
ELENA CABALLARIO
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: IL BAMBINO DEL BURRONE
- Episodio 2: ELENA CABALLARIO
- Episodio 3: LE PAURE DEL POLIZIOTTO
- Episodio 4: IL VALICO DELL’ALBA
- Episodio 5: LA PRIGIONE AI PIEDI DEL MONTE
- Episodio 6: GIULIO CABALLARIO
- Episodio 7: NASCONDERSI IN UNA SPELONCA
- Episodio 8: IL DISEGNO
STAGIONE 1
CASERMA CARPAR, UFFICIO DEL COMMISSARIO
Con aria turbata, Cleros gettò un’occhiata al suo capo: lo pregava implicitamente di non procurare altro dolore al suo amico, evitando magari determinate domande. Stava già soffrendo troppo.
«Dov’era questa mattina?» chiese il poliziotto a Gregorio.
«A casa mia.»
La risposta fu abbastanza scontata. Il commissario non batté ciglio e proseguì nell’interrogatorio.
«E perché suo nipote non era con lei?»
Gregorio alzò leggermente la testa incrociando per pochi attimi lo sguardo dell’uomo. Poi rispose.
«Perché mia sorella voleva passare un po’ di tempo con lui. Ieri mi aveva chiesto se fosse possibile portare il bambino in città, questa mattina, e io ho acconsentito.»
Le sue dinamiche familiari, ovviamente, erano del tutto ignote al commissario, e questo non lo aiutava nella comprensione dei fatti.
«Il signor Caballario ha cresciuto suo nipote fin da piccolo» intervenne Cleros, cercando di fornire una spiegazione al suo superiore. «Aveva ancora pochi giorni di vita quando sua sorella glielo lasciò.» Il commissario sgranò gli occhi per lo stupore.
«Allora non è semplicemente lo zio del bambino…»
«No, lo ha anche cresciuto, proprio come se fosse suo figlio, con tutto l’amore possibile.»
Nella mente del poliziotto iniziavano a delinearsi finalmente i rapporti tra la piccola vittima, Gregorio e la sua sconosciuta sorella. Stava iniziando a comprendere le complesse vicende familiari dei Caballario.
«Questo le fa onore» commentò con sincerità l’uomo. «Non è da tutti fare ciò che ha fatto lei.»
Provava una certa stima verso quel poveretto e desiderava, per quanto fosse utile, almeno esprimergliela a parole.
«La ringrazio.» La risposta fu fredda, piatta, priva di calore.
«Sua sorella dov’è ora?»
La domanda, per quanto normale, spiazzò Gregorio. Alzò di scatto la testa, ricordandosi solo allora di Elena. La notizia del ritrovamento di Enea gli aveva obnubilato la mente, e il fatto che sua sorella non fosse ancora ritornata a casa era passato totalmente in secondo piano. Sentì un pesante senso di colpa in cuor suo, colpevole di aver dimenticato Elena e di non essersi preoccupato minimamente di lei. Ma la notizia di Enea lo aveva colpito duramente. Non riusciva a pensare ad altro.
«Io…», rispose, cercando di rammentare qualcosa «…non lo so dov’è. Non era ancora tornata a casa quando Cleros mi ha informato del…»
Si interruppe. Chiuse gli occhi per tentare di controllare l’emozione. Non riusciva a pronunciare quelle parole; non ne aveva il coraggio. Non riusciva a dire che il suo piccolo Enea era stato ritrovato morto in un burrone. Non poteva.
«Va bene. Ho capito cosa vuole dire» lo rassicurò il commissario.
«Ma secondo lei per quale motivo sua sorella si è recata proprio in quel punto insieme al bambino? Oppure, ritiene possibile che suo nipote sia arrivato lì da solo, magari allontanandosi dalla madre?»
Gregorio ci rifletté su. Si asciugò una lacrima.
