Appartamento in affitto cercasi – quarta parte

Serie: Cambiare prospettiva


Una cosa era fuori da ogni dubbio: tutto quello che facevo finiva per peggiorare le sue condizioni di salute. E questo l’avevo imparato col tempo. Era una situazione che non potevo evitare, un rapporto di causa-effetto che mi mandava letteralmente in crisi.

Forse siamo incompatibili io e te. Forse… stai meglio senza di me.
Ma io non sto bene senza di te. Io non vivo senza te.

Aurora ormai si era rintanata in un silenzio straziante. Ogni respiro che emetteva era doloroso, figuriamoci parlare.

Dopo giorni e giorni di lotta estenuante, avevo finalmente capito qual era la cosa giusta da fare. 

Ehi, occhi verdi, riesci a sentirmi? Sono sempre io.
Sono settimane che provo a mettermi in contatto con te, ma tu di me non ne vuoi sapere.
Volevo ringraziarti per l’ospitalità, per i giorni passati insieme, per l’amore che mi hai trasmesso.
I tuoi valori, la tua volontà di aiutare gli altri, la tua missione, la tua umiltà, la tua forza da guerriera… sono aspetti dell’essere umano che non conoscevo e che mi hai fatto scoprire tu in questo breve tempo di permanenza dentro di te.
Con te ho capito che l’amore vince su tutto, persino sull’amore stesso quando è malato.
Che la forza d’animo è ciò che gli altri chiamano miracolo e che può andare oltre il possibile.
Che non conta quante volte la vita può buttarti a terra, ma quante volte riesci a rialzarti e a reagire alle difficoltà.
Che a volte è necessario fare un passo indietro per vedere le cose da un altro punto di vista. E ho capito che il mio era totalmente sbagliato. Pur di seguire il mio istinto, ho finito per farti del male. Te, che sei stata la mia casa, il mio rifugio, la mia linfa vitale. Mi hai dato tanto e io in cambio ti ho dato solo dolore. Trascinato dal mio animo egoista, stavo per distruggere il pianeta che mi ha accolto. E per questo ti chiedo scusa.
Voglio che tu sappia che non ho mai voluto farti del male.
Sei stata l’umana più straordinaria che abbia mai conosciuto e i tuoi occhi, non mi stancherò mai di dirtelo, sono davvero i più belli che abbia mai visto.

Era giunto per me il momento di andarmene, quella vita non mi apparteneva più. O forse non era mai stata mia. Così feci le valigie, raccolsi le ultime cose che avevo lasciato sparse qua e là e guardai per l’ultima volta quell’immenso spazio intorno a me.

L’ossigeno era tornato a ravvivare l’habitat che mi aveva ospitato. Ora la vegetazione poteva tornare a crescere, più rigogliosa di prima.

(fine)

Serie: Cambiare prospettiva


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