Vuoi del sangue?

Serie: Vladimiro


Conte giaceva nel suo letto, che si sarebbe anche potuto definire “di morte”, ma che in realtà aveva solo bisogno di un urgente cambio di lenzuola e di una generosa sanificazione con l’ozono. Aveva avuto un infarto, ma non uno di quelli fulminanti, che ti fanno inginocchiare con la bava alla bocca e girare gli occhi all’indietro mentre ti tieni il petto (ma forse questo è solo uno stereotipo cinematografico per rappresentare un accidenti); no, aveva avuto un semplice infarto, uno di quelli che ti fanno andare in ospedale a chiedere cosa servono per cena e se al posto delle patate lesse si possono avere quelle fritte; o come estrema ratio quelle al forno.

“Per lei solo una flebo, signor Conte“, disse il dottor Salvetti scrutando la cartella clinica.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Secondo il vampirologo Girolamo Conte, Vladimiro è un vampiro perchè ha la nictalopia (riesce a vedere al buio). Dopo questa rivelazione, il Conte viene colto da un principio di infarto e Vladimiro lo porta d'urgrenza in ospedale

“Posso avere almeno uno po’ di quel petto di pollo che sta mangiando quel signore lì, quello con l’aria un po’ assente, quello che a occhio e croce direi che ha avuto un ictus? Solo un po’ di pollo, magari con un filino d’olio…”

“No.”

“Ma a crudo!”

“Lei è il nipote?” disse al mio indirizzo.

“Più o meno. Diciamo di si. Cioè, si.”

“Bene, suo nonno ha avuto un infarto. Se muore perché ha mangiato qualcosa la riterrò personalmente responsabile. Lei ha già raggiunto la maggiore età, vero?”

“No.”

Il dottor Salvetti masticò un’unghia, poi tamburellò con la fede contro il bordo metallico del letto. “Perfetto, appena arrivano i tuoi genitori li mandi da me.”

“Dove?”

“Non importa, sono qua, in corsia. Chieda a suor Mercede.”

C’era solo da scoprire chi era suor Mercede e come aveva fatto a superare l’adolescenza con quel nome.

Vagai per i corridoi, mani in tasca, mentre la mia ombra si stagliava sul pavimento tirato a lucido e intriso di alcol etilico. Per qualche ragione, esistono dei pavimenti che a contatto con le suole di gomma delle scarpe da ginnastica fanno voltare tutti ad ogni passo, inducendo il molesto camminatore a scusarsi. Specie in un luogo silenzioso. Con la coda dell’occhio, mi sembrava che tutti facessero capolino, anche i pazienti ingessati dal collo in giù. Tutti si affacciavano per dare un volto al responsabile di quei passi rumorosi; e così, colto da un complesso di colpevolezza, iniziai a sentire quel rumore gommoso amplificarsi dentro di me, nelle mie orecchie e nella mia testa.

“Scusatemi” sussurrai. “Scusatemi” dissi aumentando il passo. “Sono le scarpe, scusate!” dissi ad alta voce, intravedendo, nella mia lucida follia, il miraggio di un ascensore. Alle mie spalle, la folla di degenti bendati che immaginavo essersi radunata per giustiziarmi era certamente cresciuta, insieme ad un coro di feroci lamenti. Conveniva non voltarsi, pensai, ma con un insperato tempismo l’ascensore arrivò. E con le porte si spalancò anche il silenzio. 

Decisi di andare all’ultimo piano. Se  fossi una suora e mi chiamassi Mercede, pensai, a quest’ora sarei nella cappella dell’ospedale a raccomandare l’anima al Primario.

“Piano sesto” annunciò una voce robotica, seguita da un trillo e da un falso contatto della luce. “Scendere, prego”. Obbedii.

In quella cappella minuscola, uguale a tante altre ma forse un po’ più penosa, una suora occupava una panca, mani conserte, occhi socchiusi, labbra tremolanti a sussurrare chissà quale preghiera. Poi aguzzai la vista e l’udito e fu subito chiaro che stava solo dormendo. 

Per molto tempo rimasi educatamente seduto qualche fila più indietro, in attesa che un incubo o un cedimento della vescica facessero il loro corso, ma quando la sentii russare capii che se volevo svegliarla avrei dovuto fare rumore, starnutire oppure celebrare messa. Optai per un signorile colpo di tosse. 

“Tu devi essere Vladimiro” disse una voce alle mie spalle. Mi voltati ma non c’era nessuno.  Cercai con lo sguardo la suora addormentata ma anche quella era scomparsa, salvo poi ritrovarmela seduta accanto in una frazione di secondo. Notai che aveva due baffi foltissimi. Certamente più folti dei miei. 

“Cosa stai guardando?” disse.

Non dire i baffi, non dire i baffi, non dire i baffi! Pensavo. “Niente. Forse i baffi. Cioè, no…Niente.”

Mi sorrise e disse: “Io sono Suor Maria Mercede”.

Deglutii. “Come ha fatto? Come ha fatto a sparire e ricomparire?”

