2020

Premetto che non sono una che scrive molto di sé sui social, chi mi conosce lo sa.

Quest’anno però ne sento davvero il bisogno. Come tutti, ho passato un anno terribile: pieno di ansie, perdite e dolori. Non credo di essere mai cresciuta tanto come in questo 2020 anche se l’avrei volentieri evitato. Vorrei poter dire che la pandemia ha stravolto per me ogni cosa e che è tutta colpa del virus. La verità è che io ho stravolto ogni cosa. Ho scattato una foto la sera del 25 dicembre: piango davanti all’obiettivo tenendo gli occhi chiusi. Di solito non amo immortalare momenti così intimi in cui mi sento tanto fragile, ma per la prima volta mi sono sforzata di farlo per lasciare a me stessa il ricordo più importante di tutti. La maggior parte delle volte in cui piango non conosco il motivo delle mie lacrime, non lo conoscevo neanche quella sera. Certo, se mi fermo a pensarci, mi vengono in mente decine di soluzioni al mio “Perché sto piangendo?” Sicuramente perché ho paura, perché mi sento sola. Senza dubbio ho fatto qualcosa di sbagliato. A volte è solo commozione davanti a una bellezza che avevo dimenticato.

Forse è proprio questo: piango perché dimentico le cose belle.

Poche volte qualcuno mi ha davvero ferito e poche volte ho sofferto solo per un motivo. Quest’anno i motivi sono stati molti, troppi. Così tanti da confondersi tra loro. Così confusi da infrangersi al minimo tocco.

Una matassa di pensieri costante e fastidiosa.

Per molti l’arrivo dell’anno nuovo è un punto di ripartenza, un’altra occasione per dimostrare a se stessi di potercela fare, di riuscire a cambiare il mondo intero e il 2021 è carico di queste aspettative.

E per me? Io so che d’ora in poi sarà tutto ancora più difficile, ancora più combattuto e che non tutte le fatiche saranno ben ricompensate. Perché adesso inizia la vita vera, dove le prove sono molte e superarle è complicato. Ma non tutto andrà male. Perché se a una cosa ci credi, poi diventa reale.

Perché volere non è sempre potere, ma serve sognare almeno un pochino.

Volevo ringraziare tutti quelli che non mi hanno mai abbandonato e che quest’anno, più degli altri, hanno avuto anche solo un pensiero per me.

Ringrazio chi mi ha ascoltata, chi non mi ha mai giudicata, chi ha sopportato i miei sbalzi d’umore, chi ha amato ogni singola parte di me anche quando io non lo facevo, chi spera sempre che i miei sogni si avverino, chi ha il coraggio di dirmi quello che pensa, chi rimane coerente, chi vede in me molto più dell’apparenza, chi da quest’anno non si è lasciato abbattere, chi ama la vita e continua a inseguirla.

Grazie a quest’ultimo chi, da cui ho deciso di imparare.

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Discussioni

  1. Ciao Clelia. Innanzitutto, sono felice che tu abbia voluto mettere i tuoi pensieri in parole. Più che sull’aspetto qualitativo del racconto, perfetto, voglio soffermarmi sulla sua importanza. Scrivere ci consente di arrivare agli altri ed essere meno “soli”. Pezzi d’anima come questi sono importanti perchè molti di coloro che hanno la fortuna di leggerli, ti assicuro, possono ritrovarsi alla perfezione in queste sensazioni e trarne consolazione: “non sono il solo, a provare questo”. Spesso si critica il web indicandolo come un calderone di contenuti inutili, ma non è sempre vero. Personalmente ha cambiato la mia vita, permettendomi di essere autentica: niente maschere, finzioni. Io sono questa, prendere o lasciare. Ricorda sempre che non sei sola: mille altre anime, anche lontane, sono con te.

    1. Grazie mille Tiziano, quest’anno ho deciso di mettermi in gioco e superare la paura di espormi, questo è solo il primo passo!