Concept #1 – Turner (un tradimento) 

La pioggia scendeva sincera e generosa. Mille piccole mani, inconsuete e giovani, a stropicciarle minuti e fretta. Mai sazie, sinuose, sollecitavano steli incantati inerpicati tra i suoi pensieri.

Giù per Margate avrebbe trovato la strada più breve. In cerca della sera avrebbe consumato erba e fango, immense distese di vuoto e smeraldo. Pioveva come la pioggia sa farlo al nord. Impalpabile e giovane, graziosa e amica, di vetro e di blu. Lo spettacolo bello di un cielo assorto. 

Correva e il verde la spingeva appena. E sontuoso l’odore dell’erica, nella primavera appena svernata, si arrampicava silenzioso  tra le gambe svelte e già fradice. Gli alberi la inseguivano in un fragore di stille cristallo. Pioveva, ovunque. Le ciocche lucide, gli occhi naufraghi, la pelle di acqua risalivano il silenzio annegato del parco.

Arrivò: i capelli erano rivoli di trasparenza madreperla, le mani un ricamo di bellezza discreta, l’attesa una trina di paziente sapienza. Il dolore, ora, solo vapore. 

Si avvicinò al cancello, scostò lo spasmo ferroso,  Poi la porta di un rosso pensieroso, brunito e ostile. Trovò conforto nel muro sporco di carbone e fatica. Fu allora che il freddo la prese a forza, appena sul collo e giù lungo i fianchi. Finito il calore della corsa arrivò il gelo spinoso, insinuandosi nel vestito intriso di nebbia e attesa. Guardò ancora la porta. Ne studiò i nodi del legno, corposo e distratto, le mille mani che l’avevano aperta, richiusa. Di giovani e donne, di bimbi e uomini. E poi dietro quel diaframma oscuro la vita degli altri. Una porta madida del torpore di Bethnal Green e ora di lacrime avorio. 

Si costrinse al muro e scivolò nell’angolo più sicuro. Un albero l’accolse nella divergenza amorosa delle sue materne radici. Sedette quieta. Non voleva scoprire oltre quella porta. Non voleva vedere la donna, i bambini,  la vita di altri e tutto il resto. Il resto non suo. 

Sua era invece la terra a cullarla ora, la terra e la pioggia, E l’erba, distesa docile come i suoi pensieri

Percepì un tremore appena, sfiorò il sodalizio tenero di foglie e radici.

Accadde.

Si scoprì felice e inconsueta. Serena di acqua e di verde.

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Discussioni

  1. Credo tu abbia una prosa fantastica, non è la prima volta che ti leggo e rimangono convinta della tua intensità poetica. L’unica cosa che mi è risultata difficile è la comprensione del soggetto, forse un inversione di alcune frasi e un mixage di punteggiatura più diluito aiuterebbe ad una maggiore comprensione di questa profondità che regali al lettore, capisco però che ognuno ha il suo stile e lo deve seguire, auto confessandomi io stessa assai gelosa e permalosa per quanto riguarda virgole e punti 😀

    1. Si credo tu abbia ragione… l’ho scritto un po’ come è venuto ma lo avrei dovuto curare di più. Mi sono affidata a delle suggestioni, è un po’ una traccia ma ci lavorerò. Grazie mille

  2. Racconta di una donna che corre sotto la pioggia e raggiunge una casa dove vive la famiglia dell’uomo che ama. La scena si svolge in un quadro di Turner a cui è ispirata ogni parola. L’idea sono mini racconti nati dentro alcuni quadri.

    1. Un esperimento letterario molto sofisticato e interessante. Mi ricorda, almeno nello spirito, il testo della canzone “Un guanto” di De Gregori.

  3. Ciao Maeb, ho trovato molto affascinante questa storia ma confesso di essermi un po’ perso…è molto criptica e molte frasi non credo di averle comprese fino in fondo. Te la senti di spiegarci (se ti va) il senso di quest’opera e dello stile narrativo che hai scelto? Grazie! 🙂