Bosch aiuta qualcuno quando dipinse la terza Salita al Calvario

Serie: Le avventure di Gobleto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Adesso cosa succederà a Bosch?

8 BOSCH AIUTA QUALCUNO QUANDO DIPINSE LA TERZA SALITA AL CALVARIO PUBBLICATO SU EDIZIONI OPEN IL 13/09/23

Non ci poteva credere, eppure era successo.

Lanciò un ululato di gioia neanche fosse un lupo, ma evitò di pensarci. Non soffriva di licantropia, aveva un problema ben peggiore.

Hertogenbosch lo accolse con il suo aspetto rurale e ordinario.

Bosch era sfinito e immaginava pure di essere abbruttito dal viaggio a giudicare da come tutti lo guardavano: indossava strati di sporco. Aggirò il villaggio e puntò subito all’abbazia francescana in cima all’altura – ma non era il Calvario seppur nella terza versione non si vedeva alcuna collina.

Vide una scena che non gli piacque.

Un borghese dai begli abiti, neppure fosse un nobile, sbraitava contro l’abate dell’abbazia: «Mi devi del denaro, frate. Se non me lo restituisci entro sera, vengo qui coi miei uomini e metto a ferro e a fuoco ogni cosa, ti avverto». Bosch non stentava a immaginare che i suoi uomini fossero dei bravi da taverna se non pendagli da forca amnistiati dopo anni di prigione.

«Ma signore» provò a scongiurarlo il povero abate, «ci sono molti bisognosi da aiutare».

«Non mi interessa. Ti ho già avvertito più volte, adesso la mia pazienza si è esaurita. Stasera, ti ho detto, o sarà peggio per tutti voi». Andò via impettito fino a una carrozza.

Bosch si avvicinò al religioso. «Mi spiace per quel che vi succede».

«Tu chi sei?». Il religioso socchiuse gli occhi, l’evidente diffidenza.

«Sono Hieronymus, non vi ricordate di me? Ho dipinto “Salita al calvario”, ad esempio».

«Ah, sì, ricordo. La tua terza versione». Ammiccò un attimo nonostante tutto. «Mi sembrava che tu vivessi meglio. Sei venuto per chiedere un pasto?».

«No, un consiglio».

L’abate allargò le braccia. «Ho molti guai, ma posso sempre provare ad aiutarti».

Bosch stava per spiegargli il motivo delle sue peregrinazioni, ma pensò che sarebbe stato egoista far concentrare i frati sui suoi problemi e nient’altro. «Voglio esservi di aiuto».

«Sul serio?».

«Esatto. Quel tipo…».

«È il nostro creditore, un autentico sanguisuga».

Bosch annuì. «Dove abita? Voglio parlargli».

«Il castello a mezzo miglio da qui».

«Gli faccio visita subito». Bosch lasciò l’abate lì. Voleva assecondare prima il suo bisogno di carità cristiana, avrebbe usato Gobleto per i suoi fini adesso che sentiva che stava per sbucare fuori dal dedalo della sua personalità.

Raggiunse il castello e vide che il borghese era sceso dalla carrozza e stava angariando alcuni servi della gleba.

«Ehi, voi!» lo chiamò Bosch.

Si girò a guardare, un’espressione antipatica stampata sul viso. «Tu chi saresti, straccione? Vattene, o ti faccio cacciare a pedate nel sedere».

«Hai finito di tiranneggiare i miei amici francescani». Bosch strappò una zappa dalle mani di un servo e la picchiò sulla fronte del borghese.

Il borghese stramazzò al suolo, Bosch tirò via la zappa ma vide che dalla ferita erano usciti dei serpenti. Presto, in loco del cranio dell’uomo, sbucarono un florilegio di serpenti che spandevano veleno dappertutto.

Bosch sentì Gobleto impadronirsi del suo corpo. Si lanciò sui rettili e loro lo morsero, ma lui respinse il veleno con il sangue proprio e quello del serpente policefalo. Bosch strappò i rettili uno a uno dal collo del borghese che cadde di nuovo sull’erba, le serpi si contorsero e morirono come fiori privi d’acqua.

Secondo Bosch tutto intorno a lui stava avvizzendo: la natura, persino le case…

Senza badare a quel che gli succedeva attorno, ritornò sui propri passi. Aveva fatto il suo dovere, ora i francescani gli sarebbero stati d’aiuto.

Serie: Le avventure di Gobleto


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Leggo la tua serie con parsimonia, alcuni episodi al giorno per entrare nelle sue atmosfere senza annegarci dentro. Bosch/Gobleto agisce dopo aver portato a termine i vari dipinti citati, quindi le sue non sono visioni precedenti (che in qualche modo lo hanno ispirato). I suoi quadri sono effettivamente “disagianti”, mi chiedo se tu non abbia scritto questa serie calcando le sensazioni ricevute da una sua monografia

    1. No, a dire il vero non ho letto nessun libro, mi sono solo un po’ documentato e ci ho messo passione. Se avessi dovuto scrivere un romanzo ci sarebbe stata una mole di libri per documentarmi. Grazie del commento!

  2. “Secondo Bosch tutto intorno a lui stava avvizzendo: la natura, persino le case.” Non e` certo un buon segno. Mi domando cosa c`e` da aspettarsi ancora, e se, dietro queste immagini ci sia anche un doppio senso, qualche aspetto della nostra realta` camufatta dal genere fantasy.

  3. “Bosch strappò i rettili uno a uno dal collo del borghese che cadde di nuovo sull’erba, le serpi si contorsero e morirono come fiori privi d’acqua.” Mi piace questa metafora, molto efficace.