«Enea non si allontanava mai da me, né tanto meno da mia sorella. Non sapeva che Elena fosse sua madre, ma le voleva comunque bene e le obbediva tranquillamente, senza obiettare o fare capricci» spiegò lui. Enea aveva stretto un bellissimo rapporto con sua sorella, pur non sapendo di avere a che fare, di fatto, con colei che l’aveva messo al mondo. La riteneva semplicemente la “cugina” di Gregorio, e ogni tanto, spinto dalla curiosità, gli aveva posto delle domande su quella che lui, naturalmente, considerava una persona ”misteriosa”, dato che non conosceva nessun particolare di quella donna. Si era affezionato profondamente, e inconsciamente, a sua madre, e molto spesso desiderava giocare con lei e uscire a fare delle passeggiate qua e là: alcune volte nella contrada del lupo, altre volte in montagna, altre volte ancora in città. E lo stesso aveva fatto, per l’ultima volta, quella mattina presto.
«Ergo secondo lei è impossibile che si sia allontanato volontariamente, capisco», constatò il poliziotto. «E sua sorella era solita recarsi vicino quel burrone, che lei sappia? Le mie ovviamente sono innocue supposizioni ma probabilmente, apprezzando il luogo e il paesaggio, la signorina Caballario ha pensato bene di recarvisi col bambino, e lì è successo qualcosa a suo nipote. Lei si è fatto un’idea al riguardo?»
Cleros cercò di rassicurare Gregorio in tutti i modi. Gli mise una mano sulla spalla e disse: «Dì tutto tutto quello che sai al commissario. Sicuramente c’è qualcosa di utile per le indagini.»
«Mia sorella ama tutto di questa valle: i paesaggi, le montagne, i boschi, il lago di Troilano, i sentieri, le stradine della città. Di sicuro anche quel posto significa molto per lei, ma più di questo non so.»
Gregorio ricordava bene cosa facesse Elena in quei luoghi: ogni giorno, all’uscita da scuola, lui e sua sorella gironzolavano per il sentiero ”delle urla” alla ricerca di ”Lorcorello”, una figura misteriosa che, secondo la leggenda, abitava nei boschi confinanti con la contrada del lupo. Sempre secondo i racconti, Lorcorello fu un povero uomo che, dopo essere stato derubato dei propri averi, picchiato selvaggiamente e umiliato da una banda di briganti, venne legato a un palo e abbandonato alla mercé dei lupi. Da quel momento, di lui, non si ebbero più notizie. Per taluni, Lorcorello fu semplicemente sbranato dagli animali; per altri, invece, l’uomo vagava ancora all’interno della foresta nel vano tentativo di ottenere giustizia, uccidendo e ferendo chiunque osasse attraversare il sentiero. Elena era, tra i due, quella che desiderava maggiormente percorrere la stradina tra gli alberi, impavida e coraggiosa come sempre. Lui, più per senso del dovere, la seguiva dappresso, preoccupato sia per la sua incolumità che per le insidie del bosco, oltre che per la leggenda ovviamente. Fin da piccolo, infatti, ha voluto sempre proteggerla da ogni pericolo.
”Nostro padre continua a dirmi che chi affronta le proprie paure, diventa più forte e coraggioso” gli disse un giorno Elena. ”Io ho paura del bosco, perciò vado lì, così divento anche io più forte e coraggiosa!” concluse.
Aveva uno strano fuoco nei suoi bellissimi occhi castani. Un fuoco capace di bruciare chiunque provasse ad avvicinarsi. Non gliel’aveva mai visto prima, ma ricordava ancora vividamente quel momento: erano dei bambini, e l’educazione del padre stava iniziando a dare chiaramente i suoi ”frutti”, in sua sorella. Quella mattina, però, non poté proteggerla e si chiedeva, in cuor suo, che fine avesse fatto.
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: IL BAMBINO DEL BURRONE
- Episodio 2: ELENA CABALLARIO
- Episodio 3: LE PAURE DEL POLIZIOTTO
- Episodio 4: IL VALICO DELL’ALBA
- Episodio 5: LA PRIGIONE AI PIEDI DEL MONTE
- Episodio 6: GIULIO CABALLARIO
- Episodio 7: NASCONDERSI IN UNA SPELONCA
- Episodio 8: IL DISEGNO
Ha caratterizzato molto bene i legami tra i membri della famiglia di Enea. Complimenti!
Ciao Tiziana, grazie mille ancora, gentilissima!! 🙂☺️
Sono rimasta molto colpita dal rapporto tra Enea ed Elena, in cui il bambino percepisce la donna come la madre nonostante non lo sappia. Hai anche costruito con precisione la dinamica familiare e l’hai esposta con chiarezza.
