Chi non salta in ambulanza morto è!

Serie: SENZA DENTI

Allora di come sono caduto a faccia a terra come un salame ne abbiamo parlato nella scorsa puntata…

Di come l’asfalto non abbia gradito il primo colpo e abbiamo poi controbattuto duramente un destro che mi ha letteralmente tolto fiato, denti e ossa di bocca, per ora non le parliamo.

A questo punto, ripreso dallo svenimento, seduto davanti alla porta della piadineria che di tutto ha fatto per evitarmi il tanto agoniato boccone, aspetto con fervore la prima ambulanza disponibile. Mani davanti alla bocca devastata dall’asfalto (quando ci si mette picchia proprio duro, ma a ben guardare un piccolo segnetto sul catrame gliel’ho fatto tiè!), aspetto impaziente. Davanti a me (ricordiamoci che sono sui navigli, fulcro dello struscio movida milanese), decine di persone mi lanciano occhiate, miste tra compassione (o povero ragazzo), schifo (guarda sti drogati, prima si conciano e poi fanno a botte), paura (e se mo questo si alza e mi sbrana, guarda quanto sangue ha in bocca…).

Abbasso lo sguardo, mi dedico alla conta dei dentini. Se prima erano tanti, non ricordo quanto dovessero essere i denti nel massimo della loro affluenza adulta, ma diciamo tanti… utilizzando la lingua come indice per la conta, spunto uno ad uno i piccoli bianchi aguzzi, e scopro che mi mancano all’appello una decina di elementi, oltra a una sgradevole sensazione come di avere una gigante tartare di carne in bocca. Bleah..

Mantengo la calma… anzi non è vero, mi agito di brutto, ma col fatto che non riesco a parlare e che tutti urlano e sbraitano per me, io inizio a biascicare imprechi in greco antico ma pare siano poco udibili perché il mio amico Carmine mi guarda cercando di essere sereno e mi dice “bravo Mitch stai calmo che ora arrivano i soccorsi”… Calmo!? La mia lingua mi sta comunicando che ho fatto un frontale con l’asfalto. L’asfalto è li che mi guarda senza alcun graffio e fa i gargarismi sotto mezzo litro del mio sangue e io devo stare calmo!?

Intanto vedo il mio amico Batty che raccoglie un paio di denti da terra, cerca di farlo senza farsi vedere da me per non spaventarmi ma io lo sgamo subito, e inizio a scrollare la testa disperato. Lui mi guarda e mi dice “tranquillo Mitch i denti si sistemano” e li mette in un fazzoletto di carta. Morale alle stelle. Il paradosso è che prima di allora non ero mai stato dal dentista nemmeno per una carie, ora temo diventerà il mio amante segreto… Non voglio pensarci, ma ci penso e ci ripenso e…. Ramadan.

Comunque le cronache dicono che siano passati solo circa 20 minuti all’arrivo dei soccorsi. Pare che quella sera poco prima avessero scazzottato a 50 metri da me con vari ragazzoti pieni di testosterone che hanno tenuto impegnato non poco il 112. Il bello era che accanto a me tutti facevano numeri differenti, e passi per il 112 (che è il numero unico per le emergenze) e il 118 (il vecchio numero per le ambulanze), c’è chi, lo giuro, ha chiamato il 115 (il vecchio numero dei Vigili del Fuoco), ho provato a controbattere, ma alla fine ho pensato che qualcosa sarebbe arrivato, al limite alla domanda “cosa è successo?” dell’uomo in uniforme e estintore, avrei risposto “gengive in fiamme signore!!”.

Arriva l’ambulanza, mi fanno dolorosamente alzare come se dovessi prenderla al volo o entrare dal finestrino tipo Hazzard. Appena quelli dell’ambulanza escono, mi fanno subito risedere. Sapevo io.

Intanto mentre i paramedici scendono con la barella intravedo, come il ragionier Fantozzi, San Michele Arcangelo con le braccia aperte che mi si avvicina (non è un buon segno penso), richiudo gli occhi, è un paramedico con la faccia serena, che mi guarda e mi dice “Come va? Cosa è successo?”. Io apro la bocca e lui annuisce e dice “Capisco.” Credo di esser stato molto chiaro e preciso. Si rivolge agli amici, che gli raccontano la complessi dinamica dell’incidente “E’ svenuto e ha sbattuto la faccia per terra”. Lui annuisce e finalmente rivolgendosi a me mi chiede se me la sento di salire sulla barella, io gli rispondo che posso camminare fino all’ambulanza e salire con le mie gambe. Sembrano rincuorati.

Mi fanno accomodare poi sula barella, mi fanno una raffica di domande, il mio amico Batty risponde prontamente, io dondolo tipo Ramadan nella speranza che la fatina dei dentini si faccia vedere presto o che alla riapertura degli occhi mi sorridano tutti e mi dicano “sei su scherzi a parte!”. Apro gli occhi. E’ tutto vero. Accanto a me ci sono Batty, un medico che sembra Bin Laden, e una ragazza tignosa e scazzata che credo sia convinta che in fondo me la sarò cercata. Sono solo pervenuto, saran tutti bravi, ma io sto male e allora mi stanno sulle palle perché ancora non mi hanno miracolato.

Mi fanno un’iniezione di morfina. Sorrido, o meglio accenno un sorriso con la grotta degli orrori che è diventata la mia bocca e cerco di far capire che cercherò di non stare male a patto che mi portino subito in ospedale. Sento il medico che al telefono dice “lo portiamo al San Paolo”, credo che San Michele Arcangelo abbia interceduto con il collega, bravo mettici una buona parola.

L’ambulanza si chiude, mi legano, mi mettono il collare, si parte, Ni No Ni No Ni No

Chissà se il nostro eroe arriverà sano e salvo in ospedale. Le strade sono trafficate, è sabato sera, tutto può accadere…

Serie: SENZA DENTI
  • Episodio 1: Dinamica semplice di un incidente complesso
  • Episodio 2: Chi non salta in ambulanza morto è!
  • Episodio 3: Welcome to Hospital
  • Episodio 4: Il Primo Chirurgo… non si scorda mai!
  • Episodio 5: Un tranquillo corridoio di Paura
  • Episodio 6: Il Presagio
  • Episodio 7: Pensieri e Complessi
  • Episodio 8: Topexan e il Lupo Mannaro
  • Episodio 9: Tv in camera che sballo!
  • Episodio 10: Il buongiorno si vede dal mattino
  • Episodio 11: Super Slot!
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    Commenti

    1. Tiziano Pitisci

      La storia trascina subito il lettore in una dimensione di empatia; ma a farni andare avanti è soprattutto lo stile ironico e serrato che strizza l’occhio a certi scrittori pulp (tra i miei preferiti). Bravo Michele, andiamo al 3 episodio 🙂

    2. Marta Borroni

      Che avventura piena di dolore agitato e snervanti meccanismi reali, una vicenda vera ma che racchiude entro di sé anche un pò di splatter… ce la farà il nostro eroe? lo sapremo solo nella prossima puntata!