprio per questo.

      1. Ciao Sergio, come dice Akira è la spiegazione più plausibile. Quando l’Erborista si reincarna non perde memoria delle vite precedenti

    10. Ma come siamo già alla decima puntata? questa serie e volata via in un soffio, portandomi in luoghi fantastici, seppur desolati. Spero che la seconda serie inizi presto, voglio proprio vedere quella che sa fare il Ka.

      1. Ciao Alessandro, il tempo corre come un treno! Per fortuna, non come quello che hanno preso i nostri erori ;D
        La seconda stagione inizierà fra un paio di settimane, sono felice che tu abbia apprezzato la prima. Quanto ad Akira, chissà… magari lascerò il tutto alla fantasia del lettore e lo ritroveremo in gabbia 😀 (spoiler allert)