Interessante la leggenda del Lorcorello, mi domando come la intreccerai con gli avvenimenti. 😼
Sì, l’idea era quella di creare un rapporto sereno tra Enea e la madre nonostante quest’ultima lo abbia ”abbandonato” affidandolo a suo fratello. Vedrò come intrecciare la leggenda con gli avvenimenti. Grazie mille Mary!!
Il mistero si infittisce e l’aggiunta di questa leggenda locale non fa che rendere il tutto ancora più coinvolgente.
Vado al prossimo capitolo.
Intrigante questo inserimento di una leggenda locale.
Subito dopo la lettura del primo episodio, mi sono fiondata su questo: hai cominciato bene e stai continuando allo stesso ritmo; detto in parole povere e decisamente poco professionali: che figata, mi sta piacendo veramente un sacco
Mi fa tantissimo piacere!!! Grazie ancora!
Un episodio solido, ben strutturato, con la sua dose di mistero e di intensità. Sono molto suggestive le aperture (come lo squarcio bellissimo nella leggenda) che proponi e inserisci armonicamente lungo lo sviluppo dell’azione, dando a ogni passaggio in progressione quella densità che rende ogni istante, ogni tassello del mosaico, un luogo con una sua autonomia, non solo funzionale all’ingranaggio, e dove è piacevole intrattenersi. Il tuo approccio generale alla serie mi lascia questo interesse naturale a restare nella tua scrittura.
Ciao Luigi grazie per le belle parole ❤️😊
Ho adorato, in questo episodio, la leggenda di Lorcorello 😍 Spero che ne parlerai ancora.
Ciao Arianna, mi fa piacere che ti sia piaciuta! Perchè no, se ne potrebbe parlare ❤️😊
Mi ha colpito molto il passaggio in cui dici che Enea si era affezionato “inconsciamente” alla madre, quasi che i legami di sangue vadano oltre a tutto…molto bravo anche a mescolare una leggenda con la realtà. Rende il tutto ancora più interessante!
Sì Dea, volevo proprio sottolineare questo infatti. Il bambino si era affezionato oltre tutto alla madre, senza tener conto di tutto il resto. Grazie del commento come sempre!!
Bravo Alfredo, continua così! Molto suggestiva anche l’ambientazione, credevo fossero luoghi reali.
Al prossimo episodio 🙂
Ciao Melania, grazie mille. Sì, sono luoghi inventati ma mi fa davvero piacere che ti siano piaciuti e che ti abbiano colpito positivamente. Grazie ancora, gentilissima!! 😊❤️
Leggenda e realtà si mescolano in modo avvincente! Attendo con ansia il prossimo episodio!!! Vai così!
Ciao Alberto, sono contentissimo che ti sia piaciuto. Grazie mille 😊❤️
Sempre più coinvolgente. Luoghi e leggenda sono frutto della tua fantasia? Non posso che attendere sviluppi ma, intanto, non posso che farti i miei complimenti: bravo!!!
Ciao Giuseppe, grazie per i complimenti e della lettura. Sì, i luoghi e la leggenda li ho realizzati entrambi io. Spero ti siano piaciuti. Grazie ancora per tutto, gentilissimo!! 😊❤️
I primi due episodi di questa serie scorrono fluidamente e il genere attira. Aspetto il seguito.
Ciao Francesco, grazie per aver letto sia questo che l’altro episodio, apprezzo moltissimo. Mi rende felice sapere che ti abbiano attirato i racconti!! Grazie ancora 😊❤️
È molto interessante il modo in cui hai inserito la leggenda di Lorcorello in questa storia di dolore famigliare. Si insinuano dubbi nella mente di chi legge e avanzano svariate supposizioni. La vicenda si fa complessa e intrigante.
Ciao Cristiana, ti ringrazio per aver letto l’episodio e averlo commentato. Mi fa piacere che ti sia piaciuto l’inserimento della leggenda all’interno della storia. Grazie ancora!😊❤️
Urca!
Ciao Kenji! Grazie per il commento ahah, spero ti sia piaciuto l’episodio😊❤️😂