La suora mi sorrise con compostezza. “È il mio dono” disse mostrando due canini lunghi come forbici. “Tu non ce l’hai questo dono?” 

“No. Ma riesco a vedere al buio” e mi trovavo in quell’età in cui si desiderano i baffi.

“Sei qui con il Maestro?”

“Con chi?”

“Conte. Girolamo Conte.”

“Ah si. Poveraccio. Ha avuto un mezzo infarto. Ora è al reparto chirurgia ad elemosinare un piatto caldo.”

Suor Mercede annuì come se sapesse già tutto.

“Seguimi” disse dopo essersi materializzata improvvisamente accanto la porta dell’ascensore. “È l’ora dello spuntino.”

Scendemmo al piano -2 , faceva freddo solo a pronunciarlo, l’ascensore impiegò una vita prima di terminare la sua corsa con un violento urto – l’incompetente che aveva registrato l’impianto doveva aver risparmiato sul cavo. 

Suor Mercede indicò l’insegna Centro Donatori San Clemente. “Non esiste un posto migliore per un vampiro.”

“È qui che donano il sangue?”

“Un reparto di donazione del sangue, per loro. Una mensa aziendale, per quelli come noi.”

“A proposito, senta, suor Mercedes —.”

“Mercede” mi corresse all’istante, neanche avessi detto Fiat.

“Mi scusi…suor Mercede. A proposito di cibo, il Conte Maestro non deve mangiare niente, se lo fa, muore e incolpano me. L’ho cercata per dirlo anche a lei.  Può aiutarmi a monitorarlo?”

“Vuoi del sangue?”

“No grazie. Eravamo a casa sua, stava suonando il piano – si fa per dire, le ossa polverizzate di Bach staranno rotolando in qualche loculo.”

“Insieme al sangue, vuoi dei biscottini?”

“Non voglio il sangue. Dicevo, l’ho portato qui con l’auto anche se non so guidare. È una macchina elettrica, forse per questo ce l’ho fatta. Per tutto il viaggio il Conte —.”

“Preferisci gruppo A o gruppo B? Abbiamo anche un pregiatissimo 0 negativo, fresco di sacca.”

“NON VOGLIO BERE IL SANGUE!” gridai.

Suor Maria Mercede aprí una busta di sangue con i denti e fece una lunga sorsata. Poi si pulì accuratamente i baffi. “Stammi bene a sentire, stronzetto: sei sicuro di essere un vampiro? No perché se non hai voglia di sangue allora appartieni ad un ceppo davvero curioso. E se non sei un vampiro sono costretta a farti la festa, che Dio mi perdoni. Perciò adesso te lo ripeto una quarta volta e pesa bene le tue prossime parole perché potrebbero essere le ultime su questa terra”. Prese un bicchiere di plastica, uno di quelli bianchi zigrinati, e lo riempì fino a renderlo scuro. “Vuoi del sangue?”

“Bah…ho proprio una sete del diavolo, senza offesa. Stavo giusto per chiederle un bella spremuta di globuli rossi.”

Nell’immaginario collettivo, e per ragioni note a chiunque abbia frequentato un asilo gestito da monache, le suore sono degli alfieri sadici e spietati, autrici di miserabili malefatte che trovano copertura solo nei loro abiti religiosi e in quell’aria innocente da donne prive di fondotinta e mascara. Ricordo che a cinque anni la feci nei pantaloni perché mi fu negato il permesso di andare in bagno. Cosa avevo fatto per meritare questo castigo? Niente. Ok, forse avevo rubato una merendina, ma a parte quello niente. Quando rubi, mi fu spiegato, Gesù piange. Ma con un adeguato castigo si potevano rimettere le cose a posto. 

“Bevi” disse Suor Maria Mercede.

Portai il bicchiere alle labbra e assaporai. Dio se era buono. 

Serie: Vladimiro


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Discussioni

  1. Ultimi capitoli tutti d’un fiato senza rendermi conto di essere arrivata alla fine (fine non fine)! Hai uno stile così scorrevole che quando ti trovi a fissare il bianco dopo l’ultima parola ci rimani quasi male. Il personaggio del Conte mi ha fatta morire così come la suora Mercede. Vladimiro è davvero un vampiro o oppure un pendolo che si diverte ad oscillare tra l’umana concezione e il vampirismo? Spero solo di non cominciare a bere sangue in attesa del prossimo episodio! :’)

    1. Cara Africa, il Conte in persona ti sarebbe riconoscente per queste belle parole. Chissà se il giovane Vladimiro è davvero un vampiro, io stesso devo ancora scoprirlo, ma andando avanti faremo luce (ma senza esagerare: lui non la sopporta!).

