Visovelato
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Ombra e l’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
- Episodio 3: I guardiani della guerra
- Episodio 4: Occhidilava
- Episodio 5: Visovelato
STAGIONE 1
Oltre la radura, una parete rocciosa, coperta da arbusti di ginestra spinosa, sprofondava nell’alveo di un torrente che serpeggiava tra scogli di pietra.
Su uno di essi, un’anziana donna, il falco pellegrino e il cervo bianco.
«Ti ringrazio, per avermi liberata dalla prigionia» disse l’Ombra, quando le fu vicina.
«Ti ho vista in pena e sono venuta ad aiutarti» rispose.
«Io ti conosco: ogni volta che una vita innocente lacrima, tu le stai accanto con un fazzoletto in mano.»
«Quando c’è chi soffre, io gli vado intorno, perché abbia il mio conforto. Non di pietà che guarda e basta, ma di compassione io sono fatta» affermò l’anziana, alzandosi in piedi. Aveva solchi sottili sulle guance e il viso sereno.
«So che vai a domandare se l’uomo avrà un domani: spero che tu abbia una buona risposta» augurò, scendendo sulla riva per andarsene, seguita dal cervo bianco e dal volo del falco pellegrino.
L’Ombra si rimise in cammino attraverso una faggeta, mentre un manto di nuvole avvolgeva le creste dei monti e un vento freddo sferzava l’aria intrisa di neve. Là dove le chiome degli alberi non riuscivano a fare da ombrello, il sottobosco si tinse di bianco.
Sembrava un posto tranquillo, dove poter concedere ai pensieri lo svago di essere leggeri, quando un’enorme lastra di ghiaccio scese a conficcarsi nel terreno.
Come uno specchio rifletteva delle immagini, ma non erano del bosco circostante, bensì le scoperte e le invenzioni umane: dal fuoco all’aratro, dalla ruota alla lavorazione del ferro, dalla macchina a vapore alla bomba atomica.
Il vento smise di fischiare per lasciare spazio al canto di un flauto. L’Ombra prese a seguire quel suono per arrivare alla sua fonte, ma lei si avvicinava e quello si allontanava. Lo seguì fino a che un fruscio alle sue spalle la avvertì di non essere sola.
«Chi sei?» chiese, girandosi.
Una lunga veste di tulle vestiva l’aria e la forgiava, conferendole sembianze di donna. Il viso velato era leggero, come una goccia di rugiada sul petalo di una rosa bianca.
«Come l’aria sono dappertutto per archiviare ciò che l’uomo distrugge e costruisce!»
«Vivi le tristezze e le gioie del mondo, quindi!»
«Io non le vivo, ma le documento: sono il calamo, e gli eventi umani sono l’inchiostro con cui scrivo.»
«Che l’uomo sia autore del bello e del brutto è risaputo.»
«Sì, ma se il bello e il brutto venissero pesati sui piatti di una bilancia, il secondo resterebbe sempre in basso» commentò Visovelato.
«Già , ma il peso potrebbe cambiare di modo che uno si alleggerisse a vantaggio dell’altro.»
«La speranza non è solo tua, ma anche del saggio! Ma l’uomo è così intelligente da cambiare passo?»
«È ciò che vado a chiedere!» rispose l’Ombra, convinta.
Il viso dell’altra divenne un po’ cupo. L’Ombra se ne accorse e ne chiese ragione.
«Ma tu veramente credi che un oracolo possa conoscere il futuro? Da che il mondo è nato non ho mai appurato nulla del genere!» disse,
mentre una folata di vento le cambiava la forma del corpo.
«Ti rispondo come logica vuole: se io e te siamo personaggi di fantasia, lo è pure l’oracolo, per cui il futuro si può inventare;
se invece siamo personaggi veri, dobbiamo convenire che siamo anomali -infatti, hai mai visto un’ombra che parla con l’aria vestita di tulle?- ne consegue che può ben esserci anche la conoscenza vera del futuro!»
«Però, considera anche una terza possibilità .»
«Quale?»
«Che la logica si sbaglia.»
rispose Visovelato, un attimo prima di salire a cavallo di una folata di vento per farsi portare oltre lo stormire delle foglie.
Andata via Visovelato, la lastra di ghiaccio si sciolse in acqua e l’Ombra riprese il cammino interrotto; ma dopo un po’ si fermó di nuovo, perché attratta da un branco di lupi. In coda al gruppo, un vecchio lupo arrancava, debole e stanco, mentre uno giovane lo aiutava con il proprio muso a farsi più leggero. Arrivati ad un ruscello, si fermarono a dissetarsi. «Il vecchio non ce la fa più» disse il giovane al capo branco. «Ho visto» rispose questi, con un tono triste.
Quando ripartirono, il vecchio rimase fermo sulle malandate zampe e con gli occhi appiccicosi.
L’Ombra immaginò che da un viottolo giungesse una lupa, anch’essa vecchia, così che i due potessero stare in compagnia.
«Beh, sarebbe un quadro commovente! esclamò, innescando un dialogo tra sé e il suo alter ego:
«Hai imparato anche ad essere patetica!»
«Perchè mi dici questo?»
«Perché sembra che tu abbia perso il senso di ciò che sei!»
«Non capisco.»
«Tu sei solo un’ombra!»
«Ma Io mi sento viva!»
«Tu sei viva, come è vivo un filo di erba!»
«No! Io sento, mi muovo, mi commuovo!»
«E che vantaggio ne hai?»
«Cosa vuoi dire?»
«Sei anche consapevole di essere tristemente sola, come quel lupo?»
«Perchè non potrei incontrare ombre come me?»
«E se tu fossi unica?»
«Perché mi metti in croce?»
«Perché invece di struggerti per conoscere il destino dell’uomo, dovresti pensare
al tuo!»
«Io appartengo al mondo, perciò il suo destino è anche il mio!»
«Tu fai parte del mondo fisico e, come tale, non hai nulla da spartire con quello umano!»
«Ma io sento, mi muovo e mi commuovo!» ripeté a sé stessa, mentre il sole penetrava tra i rami, costringendola a rifugiarsi all’ombra di un biancospino.
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Ombra e l’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
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Bene, mi è piaciuto!