Viso Velato
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
- Episodio 3: I guardiani della guerra
- Episodio 4: Occhi di Lava
- Episodio 5: Viso Velato
- Episodio 6: Il tasso
- Episodio 7: L’oracolo
STAGIONE 1
Oltre la radura, una parete scoscesa, coperta da arbusti di ginestra spinosa, sprofondava nell’alveo di un torrente. Su uno scoglio c’erano un’anziana, il falco pellegrino e il cervo bianco.
«Ti sono grata per avermi salvata dalla prigionia» ringraziò l’Ombra, quando fu vicina alla donna.
«Ti ho vista in pena e sono venuta ad aiutarti» rispose lei.
A quelle parole l’Ombra si ricordò chi lei fosse.
«Io ti conosco: ogni volta che una vita innocente lacrima, tu le stai accanto con un fazzoletto in mano.»
«Quando c’è chi soffre, io gli vado intorno, perché abbia il mio conforto. Non la pietà , ma la compassione io porto» affermò schiva, alzandosi in piedi. Aveva solchi sottili sulle guance che le ricamavano il viso, come fili delicati di pioggia.
«So che vai a domandare se l’uomo avrà un domani: spero che tu abbia una buona risposta» le augurò, scendendo a riva seguita dal cervo bianco e dal volo del falco pellegrino.
Rimasta sola, l’Ombra si rimise in cammino. Un manto di nuvole avvolgeva le creste dei monti e un vento freddo sferzava l’aria intrisa di neve. Là dove le chiome degli alberi non riuscivano a fare da ombrello, il sottobosco era tinto di bianco. Sembrava che lì ci fosse una sola stagione: l’inverno. Fu un luogo tranquillo, dove concedere ai pensieri lo svago di essere leggeri, fino a quando un’enorme lastra di ghiaccio scese a conficcarsi nel terreno. Essa fungeva da schermo, riflettendo le immagini delle scoperte e delle invenzioni umane.- dal fuoco all’aratro, dalla ruota alla lavorazione del ferro, dalla macchina a vapore alla bomba atomica-, quelle delle carestie e quelle dei periodi brevi di quiete dalle guerre.
Le foto scorrevano tra stridori, boati, grida, lamenti e qualche silenzioso sorriso, ma tutte con date e didascalie.
Era intenta a guardarle,
quando il canto di un flauto ne interruppe la sequenza.
Incuriosita, cercò di raggiungere la fonte di quel suono, finché un fruscio alle sue spalle la avvertì che non era da sola.
«Chi sei?» chiese, girandosi.
Una veste di tulle dava forma all’aria, conferendole sembianze di donna. Il suo viso era velato, come un petali di fiore toccato da una
goccia di rugiada.
«Chi sei?» ripeté, con la gentilezza che non aveva avuto prima.
«Come l’aria sono dappertutto per archiviare ciò che l’uomo distrugge e costruisce! Sono il calamo, e gli eventi umani sono l’inchiostro con cui scrivo». Così si presentò Viso Velato.
«Vivi le tristezze e le gioie del mondo, quindi!»
«Io non le vivo, le documento e, a essere sincera, riempio tante pagine di cose tristi e poche di quelle liete.»
«Che l’uomo sia autore del bello e del brutto è risaputo»
annotò l’Ombra.
«Sì, ma se il bello e il brutto venissero pesati sui piatti di una bilancia, il secondo resterebbe sempre in basso» commentò Viso Velato.
«Già , ma in futuro potrebbe avvenire il contrario di ciò che è stato bello passato. Non credi?»
«Ma l’uomo è così saggio e intelligente da cambiare passo?»
«È ciò che vado a chiedere!» rispose l’Ombra.
«Ma tu veramente credi che un oracolo possa conoscere il futuro? Da che il mondo è nato non ho mai appurato nulla del genere!» dichiarò, assumendo un’espressione triste.
«Ti rispondo come logica vuole: se io e te siamo personaggi di fantasia, si può favoleggiare che il futuro si possa sapere;
se invece siamo personaggi veri, dobbiamo convenire che siamo anomali, per cui è possibile anche l’anomalia della conoscenza del futuro!» argomentò l’Ombra.
«Però, considera anche una terza possibilità » suggerì Viso Velato.
«Quale?»
«Che la logica si sbagli.»
Detto ciò, salì a cavallo di una folata di vento per farsi portare oltre lo stormire delle foglie.
Andata via Visovelato, la lastra di ghiaccio si sciolse in acqua e l’Ombra riprese il cammino interrotto; ma dopo un po’ si fermó di nuovo, perché attratta da un branco di lupi. In coda al gruppo, un vecchio lupo arrancava, debole e stanco, mentre uno giovane lo aiutava con il proprio muso a farsi più leggero. Arrivati ad un ruscello, si fermarono a dissetarsi. «Il vecchio non ce la fa più» disse il giovane al capo branco. «Ho visto» rispose questi, con un tono triste.
Quando ripartirono, il vecchio rimase fermo sulle malandate zampe e con gli occhi appiccicosi.
L’Ombra immaginò che da un viottolo giungesse una lupa, anch’essa vecchia, così che i due potessero stare in compagnia.
«Beh, sarebbe un quadro commovente! esclamò, innescando un dialogo tra sé e il suo alter ego:
«Hai imparato anche ad essere patetica!»
«Perchè mi dici questo?»
«Perché sembra che tu abbia perso il senso di ciò che sei!»
«Non capisco.»
«Tu sei solo un’ombra!»
«Ma Io mi sento viva!»
«Tu sei viva, come è vivo un filo di erba!»
«No! Io sento, mi muovo, mi commuovo!»
«E che vantaggio ne hai?»
«Cosa vuoi dire?»
«Sei anche consapevole di essere tristemente sola, come quel lupo?»
«Perchè non potrei incontrare ombre come me?»
«E se tu fossi unica?»
«Perché mi metti in croce?»
«Perché invece di struggerti per conoscere il destino dell’uomo, dovresti pensare
al tuo!»
«Io appartengo al mondo, perciò il suo destino è anche il mio!»
«Tu fai parte del mondo fisico e, come tale, non hai nulla da spartire con quello umano!»
«Ma io sento, mi muovo e mi commuovo!» ripeté a sé stessa, mentre il sole penetrava tra i rami, costringendola a rifugiarsi all’ombra di un biancospino.
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
- Episodio 3: I guardiani della guerra
- Episodio 4: Occhi di Lava
- Episodio 5: Viso Velato
- Episodio 6: Il tasso
- Episodio 7: L’oracolo
Molto bello i dialogo finale tra l’ombra e il suo alter ego. Complimenti
Grazie per aver commentato lo scritto
Bene, mi è piaciuto!
Mi fa piacere.
Ciao