Virtualismo

Alberto e Vanessa sono due persone comuni, sui 40 anni.

Non si conoscono e ciascuno di loro convive con le proprie gioie, i dolori, i successi e le prospettive per il futuro. Passano gran parte del loro tempo libero in quella che è la piattaforma più innovativa del momento.

“Infinità Selettiva” si chiama.

Tutto il mondo la conosce ed è stata realizzata, qualche anno prima, da un genio dell’informatica la cui identità è rimasta ignota ai più.

Entrambi l’hanno conosciuta tramite motori di ricerca e sono rimasti colpiti dalla descrizione introduttiva…”Per chi è affascinato dall’infinito, per chi va oltre il tempo, se ami superare le tue barriere…questo è lo strumento che fa per te. Registrarsi è facile, bastano soltanto un’indirizzo di posta elettronica, nome e cognome. E scoprirai un mondo che ti toglierà il fiato”.

La rete è piena di “luoghi” o “siti” che fanno a gara nel tentare di affascinare l’internauta ma, per Alberto e Vanessa, “Infinità Selettiva” ha qualcosa di speciale e si sono registrati entrambi.

In pochi passaggi si sono trovati davanti ai loro occhi qualcosa di assolutamente incredibile. Pagine e pagine di scritti, pensieri, opinioni, fotografie…e non solo.

Da quel momento hanno iniziato progressivamente a lasciarsi trasportare, quasi rapire dallo psichedelico bombardamento emozionale a cui sono stati sottoposti.

Attratti da ciò che ancora non gli è stato concesso di scoprire.

Sì, perché “Infinità Selettiva” mette a disposizione di un numero ristretto di fortunati una serie di opzioni nascoste “che cambieranno la vostra vita”.

Così recitano alcune note esplicative.

E così sono arrivati fino ad oggi, di pensiero in pensiero, da trasgressione a trasgressione, da un sogno dentro un sogno.

Anzi…fino a questa mattina, quando Alberto decide di scrivere a Vanessa.

Perché nel frattempo sono entrati in contatto ed hanno iniziato a scambiarsi opinioni, pareri e reciproche confidenze. “Cosa ne pensi delle opzioni nascoste ?”, chiede Vanessa.

Alberto ci pensa un attimo e poi risponde “Non saprei risponderti con precisione, ma quello che mi piacerebbe scoprire è come entrare nel gruppo dei fortunati. Sarà molto difficile comunque”.

Vanessa è decisamente più cauta di Alberto e replica “non sarei così sicura che si possa trattare davvero di un gruppo di fortunati. Se ne sentono tante, magari è una truffa oppure si rischia qualcosa di spiacevole”.

Alberto rimane in silenzio, perché nel frattempo ha scritto al servizio assistenza per ricevere informazioni.

Ma non lo dice a Vanessa, si limita a dire che una piattaforma così importante e conosciuta come “Infinità Selettiva” non potrebbe mai macchiare la propria reputazione con qualcosa di spiacevole.

E chiude momentaneamente la conversazione.

L’assistenza clienti non tarda a rispondere perché l’efficienza dei tempi moderni non ha limite e orari e fornisce ad Alberto le informazioni necessarie…“se vuoi partecipare al programma speciale puoi compilare il questionario a questo indirizzo e verrai successivamente contattato per un invito”.

Il questionario è costituito da tre domande : “Sei sposato ? Hai figli ? Sei disposto a… ?”.

L’ultima domanda è a risposta libera.

E Alberto risponde “Sono disposto a fare qualunque cosa per partecipare al programma speciale”. Pensa che questa risposta possa aiutarlo a ricevere un riscontro positivo. Ritiene che affermare di essere disposto a fare qualunque cosa sia il modo migliore per dimostrare, almeno a parole, di essere affidabile.

La risposta è positiva.

Alberto viene invitato a recarsi, a spese della piattaforma, presso una sede vicina per un incontro conoscitivo. Gli vengono inviate delle foto a livello informativo; sembra un luogo fiabesco e fuori dal tempo. Non dice nulla a Vanessa, perché ne teme, in piccola parte, il giudizio e, in larga parte, che possa cercare di fermarlo.

Passano le settimane, i mesi e Vanessa non ha più notizie di Alberto. E’ preoccupata ma non troppo perché un po’ è abituata alle lunghe pause, caratteristica piuttosto comune.

E’ tarda sera, mentre sta lavando i piatti, sente un suono provenire dal suo computer. Molto fastidioso.

Si avvicina al monitor e legge il nome “Alberto” lampeggiare in alto a sinistra. “Clicca qui, ho bisogno di aiuto” è la frase di fianco al nome dell’amico. Vanessa non ci pensa un attimo e clicca sulla frase.

Improvvisamente salta la corrente. Cala il buio nella casa di Vanessa che cerca subito di avvicinarsi al contatore per verificare cosa sia successo.

Ma non lo trova perché l’oscurità non le permette di orientarsi. Il cellulare ha smesso di funzionare.

Ora Vanessa è spaventata, l’ansia ha preso il sopravvento. Sente rumori provenire da ogni angolo della casa, forse parto della sua fantasia…forse no.

Poi la luce torna ad illuminare la casa di Vanessa. Ma di lei non c’è più traccia. Di Alberto e Vanessa non si sa più nulla.

Fino al giorno in cui Francesca e Robert decidono di visitare gratuitamente la sezione “Infinity” della comunità. Incuriositi aprono la finestra dedicata e trovano davanti ai loro occhi centinaia di persone in una sorta di teca virtuale, una vetrina telematica.

Numero che si moltiplica di minuto in minuto. Tutte accomunate dalla medesima richiesta di aiuto. “Liberateci, aiutateci ! Ci hanno rapiti ! Ci hanno rubato tutto”, gridano.

Ma Francesca e Robert iniziano a ridere e chiudono la finestra. “Che idioti”, dice Francesca, “non sanno cosa inventarsi per un po’ di notorietà. La madre degli stupidi è sempre incinta”.

Ma non sa che Robert ha già scritto all’assistenza clienti per saperne di più.

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Commenti

  1. Rossano Baldin Post author

    Grazie del commento e dell’approfondimento.

    Cerco, per quanto possibile, di trattare temi reali in un contesto surreale.

    Era un po’ che avevo il desiderio di raccontare, a modo mio, quanto sia pericoloso il rapporto che le persone hanno con i media (e con i social in particolare) e quanto tale rapporto stia giungendo ad un punto di non ritorno.

    Spero di esserci riuscito…e se la teca ti ha ricordato Videodrome di Cronenberg…può essere un segnale positivo 🙂

  2. faby fabiana

    Un buon inizio, che racconta in modo dettagliato ed ironico il rapporto con i media.
    Fantasia e un buono stile sono il perno montante di questo racconto, a mio parere. Fantasy e sociale. La scena della teca mi ha ricordato videodrome.
    Mi piace! Un incipit interessante e di effetto per un librockik. Attendo il seguito.