    1. C’è stato un periodo in cui avevo le scarpe più rumoroso e appiccicose in commercio. Nelle storie riversiamo i nostri drammi quotidiani 🙂

  2. “Non dire i baffi, non dire i baffi, non dire i baffi! Pensavo. “Niente. Forse i baffi. Cioè, no…Niente.””
    Baffiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii 😂 😂 👏 Questo passaggio mi è piaciuto Mi ha fatto ridere Applauso …son finite le icone…

  3. Ciao Tiziano, finalmente ce l’hai fatta! :))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))) che bello leggerti! Testo sempre pieno di battute, di dettagli e uso delle parole (vedi la più sottile delle sottili “l’ascensore che ORDINA di scendere”! Mi mancava l’ironia di Vladimiro!!! E mi mancherà… ma almeno so che è un vampiro adesso… ok non si sa, io mi convinco di si, così mi metto l’anima in pace e aspetto… di sicuro non in cappella…

    1. Cara Maria Anna, grazie per avermi aspettato, e spero di non farti aspettare ancora troppo per il prossimo episodio. Sono davvero felice che nonostante tutto l’indagine su Vladimiro desti ancora interesse. Ad ogni modo, hai ben intuito: non sappiamo ancora se il giovane Vlad sia un vampiro o meno. Tutto sta nella risposta alla seguente domanda: cos’è un vampiro? In senso lato, anche un commercialista esoso può definirsi tale… 😉 alla prossima!

  4. Bramavo per leggere un nuovo episodio di questa serie e, quando mi è arrivata la mail non potevo crederci, così anche se ho più di 100 notifiche non potevo perdermelo! La tua ironia, caro Tiziano, è sempre apprezzata, per il resto c’è poco da dire: sei un grande!

    1. Ciao Ivan, mi fa molto piacere il tuo commento e l’entusiamo con cui segui le vicende del giovane Vlad. Sono contento di averti fatto sorridere con le mie battute. Buona giornata!

  5. Tanta attesa, ma come si suol dire, ne è valsa la pena. Torna finalmente Valdimiro e la sa fulminante ironia, come sempre pezzo bellissimo.
    Ci vediamo nel 2022 per la prossima puntata 🙂

    1. 2022 sto arrivando! Grazie Ale per avermi seguito e per la pazienza…Vladimiro non è lento, ha soltanto i suoi tempi 🤷‍♂️. Alla prossima, spero anch’io non passi un anno 😂

  6. Oh, alla fine è conclamato! Il Buon Vladimiro è un vampiro.
    Mi ci voleva una sana dose di risate; ora che hai rotto il silenzio spero di avere la possibilità di leggerti più spesso. Le suore, comunque, sono tremende: preferirei avere a che fare con dei vampiri ;D

    1. Suore malefiche! Ma sul giovane Vladimiro aspetterei a sciogliere la riserva. Ok, gli piace il sangue ed è un forte indizio. Ma è anche un prova inconfutabile? Chissà…

  7. “Per qualche ragione, esistono dei pavimenti che a contatto con le suole di gomma delle scarpe da ginnastica fanno voltare tutti ad ogni passo, inducendo il molesto camminatore a scusarsi. “
    Non solo quelle da ginnastica 😂

  8. Oh, ci voleva questa sorsata di sang…di umorismo! Questo episodio mi ha steso, l’hai infarcito di battute a volte dirette, a volte sagaci, che mi hanno fatto morir dal ridere.
    Questo nuovo personaggio, suor Mercede, ha già da subito un bello spessore!
    Ed infine, la chiusura col botto: a Vladimiro piace il succo d’emoglobina….. 🙂

    1. Grazie Sergio! Riuscire a strappare un sorriso è il punto d’arrivo di queste storie, sono contento di sapere che ogni tanto il giochetto va in porto. Grazie per avermi letto…ad ogni modo, è vero, a Vladimiro piace il sangue…ma questo è sufficiente per fare di lui un vampiro? Chissà, bisogna indagare, forse sarà proprio Suor Mercede ad arrivare alla verità.

  9. “mani conserte, occhi socchiusi, labbra tremolanti a sussurrare chissà quale preghiera. Poi aguzzai la vista e l’udito e fu subito chiaro che stava solo dormendo.”
    😂 😂 😂

  10. Prima di tutto complimenti per quest’episodio che ho trovato scorrevole e divertente.
    Il passaggio sul nome di Suor Mercde (non volevo dirlo , ma alla fine non ho potuto trattenermi) oltre ad essere divertente mi ha fatto pensare che quello è un nome adatto ad una porno attrice.

    Per curiosità sono andato a vedere la data di pubblicazione del penultimo episodio e devo dire che, grosso modo, è passato soltanto un anno. Detto ciò attendo, come un monaco zen, la nona puntata, perché la pazienza è la virtù dei tuoi lettori.

    1. Ciao @raffaeledipoma , grazie infinite per aver apprezzato 🙂 In effetti Mercede è un nome equivoco, ma il punto è che nella scelta dei nomi andiamo spesso a scavare nel nostro vissuto (almeno io) e Suor Maria Mercede era proprio una suora della mia infanzia (ma era buonissima però). Poi scusa la mia lentezza nello scrivere, mi riprometto tutte le volte di accorciare i tempi ma non ce la faccio 🙁 un caro saluto!