
Fine del mondo
Serie: Codice morale
- Episodio 1: Pentimento
- Episodio 2: Fine del mondo
- Episodio 3: Nausea
- Episodio 4: Operazione fallita
- Episodio 5: Chiesa Unita
- Episodio 6: Divorzio
- Episodio 7: Tradimento
STAGIONE 1
Strano che quando sei ricco tutti ti cercano, hai tanti amici, tutti vogliono un po’ di quello che hai. Da un giorno all’altro persi tutti i miei soldi e soprattutto la mia dignità. La finanza indagò a fondo sulle strane manovre che riguardavano quella dannata transazione. Era tutta colpa di Tony o forse anch’io avevo fatto la mia parte. In fondo quando succede qualcosa di male non si può attribuire al cento per cento la responsabilità solo ad un individuo. Avevamo sbagliato entrambi, Tony a fin di bene, io per fargli un danno che mi si era ritorto contro.
Fatto sta che rischiammo di andare in carcere. Solo grazie alle nostre conoscenze, e a due bravi avvocati, riuscimmo a scamparla ma il costo fu grande: non rivedemmo un solo centesimo. Inoltre fummo entrambi licenziati in tronco.
Cercai conforto a aiuto nei miei genitori, ma non ne volevano sapere di riaccogliere in casa un criminale. Litigammo come non mai e alla fine mi ritrovai per strada. Durante l’estate cercai in tutti i modi di trovare un piccolo lavoretto, mi bastava qualsiasi cosa, ma la mia foto e quella di Tony erano su tutti i notiziari, nessuno voleva compromettersi. Quando, poi, cominciò a crescermi la barba e iniziai a puzzare, non mi permettevano neanche di avvicinarmi a nessun posto. I primi tempi vissi nella metropolitana, trovando un po’ di refrigerio durante le giornate afose e chiedendo l’elemosina: i soldi che riuscivo a racimolare mi bastavano appena per comprare qualcosa da mangiare. Mi guardavo intorno, non avevo mai fatto caso al mondo dei senzatetto. Pensavo che ce ne fossero parecchi e invece, durante l’intera stagione, non ne incontrai affatto. Certo c’erano persone che vivevano al limite, ma nessuno era senza casa. Tutti avevano un posto dove ripararsi e un modo per mantenersi, foss’anche illegale. Più volte incontrai l’uomo che mi aveva guidato nei bassifondi quando mi volevo operare. All’inizio neanche mi riconobbe, poi gli raccontai la mia storia e lui ricordò. Gli chiesi aiuto, magari un lavoretto anche vendere droga, non mi importava. Lui mi rispose che non ne avevano bisogno, quando lo implorai, mi scacciò in malo modo.
Sembrava che il mondo non avesse più bisogno di me e mi respingesse da tutte le parti. Non sapevo cosa fare e mi sentivo solo.
All’inizio dell’autunno mi trovavo ancora seduto nello stesso angolo della metropolitana. Era mezzogiorno in punto e il treno era puntuale. Ero a terra proprio di fronte a una delle porte. Molta gente usciva e si dirigeva velocemente alle scale. Io cercavo di fermare qualcuno, ma pochi mi erano solidali. A un certo punto vidi due occhi familiari. Il viso era incorniciato dalla barba lunga e folta, gli abiti luridi, mi sembrava di guardarmi allo specchio, ma sapevo a chi apparteneva quel viso. Corsi verso di lui e lo abbracciai a lungo.
«Tony! Sei proprio tu? Cosa ti è successo?», era sbalordito per il modo in cui lo trattavo, forse pensava che non lo avrei mai perdonato, ma la strada mi aveva fatto capire che la cosa più importante nella vita non sono affatto i soldi.
«Sembra che anche tu abbia molto da raccontare», ci stringemmo più forte e cominciammo a piangere come bambini. La gente passava, ci guardava e scuoteva la testa ma a noi non fregava niente di tutto quell’odio. Finalmente avevamo ritrovato entrambi un amico.
Tony mi raccontò la sua storia: era molto simile alla mia. Respinto da tutti, perfino da Helena che era riuscita a pararsi il culo. Mi chiese più volte scusa, ma gli dissi di non badarci: i soldi vanno e vengono. Vidi che era vestito leggero e sembrava tremare, gli diedi una delle mie coperte.
«Come speri di sopravvivere all’inverno vestito in questo modo?»
«Non pensavo di passare così tanto tempo per strada».
Ero felice. Non mi sentivo più solo. Decidemmo di dividerci di giorno e chiedere l’elemosina in due stazioni diverse per poi rincontrarci la sera. Mangiavamo una sola volta al giorno ma piuttosto abbondantemente. Riuscivamo perfino a scherzare e ridere pur se nella miseria.
I giorni passarono veloci. L’inverno arrivò presto. Il giorno di Natale, le autorità ci fecero un bel regalo. Un poliziotto si avvicinò a noi e con fare rude ci cacciò fuori dalla metropolitana. Il nostro posto lo prese un Babbo Natale in carne e ossa che suonava e cantava le canzoni adatte al costume che indossava.
Fummo costretti a stare al freddo fuori. La situazione divenne sempre più critica. Quando nevicò la prima volta ci rifugiammo sotto una galleria ma il freddo era pungente. Fortunatamente il giorno dopo uscì il sole e la neve si sciolse quasi subito. Avemmo un mese di tregua ma a gennaio ne fece molto di più e il freddo aumentò. Un giorno sentimmo alla radio che le temperature sarebbero calate molto al di sotto dello zero. Eravamo disperati. Provammo più volte a rientrare nella metropolitana, ma ora tutte le stazioni erano sorvegliate da almeno un agente che ci cacciava a suon di manganello non appena ci vedeva.
Il freddo arrivò. Camminavamo per le strade in cerca di un posto caldo, finché stanchi, ci accasciammo di fronte a una vetrina. Ci coprimmo come meglio potevamo e ci abbracciammo per riscaldarci. Sentivo il respiro affannato di Tony, non sentivo più la faccia, i piedi e le mani. Ero alle sue spalle e lo stringevo forte. Di colpo smise di respirare. Non avevo la forza per tentare di salvarlo. Lo strinsi più forte, una lacrima mi scese e subito si congelò, ebbi un’ultima erezione e insieme un conato di vomito.
Serie: Codice morale
- Episodio 1: Pentimento
- Episodio 2: Fine del mondo
- Episodio 3: Nausea
- Episodio 4: Operazione fallita
- Episodio 5: Chiesa Unita
- Episodio 6: Divorzio
- Episodio 7: Tradimento
Lo confesso, la durezza del finale mi ha colta del tutto impreparata. Eppure, la vita è così non dà sconti a nessuno: sono felice che, almeno alla fine, l’amicizia abbia vinto su quasi tutto. Non sulla morte
Purtroppo non sono riuscito a mantenere l’umorismo nell’ultima parte. Ne è venuta fuori una tragedia
Un racconto come una freccia che colpisce duro e penetra nell’anima.
Complimenti e a presto
Grazie per averlo letto.
Grazie Kenji. Ho cercato di fare del mio meglio. 🤗
Mamma mia, che descrizione vivida!