
Con te, non ho paura.
La brina scintillava ricami argentati tra i fili d’erba, giocando tra riflessi concessi o celati dalla diafana luna: un tondo armonioso e sazio, costellato da veli nuvolosi e magiche foschie grigiastre. Nonostante quei vapori il cielo ora era terso, il nero della notte intenso e penetrante, ma cosparso da tante piccole stelle luminose.
Il temporale era cessato da ore ma noi eravamo ancora li, pallidi e fradici. Lui era sporto dal parapetto del balcone, a fianco a me. Lo osservavo in silenzio: le sue labbra soffiavano via riccioli di soffice fumo, che si condensava assieme al suo respiro tiepido, tra il rossastro lampeggiare delle ceneri ardenti della sigaretta. Ogni suo gesto sembrava in armonia con il creato, il contrarsi e distendersi della bocca, il reclinarsi del capo, le sagome create con i vapori nell’aria, tutto pareva brulicare di poesia.
<<Ti amo, lo sai?>> sussurrò ad un tratto continuando a fissare gli intrecci di rami dall’altra parte della strada, grondanti gocce dense.
Quelle due parole erano come due frecce di afrodisiaco scoccate dritte sullo stomaco, repentine e adrenaliniche. Ci guardammo negli occhi: sembrava impossibile tutto ciò, il mio riflesso era diverso li dentro, più acceso, meno goffo e patetico, dentro i suoi occhi anche io ero poesia. Io non ci credevo affatto, era lui che me lo faceva pensare, quello sguardo era desideroso, vivo e mi infondeva un ardore carico di vita.
<<Ti amo tanto>> risposi dopo un sospiro. Mi sorrise.
Quando lo faceva non ero mai sufficientemente pronta. Gli angoli delle labbra si incurvavano in una piega che mi dava alla testa, sormontati da un piccolo solco espressivo, in una smorfia delicata che, ero sicura, mi schiudeva sfacciata un piccolo angolo di cielo. Si avvicinò lentamente e la sua bocca si aprì verso la mia, mentre mi stringeva i fianchi con le braccia vigorose.
Le mie labbra fremono sotto il suo tocco, come tutti i punti sfiorati dalle sue dita: la pelle sembra dilatarsi al suo contatto, vorrei mi stringesse così tanto da diventare una cosa sola, elidere le distanze tra noi fino al limite, per poi superarlo e non considerarci più come unità distinte. Il freddo, i rumori, i pensieri, tutto cade nell’oblio, si eclissa, temporaneamente si dissolve.
Entriamo in casa e ci stendiamo in camera, nella penombra. Mentre mi guarda mi spoglia, anche dai miei vestiti, pezzo per pezzo, fino ad esser carne contro carne. Mi sfilò lentamente la maglietta intrisa d’acqua, sollevando il tessuto incollato alla pelle come fosse di carta e avesse paura di romperla. Le labbra che cercavano il mio ventre, poi il seno, la bocca.
Era caldo, forte, i muscoli tirati sotto la pelle scura. Mi baciò forte, prendendomi la testa tra le mani e spingendo con vigore la mia bocca verso la sua. Mi spogliò come una margherita viene depredata dai suoi petali: con delicatezza e ferocia, privandola del suo manto. Io feci lo stesso con lui.
Ci amammo tutta la notte, le mie membra stanche trovarono rifugio, ogni parte di me si incastonava in lui alla perfezione. Sentivo il suo respiro sciogliermi come neve al sole, il suo profumo svelarmi mondi ignoti.
Ora il temporale era una cosa lontana.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Amore, LibriCK scelti per Voi
“Ci amammo tutta la notte, le mie membra stanche trovarono rifugio, ogni parte di me si incastonava in lui alla perfezione. Sentivo il suo respiro sciogliermi come neve al sole, il suo profumo svelarmi mondi ignoti. “
Molto intenso e romantico, questo passaggio racchiude in un’immagine il legame profondo narrato nella storia. Mi è piaciuto!
Trovo bellissima l’intensità con cui è scritto e rappresentato, davvero wow, bravissima!
Grazie davvero di cuore!
Descrizioni intrise di complicità ed Eros. Davvero interessante nonostante la brevità del racconto
Ti ringrazio tanto!
Grazie a te per averlo scritto e condiviso ?
Ciao Noemi, del tuo LibriCK ho apprezzato la direzione decisa verso una dimensione di accoglienza in cui la passione e la sintonia offrono un riparo rassicurante dal rumore e dalle insidie del mondo esterno. Spesso siamo strattonati da due pulsioni: una che induce a fuggire verso panorami da esplorare ed una che vuole certezze e punti fermi. A volte una delle due forze prevale, come in questa storia, in cui hai saputo descrivere bene il trasporto di chi sente di voler restare (almeno per un po’) al sicuro.
Ciao! Sono felice che ti sia piaciuta la scena e che ti abbia trasmesso queste sensazioni, nonostante la brevità del testo, era proprio il messaggio che volevo far emergere. Ti ringrazio per le belle parole spese per il mio racconto!